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Alfonsine


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Via delle Borse 

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di Luciano Lucci

      ‘Borse’ è un termine che fa riferimento al nome Borso: probabilmente essendo un plurale femminile stava a significare ‘Terre di Borso’… appunto ‘le Borse’ così come ‘Alfonsine’ significa ‘Terre di Alfonso’.

La via, da sempre così diritta, fu in origine un argine per bonificare l'area valliva, e segnava il confine tra la terra bonificata (le Borse) e la valle. 

Borso d'Este, che nel 1450 aveva ottenuto il titolo Duca e Signore di di Modena, Reggio e Ferrara, provava, con le bonifiche e il loro infeudamento a suoi cortigiani vassalli, a creare un suo dominio sulle terre della Chiesa, dei Ravennati e dei Veneziani.

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 Borso dona una moneta al buffone Scocola in presenza di Teofilo Calcagnini, 
1469 circa, Ferrara, Palazzo Schifanoia, Salone dei Mesi, particolare di Aprile.
Francesco del Cossa

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Qui sotto il particolare tratto da dall'affresco sopra.

Nel 1465 Borso diede in dono a un suo 'amatissimo' cortigiano, suo feudatario di Maranello, Teofilo Calcagnini tutte le terre da Fusignano al Po, che all’epoca erano in gran parte vallive, cioè coperte di acqua.

Ritratto di Borso d'Este

di Baldassarre d'Este, Milano, Castello Sforzesco

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Borso d’Este e Teofilo Calcagnini
1469 circa, Ferrara, Palazzo Schifanoia, Salone dei Mesi, particolare di Marzo di Francesco del Cossa

Teofilo ebbe due figli Alfonso ( † nel 1510) e Borso ( † 1525) che si dedicarono alla bonifica delle valli.

Potrebbe forse derivare da questo figlio di Teofilo  il nome 'Borse'?

Borso Calcagnini era il fratello minore di Alfonso e non poteva essere proprietario di terre, quindi è quasi certo che il Borso a cui si deve il nome di quelle terre fosse Borso d’Este, il signore Duca di Ferrara.

La via detta 'delle Borse' era all’epoca solo un argine di bonifica. Borso d’Este morì nel 1471.

Nella mappa qui di fianco datata 1552 si vede che esisteva già una 'via detta borse'

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Questa mappa (anche se fatta in modo approssimativo) mostra che una via di comunicazione chiamata nella parte iniziale 'via chocla' (attuale via Cocchi) serviva ad unire il Lamone al Senio in un punto detto 'la predosa' (nome di solito usato per indicare un guado o un porto di zone vallive).
Questa 'predosa' (nella mappa) si trova oltre Fusignano e oltre un F. vechio (fiume vecchio), che in altre mappe è denominato antico alveo del Senio e che corrisponde alla via Stroppata a partire da Fusignano. 

Da qui c'era una via del Porto di Fusignano che arrivava fino alle valle Dana: 
il porto ('La predosa') era quindi nella zona del Senio, più o meno della Rossetta alla destra e delle via delle Borse a sinistra, dove sorgerà poi il primo nucleo di Alfonsine.

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Questa a fianco è il particolare di una mappa della zona di Fusignano, Bagnacavallo, Villanova tra Santerno, Senio e Lamone
(A.S. Modena, mappario Estense - serie dei territori n. 97, XVI sec.)

In alto si nota una linea curva e una diritta che sembrano formare un arco che collega il fiume Senio alla Madona di Fusignano: sono l'arginatura e la via delle Borse, che era detta anche via del porto.

Si nota 'via de cocla' in basso il Fiumo La..mon nella zona di Villanova, il fiume Segno, e altre che ho segnato in rosso. C'è Fusignano e una chiesina con la scritta Madona di Fusignano che sembra essere San Savino. 
Dove c'è Alfonsine c'è solo una scritta che sembra essere "Teritorio Liunino". Il che daterebbe la mappa oltre al 1520, ma potrebbe anche essere il rifacimento di una mappa anteriore anteriore. In basso c'è una chiesina che indicherebbe Villa nova.

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Questo è un quadro di piazza Monti fatto nel 1884. Nello sfondo a sinistra (sembra oltre l'argine del fiume Senio), si vede una ciminiera fumante. Quasi certamente è la ciminiera della fornace delle Borse citata in un documento del 1868, qui sotto riprodotto documento pubblicato sullo Stradario storico delle Alfonsine a pag 83, (una parte qui riproposta nella seconda foto). Si legge che nel 1868 durante la costruzione della nuova chiesa in piazza Monti l’amministrazione [comunale] “ha l’obbligo verso l’appaltatore dei lavori di far trasportare alla chiesa dalla fornace delle Borse tutte le pietre che vi esistono…”

A tutt'oggi non si sa in che punto esatto fosse questa fornace.
Alcuni suggerimenti vengono da ricordi: una fornace pare fosse nel Fiumazzo, davanti alla chiesa. 
Qui c'era una casa di Piancastelli con dietro un macero e una fornace. 
La ciminiera della foto secondo qualcuno è al di qua dell'argine ed era quella di una distilleria. Effettivamente se fosse stata collocata a Fiumazzo non la si sarebbe nel punto di vista del pittore.

è quindi probabile che la ciminiera non fosse della fornace di via Borse citata nel documento qui sotto, ma forse di una distilleria.

 

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via Borse anni '30

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via Borse anno 2.000

Qui di fianco a destra il vecchio 'casò dal machin':

si trova all'incrocio di via Borse con via Tranvia, cliccando sulla foto trovate tutta la sua storia

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