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Anno 1961 
Marcia della Pace 
Fusignano-Marzabotto

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Gli alfonsinesi, alla partenza da Fusignano

A sinistra Silvana Faccani (1) e Domenica Ravaglia (2), Didòo (3) (ex barista del bar Girarrosto)
In piedi Bruno Tabanelli (13) - fabbro della  Stroppata, Andrea Dal Pozzo (14)  (l’Agreria),  Emilio Foschini (4) (Spinetta), Alvaro Cassani (15) (Lulù), Battista Folicaldi (16) (fratello di Leo),  Serbio Toschi (17), Antonio Ravaglia (18) (Bagata), Pippo (19) (di via Fiorentini), Angelo Lama (20), Pattuelli (21) (fratello di Profes), Gianastri (22), Andrea Gennari (23) (babbo della Donatella), Margotti e’ Ninè (24), Luigi Camerini (25) (e Mor), Ettore Taddei (26), Leo Folicaldi (10), e a destra due giovanetti che sono Bruno Santoni (11) (fradel ad Furmigò) e Bruno Medri (12) (Piatel 2). 
In prima fila accovacciati al centro Milo Bertoni (5)
(abitava in via Boari), Giulio Caravita (6) (Lisciva), Walter Peri (7) (gran pescatore), Bruno Mellini (8) (ultimo superstite del trio ‘Gianò-Paradiso-Muzghi’), poi Marcellino (ex custode del campo sportivo Cremona)

(da uno scritto di Gianni Contessi-Skecca)

Nel 1961, il filosofo ed antifascista perugino Aldo Capitini ideò, come testimonianza e memoria per il futuro, le cosidette Marce della Pace (a tutt’oggi si organizza ancora la Marcia della  Pace Perugia-Assisi).

Esattamente 50 anni fa, in occasione del 17° anno della Strage nazista (29 sett.-nov. 1944), il Comune di Fusignano,  avvalendosi di questo spunto, propose ed organizzò la Marcia della Pace Fusignano-Marzabotto, e l’allora indimenticato Sindaco Mazzotti ne estese l’invito anche a varie altre località  limitrofe.

Ad Alfonsine, furono coinvolti numerosi ex partigiani,  molti civili di diverse età ed anche alcuni esponenti giovanili, unitamente ad una rappresentanza della locale Coop Consumo, che parteciparono con slancio alla grande manifestazione celebrativa.

Nella mattinata del 6 ottobre 1961, gli alfonsinesi, con mezzi propri, raggiunsero Fusignano, punto di partenza della manifestazione. Qui li attese e ricevette il sindaco Mazzotti, che, dopo breve cerimonia e le rituali foto per tutto il gruppo dei partecipanti, diede il via alla lunga maratona podistica. Verso mezzogiorno la marcia raggiunse Massalombarda: breve sosta, con ristoro e primi interventi per gli sfortunati piedi di chi, in particolare per scarpe non idonee alla marcia, avvertiva già i primi dolori con formazioni di vesciche callose. L’infermiera capo per tali interventi, fu l’ex partigiana Ilonka, che si prodigò per tutto il percorso. Nonostante ciò, diversi furono i ritiri forzati, anche nelle successive tappe, per chi non ce la faceva proprio più a camminare.

In serata, cena e pernottamento a Medicina di Bologna, presso abitazioni private che si erano offerte disponibili. Il 7 ottobre, di prima mattina, partenza per Bologna, con arrivo in città nel primo pomeriggio. Cena e pernottamento sempre usufruendo del generoso contributo della popolazione bolognese. L’ultimo giorno della marcia, l’8 ottobre, partenza in pullman, per raggiungere la periferia della città, discesa dal pullman e continuazione della marcia sulla strada per Marzabotto. Raggiunto a piedi Marzabotto, si   assistette alla cerimonia cui presenziarono vari esponenti politici anche nazionali, dopo di ché, in serata, tutti i partecipanti, euforici e soddisfatti per quella che per loro poteva sembrare una impresa, fecero ritorno alle loro sedi con i pullman  predisposti.

A documentazione di tale “prima fatica”, abbiamo recuperato, tramite un partecipante diretto (Serbio), diverse belle foto che immortalano il corteo della marcia. Molti alfonsinesi avevano cartelli al collo, inneggianti alla pace in varie lingue, tedesco, inglese, francese e russo (мир). Si riconoscono nei vari gruppi molti personaggi ben noti, che citeremo, ed altri che si spera vengano riconosciuti dai lettori. Da menzionare è Gianastri (Giovanni Tarroni), ex partigiano e, a quel tempo, operaio dipendente comunale: si  era portato uno zaino a spalla, dove aveva riposto, fra l’altro, un prosciutto e altre vettovaglie utili alla bisogna. In questo compito, ben volentieri, e non solo per il trasporto, era assistito da Luigi Camerini - e Mor (un tipo che “a dii  andegna a bèe, u’si rasuneva!”). Nei vari punti di ristoro disseminati lungo il tragitto, lo zaino veniva sempre rifornito: per questo si faceva la spola.

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In questa foto si riconoscono da sinistra: Marcellino (ex custode del campo sportivo Cremona), Pippo (residente in via B. Fiorentini), Margotti e’ Ninè (alla cui corte i ragazzetti di allora, per pochi spiccioli, portavano i fiur d’gata pozla, che venivano poi sparsi nel cortile davanti la casa per l’essicamento), Andrea Dal Pozzo (l’Agreria) - caporale della Coop Braccianti, Ettore Taddei, Enzo Pasi, Angelo Lama (l’om dal tass), Leo Folicaldi, due addette della coop Consumo, in grembiule bianco, loro divisa da lavoro (Silvana Faccani e Domenica Ravaglia - compianta sorella di Sauro). In mezzo a loro c’è Serbio Toschi, poi Gianastri e la terza ragazza, con chioma vaporosa e vestito scuro, che potrebbe essere una certa Bedeschi.

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Da sinistra seduti: Didòo (ex barista del bar Girarrosto), Ettore Taddei (e Svezzar), Leo Folicaldi (quel da e Gilerot), a cui va il nostro ringraziamento per le notizie sull’avvenimento, Gianastri, Serbio Toschi (La bela) grande ex  pescatore, al quale siamo grati per le foto

In piedi da sinistra: Alvaro Cassani (Lulù), Enzo Pasi (Enzo d’Arnistè), il Sindaco di Fusignano Mazzotti (d’ la Rusètta ), Angelo Lama (l’om dal tass)

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DA NOTARE LA BANDIERA DELLA PACE ARCOBALENO

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