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Ricerche sull'anima di Alfonsine | Foto di gruppo |

Gruppo alfonsinesi all'inizio degli anni '30

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Da sinistra:  Antonio Minguzzi (detto Ciacco o Cicconi), gestiva un bar ereditato dal padre, ma poi per la crisi del '29 ebbe un tracollo economico e dovette vendere la casa e il bar ai Faggioli. Antonio Ghetti, detto CiuculŔta, era commerciante di vermout, liquori, vini e botti. Esponeva solo di lunedý mattina in occasione del mercato settimanale di Alfonsine, proprio davanti alla porta d'ingresso alla casa, sotto la rampa del ponte.  Viveva con la famiglia nell'appartamento soprastante, suo figlio era Mauro Ghetti (Maurino), che fu poi geometra comunale nel dopoguerra. Al centro  Giuseppe Scioni (Peppino dl'Ire), figlio di Bruno Scioni, che con Maria d'Sulacý gestiva un'osteria in zona a ridosso dell'argine del Senio nel paese vecchio: Peppino divenne poi autista (chaffeur veniva detto) di Domenico Violani (Ming˛ d'PasarÚ), ricco possidente alfonsinese. Il quarto Ŕ Antonio Mariani, padre del maestro Luigi Mariani, che fece il meccanico di biciclette, infine Libero Dragoni (Libero d'BagatÚ), che faceva il barbiere in un negozio proprio lý sotto i portici del Municipio di Alfonsine.

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