Il Motoraduno: una scossa per Alfonsine

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Alla festa della birra di "Alice nelle città" il motoraduno ha riscosso successo tra i giovani e i più anziani. Qualche problema

Centinaia di motociclisti, con le loro rombanti "Harley Davidson" e Chopper personalizzati, hanno regalato una giornata diversa agli alfonsinesi che ancora riescono a stupirsi davanti a "é mutòr". Al momento dell’addio, dopo una festa a "Elmorocco", il rombo dei motori e qualche sgommata di troppo fanno arrabbiare alcuni cittadini.
Proteste con telefonate ai Vigili e al Sindaco. Dall’altra parte il grazie dei giovanissimi agli organizzatori.

A metà settembre l’associazione "Alice nelle città" ha organizzato per il terzo anno consecutivo la sua piccola festa della birra. A una delle tre giornata sono stati invitati numerosi motoclub anche da fuori regione.

Trent’anni dopo Easy Rider, la mitologia dei bikers, anticonformisti centauri, capelli lunghi e fascia in fronte, sembra essere tornata prepotentemente di moda a giudicare dalla quantità di gang giovanili e motoclub con appartenenti a tutte le età che si muovono esclusivamente su due ruote.
Sono così arrivati un centinaio di motociclisti con le loro splendide moto (soprattutto le Harley Davidson, tutte personalizzate come vuole la tradizione). Si sono sistemati nei giardinetti Gulliver, hanno bevuto birra, partecipato a gare di abilità con le moto, sfilato per le larghe strade di Alfonsine, ("Quanto ci piacciono le vostre strade e soprattutto la piazza Resistenza... ci sembra di essere in America!"). Hanno giocherellato e scherzato con le vigilesse. Hanno dato spettacolo con il loro look tutto particolare (tatuaggi, capelli lunghi, volti da vichinghi). Spesso hanno ruttato in modo eclatante, ma anche questo fa parte del gioco.

Moltissimi alfonsinesi con bambini al seguito hanno assistito in piazza a questo evento. I giovanissimi soprattutto si sono inseriti, a modo loro, con i ‘cinquantini scooter’ creando una performance imprevista con cerchi di fuoco. Tutto è filato liscio: nonostante l’impatto non tranquillizzante, in fin dei conti questi motociclisti stile anni ‘60 si sono rivelati affabili, simpatici, socievoli, per niente sgradevoli, se non per chi è invischiato in eccesso di perbenismo.

La nottata si è conclusa con una festa a "Elmorocco"

Verso le due di notte della domenica successiva, a gruppi hanno inforcato le loro inseparabili moto e con qualche sgommata e rombata se ne sono tornati a casa. Uno - un ragazzino di 20 anni - veniva da Udine ed è stato ospitato da "Alice nelle città" che gli ha concesso di piantare la tenda e dormire.E’ partito di mattina presto, perché nessuno l’ha più rivisto.

Il rumore delle moto in partenza ha svegliato diversi cittadini, che hanno protestato vivamente con telefonate al Sindaco, ai Carabinieri e ai Vigili.

Comprensibile il disagio, ma un evento simile forse ne valeva la pena: così la pensano quelli di Alice, e tanti altri con loro.

E’ Mutòr

L’armòr

Come tutte le parti di una foglia sono tenute insieme da un perno centrale, così tutta la Romagna è tenuta insieme dal rombo dei motori, dal rombo sacro di tutti i motori, dalla guzzi alla spaider, dal moschito fino alla ferrari.

E cosa potrebbe mai succedere se, con un po’ di faccia tosta, cercassimo di sovrapporre al canto dei mutùr quel mantra tibetano dove la sillaba sacra OM indica dio e conduce all’assoluto?

Molto probabilmente scopriremmo soltanto che, se non sono la stessa cosa, poco ci manca.

Tutto questo è, per noi, un qualche cosa di sacro, forse di neopagano, certamente di intimo e sorprendente come la piadina, la cordialità e la gioia di vivere.

BESAGALENA FAN CLUB

P.S.
Paganesimo, s. n."Tutta quella buona roba psichedelica che il Giudaismo, il Cristianesimo, l’Islam e il Marxismo hanno lasciato da parte"
(da Encyclopedia Psychedelica, 1986)

Da venticinque secoli la cultura occidentale cerca di guardare il mondo.
Non ha capito che il mondo non si guarda, si ode.
Non si legge, si ascolta. La nostra scienza ha sempre voluto controllare, contare, astrarre e castrare i sensi, dimenticando che la vita è rumore e solo la morte è silenzio: rumori del lavoro, rumori degli uomini e rumori delle bestie. Rumori comprati, venduti e proibiti.

Nulla di essenziale accade ove non sia presente il rumore.

Oggi lo sguardo ha fallito, lo sguardo che non vede più il nostro avvenire, che ha edificato un presente fatto di astrazione, di assurdità e di silenzio. Allora bisogna imparare a giudicare una società in base ai suoi rumori, alla sua arte e alla sua festa, piuttosto che in base alle statistiche. Ascoltando i rumori, si potrà capire meglio dove ci trascina la follia degli uomini e delle cifre, e quali speranze sono ancora possibili.

Jacques Attali per besagalena fan club

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