Alfonsine

| Alfonsine | Ricerche sull'anima di Alfonsine |

"Il pilota americano
e il contadino del Passetto"

di Luciano Lucci 

Un amico di Fiumazzo, Enzo Lanconelli, che ora abita a Bagnacavallo, è appassionato in ricerche storiche sugli aerei caduti, per motivi bellici, in Romagna durante l’ultima guerra

Per questa sua passione, è diventato, per la zona della Romagna ed del centro-nord Italia, collaboratore del DPAA (Defence Pow/Mia Account Agency), ente governativo americano che si occupa della ricerca dei dispersi di guerra. 

Enzo, per cercare di venire a capo della vicenda di un Lightning P-38, un caccia pesante USAAF che, secondo rapporti americani, sarebbe caduto nel destra Reno al Passetto, chiese informazioni in giro, ed alla fine, grazie al contributo anche del parroco di S. Maria, arrivò a casa di Pasquale Ancarani, che abitava l’ultima casa nel Passetto sulla destra, prima del canale. Il pilota era caduto nel suo campo. Ancarani conservava in casa, da allora, la cuffia di volo in pelle del pilota ed una boccetta sigillata con all’interno il sangue cristallizzato raccolto da suo padre Lino nella buca dove si era piantato il corpo; era morto per mancata apertura paracadute.

L'agenzia governativa americana decise di fare visita al sig. Ancarani e di raccogliere da lui ogni possibile testimonianza.

Ma dopo un mese di ricerche e riscontri non riuscirono a capire quale fosse il nome del pilota precipitato nel campo di Ancarani.

Inutili le ricerche negli archivi cimiteriali di Alfonsine dai quali nulla emerse. Inutili le ricerche anagrafiche nonostante la compiacenza e la disponibilità della responsabile servizio del Comune.

Nulla neppure negli archivi americani, che non avevano idea di chi potesse essere il pilota di quel Lightning P-38.

Enzo Lanconelli, una sera, comparando dati e traiettorie, scoprì negli archivi americani un messaggio registrato e una traccia radar: "2nd Lt. Harris Everett, 18 novembre 1944, ultimo messaggio radio captato da Ancona". Una traccia radar che dava solamente la rotta rispetto ad Ancona, ma non la posizione su quella rotta. Ed ecco che Harris, quando comunicò che si stava lanciando, doveva proprio essere sopra Alfonsine. Ma nulla poteva provare quella che rimaneva una ipotesi.

Mancava quindi il documento che ne dimostrasse la validità.

L’unica informazione che si riuscì ad ottenere su di lui era l’attuale luogo di sepoltura: il Cimitero Americano di Anzio-Nettuno.

Una collaboratrice del Lanconelli si recò per ricerche all’Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine. Il dott. Serena, messo al corrente delle ricerche, dichiarò di aver trovato una segnalazione precisa circa l’aereo caduto presso gli Ancarani. E fece un nome: Harris.

Forse li per lì il dott. Serena non si avvide dell’effetto che quel nome procurò nella ricercatrice, ma era qualcosa che andava oltre ogni aspettativa.

Nell'archivio dei documenti della 28° brigata “Mario Gordini” si trovava un’intercettazione che non lasciava dubbi a male interpretazioni.

 

Le coordinate riportate confermavano che si trattava proprio del campo di Ancarani.
"Everet L. Harris 769814 Pilota Americano abbattuto in fiamme alle 17.00 del 21 novembre 44, vicino a 4843. Il corpo denudato dai tedeschi. Più tardi sepolto dai partigiani. Identificato dal braccialetto tolto dai partigiani. (Foto 2)
Immediatamente venne data comunicazione al DPAA della notizia.
Purtroppo però il file personale del pilota non si trovava.
Il sig. Ancarani fu messo a conoscenza della scoperta ed è allora che egli prese la sua decisione: “voglio consegnare la cuffia di Everett Harris ai suoi eredi”.

 

A questo punto iniziano le ricerche dei parenti del pilota.
Enzo Lanconelli contatta un collaboratore del DPAA che non solo riesce a trovare il file personale di Harris con tutte le informazioni che confermano il luogo di caduta, ma anche il luogo di temporanea sepoltura nel vicino cimitero di Alfonsine.

Ma soprattutto trova anche il fratello del pilota, Lawrence Harris, novantenne, in California.
Lo trova attraverso la pubblicazione di un articolo nei giornali americani fatto da un collaboratore della DPAA, articolo al quale prontamente i parenti di Harris rispondono.

Lo stupore, la commozione furono immensi, sia da parte del fratello Lawrence che aveva visto Everett partire per la guerra e non fare più ritorno, ma anche per Ancarani che non poteva minimamente sospettare che dopo tanto tempo fosse ancora al mondo un parente così prossimo.
Ancarani scrisse al fratello del pilota, e unitamente alla lettera, prese la cuffia di volo di Harris e la spedì al fratello. Giunto il pacco a destinazione, ciò suscitò lo stupore e la gratitudine di Lawrence Harris. Una pagina di storia finalmente aveva avuto la sua collocazione.
Gli oggetti di Harris sono stati donati da Lawrence alla Beale Air Force Base, dove si trova uno spazio commemorativo.


Rimane lo stupore della dedizione della famiglia Ancarani che per settanta anni aveva custodito il ricordo di qualcosa che andava oltre la propria quotidianità.

| Alfonsine | Ricerche sull'anima di Alfonsine |