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Aerei perduti in Romagna tra il 1942 e il 1945 
Il pilota americano 
e il contadino del Passetto

a cura di Luciano Lucci 
(con l'utilizzo di informazioni di Enzo Lanconelli e pressoché interamente di un testo scritto da Elena Zauli, entrambi ricercatori del gruppo Aerei Perduti)

   "Enzo Lanconelli di Fiumazzo, che ora (2015) abita a Bagnacavallo, è appassionato da tanti anni in ricerche storiche sugli aerei caduti, per motivi bellici, in Romagna durante l’ultima guerra. Per questa sua passione, è diventato, per la zona della Romagna ed del centro-nord Italia, collaboratore del DPAA (Defence Pow/Mia Account Agency), ente governativo americano che si occupa della ricerca dei dispersi di guerra. 

Dopo due anni di attività per l'ente americano in cui Enzo Lanconelli ha ritrovato i corpi di tre dispersi, si è buttato a cercare di venire a capo della vicenda di un Lightning P-38, un caccia bimotore del 154° Squadron USAAF ed addetto alla ricognizione meteorologica: decollato da Bari il 18 novembre 1944. La sua missione in solitaria prevedeva il difficile compito di verificare l’effettiva possibilità di mandare poi in aria i bombardieri per colpire gli obiettivi designati. L’aereo, a causa un incendio al motore destro,  precipitatò il 18 novembre 1944  nel Canale Destra Reno al Passetto. Enzo e i suoi collaboratori hanno chiesto informazioni in giro ed alla fine, grazie al contributo anche del parroco di S. Maria, è arrivato a casa di Pasquale Ancarani, che abita l’ultima casa nel Passetto sulla destra, prima del canale. 

Il pilota era caduto nel campo della famiglia Ancarani, con il paracadute non aperto "a candela". Ancarani conservava in casa, da allora, la cuffia di volo in pelle del pilota ed una boccetta sigillata con all’interno il sangue cristallizzato raccolto da suo padre Lino Ancarani 70 anni prima nella buca dove si era piantato il corpo. 

Dati, rapporti americani… tutto faceva pensare che l’ignoto aviatore fosse il pilota Maj. Forrest Barker, disperso di guerra. Le informazioni giunte in possesso del Lanconelli erano tali da indurre l'agenzia governativa americana a fare visita al sig. Ancarani e di raccogliere da lui ogni possibile testimonianza. Ma dopo un mese di ricerche e riscontri, il luogo di caduta di Barker venne trovato nell’Appennino Tosco-Romagnolo.
Pertanto il nome del pilota precipitato nel campo di Ancarani rimane sconosciuto. Introvabile.

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Una delle tante storie di Enzo Lanconelli a sinistra e Andrea Raccagni (suo collaboratore di Solarolo) a destra. In mezzo David Higgins, un australiano figlio di Ken Higgins, pilota della RAAF, il cui aereo cadde vicino a Castelguelfo, ma la cui storia ebbe un lieto fine, e che fu invitato a vedere il luogo dell'impatto dell'aereo e i pochi resti trovati.
Qui il sito web del gruppo di Enzo http://www.aereiperduti.net (cliccare sull'indirizzo web precedente per vedere il sito, mentre cliccare sulle foto per vederle ingrandite)

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Pasquale Ancarani, che abita l’ultima casa nel Passetto sulla destra, prima del canale. con la cuffia del pilota

Inutili le ricerche negli archivi cimiteriali di Alfonsine dai quali nulla emerge. Inutili le ricerche anagrafiche nonostante la compiacenza e la disponibilità della responsabile servizio del Comune. 
Nulla neppure negli archivi americani, che non hanno idea di chi possa essere quel Lightning P-38. 
Enzo Lanconelli, una sera, comparando dati e traiettorie, scopre negli archivi americani un messaggio registrato e una traccia radar: "2nd Lt. Harris Everett, 18 novembre 1944, ultimo messaggio radio captato da Ancona". Una traccia radar che dava solamente la rotta rispetto ad Ancona, ma non la posizione su quella rotta. 
"Ecco - pensò Enzo - Harris, quando comunicò che si stava lanciando, doveva proprio essere sopra Alfonsine!". Ma nulla poteva provare quella che rimaneva una ipotesi.
Mancava quindi il documento che ne dimostrasse la validità.
Passano i mesi. Le speranze svaniscono.
Nessun aviatore o militare deceduto pare registrato all’anagrafe né di Alfonsine né di Longastrino.
Nulla. Il caso Harris rimane irrisolto. 
L’unica informazione che si riesce ad ottenere su di lui è l’attuale luogo di sepoltura: il Cimitero Americano di Anzio-Nettuno. 

Un collaboratore del Lanconelli si reca per ricerche all’Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine, presso il quale proprio ella aveva inviato l’anno prima i rappresentanti del DPAA. 

Il dott. Serena dell'Istituto Storico, messo al corrente delle ricerche, dichiara di aver trovato una segnalazione precisa circa l’aereo caduto presso gli Ancarani. 
E fa un nome: Harris.
Forse li per lì il dott. Serena non sa l’effetto che quel nome procura nella ricercatrice, ma è qualcosa che va oltre ogni aspettativa. 

Nell'archivio dei documenti della 28° brigata “Mario Gordini” si trova un’intercettazione che non lascia dubbi a male interpretazioni. Le coordinate riportate confermano che si tratta proprio del campo di Ancarani. 
Immediatamente viene data comunicazione al DPAA della notizia. Purtroppo però il file personale del pilota non si trova. 
Il sig. Ancarani viene messo a conoscenza della scoperta ed è allora che egli prende la sua decisione: “voglio consegnare la cuffia di Everett Harris ai suoi eredi”.

A questo punto iniziano le ricerche dei parenti del pilota. 
Enzo Lanconelli contatta un collaboratore del DPAA che non solo riesce a trovare il file personale di Harris con tutte le informazioni che confermano il luogo di caduta, ma anche il luogo di temporanea sepoltura nel vicino cimitero di Alfonsine. Ma soprattutto trova anche il fratello del pilota, Lawrence Harris, novantenne, in California. 
Lo trova attraverso la pubblicazione di un articolo nei giornali americani fatto da un collaboratore della DPAA, articolo al quale prontamente i parenti di Harris rispondono. Lo stupore, la commozione sono immensi, sia da parte del fratello Lawrence che aveva visto Everett partire per la guerra e non fare più ritorno, ma anche per Ancarani che non poteva minimamente sospettare che dopo tanto tempo fosse ancora al mondo un parente così prossimo. 
Ed è così che il tempo improvvisamente non ha più valore: passato e presente si incontrano in un attimo ben preciso e si concretizzano nelle parole che Ancarani scrive al fratello del pilota. Parole che nessuno conosce se non i diretti interessati, ma che non è difficile immaginare. Unitamente alla lettera, Ancarani ha preso la cuffia di volo di Harris e l’ha spedita al fratello. Troppo poco, se vogliamo, se si pensa che tutto ciò che rimane di un pilota e della sua storia sta chiuso in un pacco destinato in California. Eppure, ora che esso è giunto a destinazione suscitando lo stupore, il dolore e la gratitudine di Lawrence Harris, si ha l’impressione che una pagina di storia finalmente abbia avuto la sua collocazione. 
Gli oggetti di Harris sono stati donati da Lawrence alla Beale Air Force Base, dove si trova uno spazio commemorativo.
Rimane tra noi lo stupore della dedizione della famiglia Ancarani che per settanta anni ha custodito il ricordo di qualcosa che andava oltre la propria quotidianità. Si tratta un gesto umano che colpisce e che comunque lascia un insegnamento che non va perduto. Il valore fondamentale della memoria."

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Everett Harris e la moglie 

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Nell'archivio dei documenti della 28° brigata “Mario Gordini” si trova un’intercettazione che non lascia dubbi a male interpretazioni.
Le coordinate riportate confermano che si tratta proprio del campo di Ancarani. 
Immediatamente viene data comunicazione al DPAA della notizia.
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L’attuale luogo di sepoltura di Everet L. Harris è il Cimitero Americano di Anzio-Nettuno, dove probabilmente dopo la liberazione fu trasferita la salma riesumata, che prima era stata sepolta nel cimitero di Alfonsine

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Questo è un articolo pubblicato in un giornale statunitense nel settembre 2015 che racconta la storia. Nella foto il fratello Lawrence Harris (qui novantenne) che aveva visto Everett partire per la guerra e non fare più ritorno: in mostra per terra la lettera di Pasquale Ancarani e la cuffia in cuoio del pilota caduto, inviata da quest'ultimo alla famiglia, 70 anni dopo.
 

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Gli oggetti di Harris verranno donati da Lawrence, fratello novantenne di Everett Harris alla Beale Air Force Base, dove si trova uno spazio commemorativo.
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iI Gruppo di ricerca Aerei Perduti nasce nell'ottobre 2015. La necessità di creare un gruppo solido e stabile viene dalle esperienze maturate in oltre 20 anni di attività. Il Gruppo nasce in modo spontaneo, attraverso la continua e positiva collaborazione tra i suoi appartenenti, nonchè da un forte legame di amicizia. Il gruppo di ricerca non si occupa dell'effettivo recupero degli aerei identificati: esso si muove a livello di competenze storico-archivistiche e si occupa di raccogliere testimonianze in modo da poter comparare i dati in possesso con la realtà effettiva. Esso può scegliere di condividere eventuali crash individuati da altre associazioni in modo da rendere possibile anche il recupero effettivo dell'aereo. Questo gruppo è selettivo per sua stessa natura e al suo interno confluiscono esclusivamente persone di comprovato sapere.

Il Gruppo di ricerca collabora attivamente con l'ente statunitense DPAA, Defence Pow/Mia Accounting Agengy, deputato alla ricerca dei militari dispersi in guerra nel corso degli ultimi conflitti. In particolare il gruppo ha coadiuvato e aiutato gli investigatori ed i team del DPAA in alcune missioni di ricerca sul territorio romagnolo e non solo.

 

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