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Ricerche sull'anima di Alfonsine |

Le 'anelle' della vecchia via Reale  

di Luciano Lucci

    
Premessa

Fino al 1943 la via Reale era l'attuale via 25 luglio che poi scavalcava il fiume con un ponte in legno costruito nel 1832. Si legge in un documento scritto a mano dal maestro alfonsinese Vincenzo Ballardini che "fu il Dott. Pietro Dall'Ara diventato Priore di Alfonsine proprio in quell'anno a sollecitare la costruzione del 'ponte nuovo' sul Senio (rimase quel nome 'e pont nov' fino al 1943 .ndr) che metteva in comunicazione i due tronconi della via Reale e cessava il passaggio al cosiddetto Guado di Ravenna. Questa via, in seguito allo sviluppo moderno degli automezzi è diventata una grande arteria." al di la del fiume  proseguiva verso ravenna con l'attuale via 2 Giugno. 

Per questo nel 1943  fu costruito un nuovo ponte che,  affiancando l'altro in legno, obbligò a rettificare il percorso della via Reale, con due nuove rampe più lunghe e meno ripide. 

Il ponte in legno venne abbandonato e andò in sfacelo, e probabilmente durante la guerra il legname fu usato in parte dalla gente per il riscaldamento, in parte come materiale per una passerella occasionale quando il secondo ponte fu distrutto dai bombardamenti della guerra. 

Ma il ponte in cemento durò poco: un anno dopo andò distrutto dai bombardamenti della guerra.

I resti dei pali piantati nel fiume del vecchio 'pont nov' riaffiorano ancora sotto forma di tronchi di pali in legno, ogni anno in estate quando il fiume è quasi in secca. 

 

Sulla parete della rampa che costeggia la salita al ponte, dalla parte della vecchia via Reale (ora via 25 luglio) ci sono due anelli di ferro lì incastonati. Quegli anelli servivano a legare animali da soma (cavalli o muli), proprio davanti a una attività economica posta di fronte.

 Lì c'era l'officina del fabbro Dante Casanova, dove fin da bambino lavorò come apprendista Giuseppe Marini.

Il dilemma

Poiché la strada che costeggia dal basso quella parete, prima del 1941, era la vecchia via Reale,  potrebbe essere che quello che oggi è un terrapieno che forma dal 1943 la rampa nuova per la nuova via Reale sia stato tirato su sui resti di un vecchio argine vallivo, fatto con malta e ghiaia. Ma sarebbe stato possibile ciò?

Oppure fu costruito dal nulla ex-novo tutto intero quando fu fatto il nuovo ponte e il nuovo percorso della via Reale?

 

 

LA SECONDA IPOTESI è LA PIù VEROSIMILE

1°- La presenza di un tunnel che passa sotto la rampa per scolare le acque piovane della strada mostra un tubo in cemento fatto in prefabbricato si è orientati a pensare che quel terrapieno sia stato costruito appositamente per la nuova rampa del nuovo ponte (1943).

2°- Le 'anelle' potrebbero essere poi state poste lì all'apertura della ferramenta del figlio di Dante Casanova, Virgilio quando questi, chiusa l'officina, aprì un negozio di ferramenta. Forse fu in quel periodo che si rese necessario posizionare le due 'anelle' per i clienti che arrivavano con carretti e birocci trainati da cavalli e muli, che venivano lì legati, mentre i proprietari entravano in ferramenta per acquisti.

Le osservazioni fatte sulle 'anelle', come spiegato nelle foto qui a destra, confermano questa ipotesi.

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(cliccare sulle foto per vederle ingrandite)

A destra la vecchia via Reale, oggi 2018 via 25 luglio. A sinistra la parete con le due 'anelle' a distanza di circa una decina di metri l'una dall'altra di fronte alla vecchia ferramenta.

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La prima anella è incastonata direttamente nel conglomerato di ghiaia, ed stata inserita a martellate (si vedono i segni) e fermata con inserimento di cocci di pietre.

(cliccare sulle foto per vederle ingrandite)
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Anche la seconda 'anella' è stata inserita a martellate ed stata stabilizzata e intonacata con un rinforzo successivo in cemento.

4°- Nella foto qui a destra scattata nel 2018 si nota di che materiale è fatto una prima parte del terrapieno: Rimane curiosa la composizione di questo materiale cementizio su cui è costruita la rampa: malta e grossi ciotoli di sassi e ghiaia: una tecnica edilizia inventata e ampiamente utilizzata fin dal tempo dei Romani, costituita da una mescolanza di malta e di caementa, ossia pietre grezze o frammenti di pietra spezzati o ghiaia. Ma tale tecnica andò persa però durante il medioevo fino ad essere riscoperta solo nell'800.

Fare degli argini in calcestruzzo nel '500 non era possibile, e se anche lo fosse stato non era utile né conveniente. Infatti non vi sono resti di argini o terrapieni fatti così in giro. Gli argini si fanno in terreno, magari rinforzati con fascine in legname, come quelli del Senio, dove possano crescere radici, piante, inzupparsi fino a non far più penetrare acqua e farla scivolare

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Sotto l'intonaco si vede come il terrapieno sia costituito di un po' di malta e molta ghiaia.

Nella foto aerea a destra, databile 1944, si nota la strada 'vecchia Reale' che incrociava corso Garibaldi nella zona tra l'attuale negozio 'Formazala' e il Bar Dollaro. Prosegue verso l'argine e attraversare il fiume ancora con il vecchio ponte in legno, che però sembra interrompersi, come se fosse crollato in parte, o forse è solo coperto dall'ombra di un albero.

Per questo nel 1943  fu costruito un nuovo ponte che, affiancando l'altro in legno, obbligò a rettificare il percorso della via Reale, con due nuove rampe più lunghe e meno ripide.

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