Il Circo "Bidon"

| Alfonsine | Ricerche sull'anima di Alfonsine

L'anno scorso (2016) è' ritornato il Circo Bidon in Italia

Possiamo provarci anche noi, (nel 2018) e farlo arrivare in Romagna e magari ancora ad Alfonsine...

 

IL CIRCO BIDON ARRIVERÀ IN ROMAGNA… per l’anno 2018?

DIPENDERA' ANCHE DA NOI CITTADINI DEI VARI COMUNI

Avevo contattato l’associazione “Teatro Necessario” che ha organizzato nel 2016 la tournée del Circo Bidon in Italia. Avevo chiesto se venivano anche ad Alfonsine: “Sarebbe fantastico – mi rispose il loro rappresentante Leonardo Adorni - ho parlato di te con Francois ed ha un bellissimo ricordo di Alfonsine. La tournée del circo per quest’anno si ferma in Emilia. Come sai non si possono fare tanti km per spostarsi.”
Il problema sta appunto qui: lo spostamento dalla Francia in Italia e il ritorno non può avvenire coi carri e cavalli sulla strada ma con camion. "Il costo è altissimo, diciamo una follia" - mi fu detto.


MAI DIRE MAI!!!!..

Oggi pomeriggio una sorpresa che proprio non mi aspettavo: mi telefona François Rauline, quello del Circo Bidon “Sono ad Alfonsine ci prendiamo un caffè?”
Così ci siamo trovati al Gulliver dove ci eravamo conosciuti nel 1995. 
Ora abbiamo un sogno da realizzare: far venire ad Alfonsine il circo Bidon nell’agosto del 2018.
La prossima estate la faranno interamente in Francia, ma per l’estate successiva stanno tentando di organizzare un tour da Pennabilli a Verrucchio, poi a Rimini Cervia Ravenna Russi Alfonsine Lugo Imola…
Stanno contattando tutte le amministrazioni locali per ottenere spazi e permessi e anche un piccolo sostegno finanziario (le spese del viaggio dalla Francia in Romagna e ritorno sono molto alte, ma se le dividiamo tra tutti allora si può fare). Hanno parlato con il vice-sindaco di Alfonsine che si è detto interessato, ma poi ci vorrà una decisione (il contributo per ogni comune potrebbe essere di poche migliaia di euro - una due tre - a seconda della grandezza del comune, e del numero di comuni coinvolti).
Per questo io mi impegnerò a sostenere questo progetto, ma ci vorrà il sostegno di molti cittadini alfonsinesi che facciano sentire agli amministratori che ne vale la pena.
Oggi è solo l’inizio, a novembre Francois ritornerà per mettere a punto i dettagli e verificare se tutti i comuni interpellati se la vogliono giocare.

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Di nuovo al Gulliver oggi 22 febbraio 2017, dopo più di 20 anni

François Rauline, Luciano Lucci e Leonardo Adorni  Monica Zardi e François 

 

 

Mentre cliccando qui si trova il loro sito .

François Rauline e il suo Circo Bidon 
 
(di Luciano Lucci )

Il Circo Bidon ci fece compagnia in una delle calde settimane di luglio 1995 ad Alfonsine. Era stato invitato e ospitato dal circolo culturale "Alice nelle città", di cui facevo parte, proprio nel cortile del Gulliver. Li ingaggiammo e li sistemammo di fianco al Gulliver. Io li andai a prendere da Glorie di Bagnacavallo dove avevano tenuto il loro ultimo spettacolo nel campetto dell'oratorio. Salii su uno dei loro carri  e feci il tragitto fino ad Alfonsine come guida di strade traverse. Arrivammo in piazza Monti: ero sul carro ma nessuno mi riconobbe, si vede che mi ero ben integrato. 

François Rauline con Luciano Lucci nel 1995

François Rauline nel 2012

Un bellissimo filmato del Circo Bidon in tournée nel 2014 e 2015 
(cliccare sulla freccia al centro)

 

François Rauline con Luciano Lucci nel 2016 ad Argelato

 


 

François Rauline nel 2016

L'ho re-incontrato ad Argelato. il 25 luglio 2016. Spettacolo splendido. Saluta tutta Alfonsine. Mi ha riconosciuto subito: "Alfonsine, professore...." "Sì- gli ho risposto io - luglio 1995!!!"

 Il luogo dove è collocato è perfetto: Parco di Villa Beatrice, davanti alla Villa. Lì c'è un Centro Sociale anziani che danno da mangiare piadine e crescentine (speciali queste), con affettati vari a un euro e mezzo.
Unico problema: se il pubblico è numeroso quelli del Circo Bidon riempiono il tutto forse fin troppo (così è stato per me la prima sera). Si suppone che le ultime due serate ci sia meno gente, e allora sarà una goduria. Lo spettacolo inizia alle 21,30, ma i biglietti si fanno dalle 20,30 (mettersi in fila: 12 euro adulti, 8 bambini, gratis sotto i 4 anni). Il tutto finisce alle 23,30, poi birra al bar del circo. 

 

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Foto di David Monjou 

Durante diverse serate passate di fianco al Gulliver, dove si tennero vari spettacoli del circo,  stavamo insieme a cena, a chiacchierare. Una volta li invitai tutti a casa mia a fare un pranzo e una doccia: apprezzarono molto!

 

 

 

 

 

Qui sotto un video registrato da Gianfranco Errani Videozoom nel 1995 ad Alfonsine (Ravenna): Francoise & compani nella scena del pericolossimo numero delle galline funamboliche. 

 

 

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Foto di David Monjou 


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1995  dopo Alfonsine a Lugo  (Foto di Sabrina Galletti)

 

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Intanto gli dedicammo la prima pagina del giornalino del gruppo

 

Questo piccolissimo circo era (ed è ancora oggi 2016) composto di vari artisti di strada che avevano tutti in comune una cosa: il piacere del nomadismo, il senso di vita comunitario, il bisogno di movimento, oltre all'amore per l'arte circense: molti di noi si innamorarono di quel modo di essere e per un attimo qualcuno pensò: "Andiamocene con loro!".

 



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François Rauline 
nel 1995



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(Foto di Sabrina Galletti)

Dopo vari anni percorsi in Italia, ho scoperto che Francois è ancora in movimento, attualmente (2016) dopo un giro nel centro della Francia è arrivato in Italia.  Lo avevo contattato via mail nel 2012 e mi rispose così

"Ciao Luciano, 
Sono apena ritournata a casa mia (dove ce l'officio), notro giro si finice il 23 settembre. Sicure mi ricordo molto bene di alfonsine e amici. 
Mi manqua la generosita del publico italiano y mi placerebe di riturnar fare un giro...
Pero il circo funcionne sempre bene in Francia, sempre con les carrozzoni e cavalli.
un abbraccio
François"

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(sett. 2012)
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(Foto di Sabrina Galletti)

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(Foto di Sabrina Galletti)

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(Foto di Sabrina Galletti)

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(Foto di Sabrina Galletti)

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Aprire e mantenere aperta la porta che separa i nostri emisferi cerebrali,  ecco… questo è viaggiare

Già perché il viaggiare che più ci interessa è quello che riesce a combinare le energie, i segni, le atmosfere urbane con quelle degli spazi desertici, delle valli e paludi, dei vari luoghi di nomadismo.  

Viaggiare, allora, con continui spostamenti, ma rallentati, forse non passando più di tre notti in una città o in uno stesso luogo, accettando qualsiasi cosa avvenga, muovendosi guidati da segni e coincidenze o semplicemente da capricci, andando attraverso i luoghi, ormai tutti recintati dal controllo del potere, ma creando percorsi con un nostro significato e legati a simboli alternativi, non codificabili: solo così nascono nuove mappe inventate e sconosciute al sistema dello spettacolo, che creano l'abbozzo di una geografia sacra e underground. 

Creazione e scoperta di pellegrinaggi in cui i santuari sono le esperienze-picco, a forte intensità. Così il viaggiare diventa come un esercizio spirituale per costruire un proprio territorio esplorato, una mappa 1 a 1, faccia a faccia, senza altra mediazione-rappresentazione. 

Gli Stati-Nazione hanno arraffato tutta la mappa. L’ultimo pezzo di terra non di proprietà di alcuna nazione/stato fu ingoiato nel 1899. Il nostro è il primo secolo senza terra incognita, senza una frontiera da esplorare. La Nazionalità è il principio più alto del governare mondiale. Non un granello di roccia, nei Mari del Sud può essere lasciato aperto, non una remota valle, neppure la Luna e i pianeti. 

Neppure gli atolli del Pacifico, che nel nostro immaginario rappresentavano il paradiso terrestre, sono fuori dal controllo dei "gangsters territoriali": Mururoa ne è diventato il segno terrificante. Il Governo Mondiale, che si basa sugli Stati/Nazione, sulle identità etniche, linguistiche, nazionali, ha creato la "mappa" dei territori di tutto il pianeta. 

La mappa è una griglia politica astratta, fatta col righello e le macchie di colori che formano le nazioni: è un gigantesco imbroglio fatto rispettare col gioco del bastone e della carota che lo Stato esperto e confermato dalla Storia ha imposto finché per la maggioranza degli abitanti quella mappa astratta non è diventata il territorio/nazione. E tutti abbiamo la nostra rassicurante identità. Ma gli Indiani d'America, o i Tuareg del Sahara l'hanno sempre capito che questo era un imbroglio!!! Eppure poiché queste mappe sono un'invenzione, i governi degli Stati/Nazione non possono coprire la terra con una precisione scala 1:1. Essi possono vedere e controllare solo il reticolo nelle sue dimensioni predefinite. Ma tra le pieghe vi possono essere profondità immense, nascoste, che sfuggono al righello/controllo. La mappa non è accurata e non può essere accurata.

Perciò è possibile creare una scienza alternativa, una nuova topografia, una psicogeografia in cui cioè sia la nostra mente a disegnare nuove mappe, e quindi nuove frontiere, perché solo la mente umana ha la complessità sufficiente per modellare il reale.

Viaggiare, come l'arte di rabdomare, cioè cercare spazi (geografici, sociali, culturali, immaginativi) in cui o per negligenza dello stato, o perché non identificati dai controllori, o per altro, sia possibile creare zone temporaneamente autonome, campi di tende nere sotto le stelle del deserto, interzone, oasi fortificate nascoste lungo carovaniere segrete, parti di giungla e di pianure "liberate", paludi e colline, aree proibite, mercati neri e bazar underground, mondi intermedi. 

Il gioco è aperto, ognuno si crei una nuova interzona. Non più luoghi per cercare un'identità, ma per provare intensità, dove poter essere affascinati da mulinelli improvvisi di vitalità, emozioni, sentimenti, innamoramenti, sorprese, incanti diversità, avventura.

Speriamo di incontrarci ancora François!!!

 

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Le foto sotto sono di David Monjou
Clicca sulle foto per ingrandirle

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