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Perché il famoso circo di 
Orlando Orfei
ebbe un legame stretto con
 Alfonsine
?

di Luciano Lucci  

 

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Negli anni del dopoguerra, quando Alfonsine era in piena espansione edilizia alla sinistra del fiume Senio, il circo Orfei piantò il tendone nella nuova piazza (oggi piazza Gramsci). Già a quei tempi era il circo più rinomato d’Italia, e anche in seguito, con la sua fama sempre crescente venne ancora ad Alfonsine diverse volte, anche se sapeva che l'incasso sarebbe stato insufficiente rispetto ad altre possibilità.

Ma perché venivano proprio ad Alfonsine, e non nei paesi limitrofi?

 

 

La scoperta l’ho fatta leggendo un bel libro “La Viola” (ed. nel 2013) di Girolamo Guerrini di Alfonsine, qui nato nel 1926, e che vive a Rossetta da sempre. Me l’ha donato con tanto di autografo che conservo con affetto.

Il libro racconta la sua passione di collezionista e restauratore di “viole” o pianole strumenti musicali meccanici a rulli chiodati, usati da artisti girovaghi di strada. Da qui nascono tante storie di incontri con personaggi strampalati che fin dai primi anni del ‘900 giravano per i paesi.

 

E gli Orfei erano tra questi.

Durante la prima guerra mondiale (1915-18), com’era di consuetudine ad Alfonsine, si fermò nel “mercato del bestiame”, luogo di parcheggio degli artisti di strada e quant’altri, un misero circo equestre. 

Quella povera famiglia viveva in una vecchia carovana trainata da un magrissimo cavallino bianco. In inverno il circo fu bloccato dalla neve per cui gli artisti, rimasti senza cibo, senza legna e senza soldi per non poter lavorare e avendo parecchi bambini piccoli, si appellarono alla popolazione per poter sopravvivere. In quegli anni c’era la miseria ma la popolazione alfonsinese si commosse così i girovaghi furono rifocillati e salvati da una sicura tragedia. Questo circo possedeva una “viola”, così per poter racimolare qualche centesimo la caricavano su un biroccio trascinandola per le strade loro stessi, facendola suonare. Quei circensi erano nonni, zii, e genitori di Nando, Moira e Liana Orfei.

orfei2.jpg (386957 byte) Dopo la seconda guerra mondiale Orlando Orfei iniziò la propria carriera di direttore di circo, creando un tendone con i teloni dei camion dell'esercito americano. Dopo i primi successi, negli anni '50 acquistò un vero tendone e debuttò a Modena con il circo diretto assieme ai fratelli Paride e Miranda. In quel periodo inizia la sua carriera di ammaestratore di belve.  

 

La famiglia Orfei non dimenticò mai gli alfonsinesi

La famiglia Orfei non dimenticò mai la benevolenza che la popolazione di Alfonsine aveva dimostrato nel momento del bisogno verso di loro, per cui negli anni a venire, (fin dagli anni '30), diventati grandi, ricchi e famosi, parcheggiavano sempre il loro mastodontico circo in paese pur sapendo di non fare reddito.

Il più famoso degli Orfei all’epoca era Orlando, famoso domatore di leoni, che nel suo numero più impegnativo infilava la testa nelle fauci di un grosso leone maschio di nome Sultan. Nel 1968 si trasferì con la moglie e il suo Circo in Brasile dove ebbe enorme successo, ma poi finirono in miseria per colpa di un impresario brasiliano fuggito con i loro soldi. Per questo nel 2010 i due coniugi avevano lanciato un appello-intervista, un appello che presto rimbalzò anche in Italia dove gli stessi parenti Orfei diedero loro una mano. Ma Orlando Orfei non riuscì più a trasferirsi in Italia, ed è morto in Brasile nel 2015 all’età di 95 anni.  

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