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LA GIURNALÊRA E LA SUA EDICOLA

(IN RICORDO DI GIULIA PAGANI E LUISA LOLLI)

di Luciano Lucci (con l'utilizzo di un scritto di Lucia Berti su 'La sera a trèb')

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Il 1° gennaio del 2019 ha chiuso l’attività dell’edicola “dla giurnalêra”: la sua storia inizia più di 100 anni fa, (prima della 1° guerra mondiale ).

Tommaso Pagani d’Cai aveva due  sorelle gemelle Giulia e Maria (sposata Lolli) con cui aveva aperto un’edicola in Piazza Monti fin dal 1908: per sua forma tale edicola era detta ‘la pivirola’. Tommaso aveva fatto costruire un chiosco tutto in cemento con la cupola sagomata che gli dava un aspetto indefinibile tra un enorme macinacaffè, una "piviróla" o una costruzione russo-ortodossa. 

Quando Tommaso, con la moglie Vittoria Calderoni, aprì l’albergo-ristorante “Al Gallo”, nel 1924, lasciò tutta l’edicola, previo pagamento di un affitto, alle sorelle Giulia e Maria. 

Giulia non era sposata, viveva in via Tranvia, nelle ‘Ca Novi’, alloggiata in una camera attigua all'abitazione della sorella Maria, sposata a Ermete Lolli, che con l'unica figlia Luisa abitava lì.

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‘La pivirola’ subì spostamenti nei vari lati della piazza.

Dapprima fu sistemata nell'angolo della piazza dalla parte del caffè Tavalazzi, in seguito di fronte alla Chiesa, poi alla sinistra del Palazzo Municipale in modo da lasciare più spazio nella piazza, per la festa dell'uva.

Il chiosco era il regno della Giulia. Non alta, piuttosto magra, un po' taciturna da sembrare docile, al contrario, quando era il caso, scattante e spigliata, attenta a non farsi imbrogliare da nessuno. Generosa verso chi le chiedeva o le faceva favori. Al professor Pasini che l'aveva operata gratis, in riconoscenza, regalava il giornale ogni giorno. Aveva frequentato la scuola fino alla seconda elementare e, per l'amministrazione, aveva un metodo tutto suo, a base di segni di aste. Non usava la bicicletta perché, a causa di una caduta, per lo spavento non aveva voluto più saperne. Allora ogni mattina, alle prime ore e per diverse volte durante la giornata secondo l'arrivo dei treni, a piedi, carica di sporte, andava alla stazione per ritirare i giornali in arrivo, con qualsiasi tempo: pioggia, neve, sole cocente. 

Cresciuta la nipote Luisa, ancora bambina di appena sei anni, anche lei si prestava per darle una mano: prima di andare a scuola, portava i giornali alle case dei clienti fissi di piazza Monti e di corso Garibaldi. 

Dopo le elementari Luisa Lolli, rinunciò alla locale scuola di avviamento, per continuare il suo aiuto alla zia: di mattino si dedicava ai giornali, di pomeriggio andava apprendista sarta dalla Paolina d'Bagarò. 

Intanto la zia trascorreva il suo tempo al chiosco che era anche il ritrovo di tante persone, uomini e donne. Uomini che frequentavano il vicino bar dla Beatriz, il negozio di Libero d'Bagaté, il barbiere, o quello di Savioli, clienti che si fermavano a comperare il giornale. Le donne erano tutte sue amiche: la maestra Savioli, più ciarliera che mai, la Scuchéta che portava il carretto dei gelati o una grande insalatiera con le chiare d'uovo per gli spumetti e, mentre parlava, sbatteva, sbatteva con estrema abilità; la Veronica, la Nerina d'Campané, la Maria dla Fenacia con i gelati anche lei (quando non c'era la Scuchéta a farle concorrenza), la Rina d'Grisostum, la Riccardina dla Pipina e molte altre che intanto le davano anche una mano a confezionare con spago e tappini di metallo, una tenda per la porta del chiosco. Tra lavoro, risate e pettegolezzi, facevano sera in allegria. Ma per la nostra Giulia non bastava, perché a lei piaceva anche andare al cinema, all'operetta, all'opera, alla commedia nel nostro vecchio, glorioso teatro del Corso.

 Iniziati i tempi duri della guerra fu tutto più difficile: mancavano i treni, non arrivavano nè quotidiani, nè settimanali. La nipote Luisa ogni giorno andava a Lugo, con la bicicletta per ritirare il "Carlino" presso il recapito dell'edicola Martini. 

Durante i quattro mesi del fronte, la rivendita rimase chiusa, non si ebbe più alcuna informazione. 

La parte vecchia di Alfonsine poi fu distrutta quasi completamente. 

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TEEN-AGERS ALFONSINESI  DEL 1937-40

Al centro Luisa Lolli

Giulia Pagani con la nipote Luisa Lolli, davanti alla loro edicola negli anni '30

Qui sotto in varie foto di varie epoche. 

Fino al 1920 la si vede nell’angolo est della piazza, poi negli anni ’20 nel lato nord e infine in tutti gli anni ’30 fino alla distruzione del paese e della piazza del 1945, nel lato ovest tra la casa del fascio e il municipio. 

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Nel dopoguerra

La vita riprese lentamente nel nuovo centro. Anche la giornalaia Giulia vi riprese il suo lavoro con edicola di fortuna presso il bar della Teresina, sul crocevia, poi in un chiosco di legno, nelle vicinanze del fiorista Giulio, con diritto di edicola stabile.  

L'edicola nel 1949:  nelle vicinanze del fiorista Giulio. Ingrandendo si possono vedere tutti i tipi di giornali dell'epoca e una signora dentro l'edicola, che non sembra Giulia, (forse un'aiutante temporanea)

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Qui di fianco l'edicola nel 1949, sempre nelle vicinanze del fiorista Giulio. Qui si vede la Giulia Pagani sulla destra della sua edicola.

Ingrandendo si possono vedere tutti i tipi di giornali dell'epoca.

 

 

Intanto gli Alfonsinesi del vecchio centro si sentivano esclusi e reclamavano la mancanza di una edicola che spettava loro di diritto. La "pivirola" era crollata anche lei con i bombardamenti! 

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Ne fu improvvisata una sotto i portici vicino alla drogheria Liverani, condotta dalla sorella gemella di Giulia, Maria madre di Luisa. 

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Luisa Lolli intanto si era sposata con Paolo Troncossi, figlio di Aldo Troncossi (detto ‘Tampir’) e Clelia Gulminelli, la quale morì quando Paolo aveva circa 5 anni. Il padre Aldo poi si risposò con la maestra Maria Faccani. 

 

Giulia, già anziana, lasciò tutto alla nipote Luisa, che si traferì con l’edicola nella sua nuova abitazione costruita in Piazza Monti, dove prima della guerra c’era il caffè dla Niculéna Altini, ma continuò a trascorrere il suo tempo tra i giornali, fino al 1963 quando morì, dopo il cognato Ermete e la sorella Maria. In un primo tempo l'edicola venne ubicata nel negozio ove oggi (2019) c’è la lavanderia, poi si trasferì nel locale a fianco, dove prima c’era in affitto la Cooperativa di Consumo. Dopo una lunga gestione di Luisa e Paolo, l’edicola passò alla figlia Tiziana che la condusse per 44 anni, di cui 20 assieme al cognato Mauro Serafini.

 La chiusura arrivò definitivamente il 31 dicembre 2018.

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Maria Lolli, madre di Luisa

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Luisa Lolli 2002

Tiziana Troncossi

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