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Alfonsine 1980-83

Evoluzione di giovani alfonsinesi

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di Luciano Lucci

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(foto di Luigi Arniani)

Alfonsine 1980

Gruppo di giovani alfonsinesi in gita per un concerto a Faenza

Da sinistra: Loris Pattuelli, Paolo Secchiari, Valtiero Marzocchi (Gualtiero), Piergiuseppe Manara (Spaz), Domenico Guerrini, Andrea Galletti (e gal), Oliviero Barbieri (Oliva), Francesco Caroli (Frisco), Lauro Rambelli (Lelo)

Nei primi anni ’80 il centro culturale polivalente del Comune muoveva i suoi primi passi con un allestimento di una saletta con mixer e impianto di registrazione per gruppi locali, come gli 'Icecream' di Alfonsine e i 'Reverse' di Fusignano, gestito da Domenico Guerrini, dipendente comunale. Fu riaperta anche la Radio Studio 93 sotto la direzione di Betti, rappresentante dell'Arci alfonsinese. 

Ma all'epoca il rifugio di molti giovani erano le panchine.

 

Qui di fianco la foto dei Reverse con Giorgio Trioschi, Tubi Tiubes (Enrico Montanari), Paolo Trioschi, Daniele Tozzola, Francesco Malliani e Luciano Bertazzoni.

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Le panchine più frequentate erano due quelle di Corso Matteotti, davanti a Gregori e in faccia all’arena Unità.
I gruppi di giovani che le frequentavano erano divisi in base ai gusti musicali: c’era il gruppo punk o comunque amanti della nuova musica emergente e il gruppo dei nostalgici del rock-psichedelico. Non comunicavano tra loro.

 In alcuni casi c'erano anche un intreccio di forme culturali legate alla gestione delle droghe che, come un virus, cominciavano già in quegli anni a circolare, alla luce del sole le droghe leggere, sotto traccia quelle pesanti.

Questa foto sotto, pubblicata da Mauro Baldrati, era una delle panchine di Corso Matteotti nei primi anni '80, la prima davanti a Gregori. Inciso nel primo asse dello schienale ci sono due scritte: ANFA con una siringa e FUMO.

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Forse quelle due incisioni stavano ad indicare lo scontro in atto tra chi si opponeva all'uso di nuove droghe pesanti e altri...

L'uso di droghe leggere come la marjuana e l'hashish, caratterizzavano la cultura di alcuni che tentarono di fare argine e opporsi con veemenza a quelli che, già frequentato i vari locali lungo la costa riminese fino a Gabicce, come la Baia degli Angeli,, stavano contaminando come schegge di rimbalzo alcuni altri giovani alfonsinesi, con le prime diffusioni di droghe pesanti. 

 

Loris Pattuelli ed io entrammo in qualche modo in contatto 

con questi ragazzi (un po' più giovani di me).

Perché proprio Loris Pattuelli ed io? Dopo l’esperienza di Radio Mariposa ('77-'78) ad Alfonsine e la sua trasformazione in Radio Città a Ravenna ('78-80), dove poi organizzammo molte cose con la stretta collaborazione dell’ARCI-Cultura e soprattutto del suo presidente Stefano Giunchi, puntammo a fare qualcosa anche ad Alfonsine, dove il nuovo assessore alla cultura era Gianni Zanzi, sull’onda dell’esperienza romana di Renato Nicolini, Assessore alla Cultura di Roma, fece evadere la cultura dai loghi deputati e circostanziati ed invase le piazze e le strade.  Avevamo incontrato casualmente il  gruppo musicale locale gli Sgrunts. Facevano le prove in una casa colonica abbandonata verso S. Savino di proprietà dei Signani. C'erano Daniele Signani, Tubi Enrico Montanari, Luca Ruiba e Mauro Caravita, “Kappa” Guido Morelli, e Lelo Rambelli. Eravamo curiosi dei gruppi locali che facevano musica nuova e non liscio. Ci piacquero e pensammo che si meritassero uno spazio nell'evoluzione possibile dei giovani di Alfonsine. Con l'appoggio dell'assessore Gianni Zanzi organizzammo per loro un concerto in piazza Gramsci. Avevamo a disposizione anche la possibilità di utilizzare un fotocopiatore del Comune, con cui facevamo i volantini e pubblicammo anche un giornalino tutto dedicato a loro.

Organizzammo poi, finanziati dal Comune, il primo Video-festival '80 al cinema Teatro Monti, con varie proiezioni di filmati musicali, quando i video clip ancora non esistevano, e una “Guerra per bande”, dove alcuni gruppi punk-rock di Alfonsine e dintorni si confrontavano sul palco:  il gruppo alfonsinese Sgrunts, con lo "Schiaro" (alias Paolo Secchiari) che, novello Humprey Bogart, per via di un impermeabile sgualcito e col bavero in su, apriva la scena gridando  al pubblico “La logica uccide la bellezza e la fantasia!". Ricordo anche il gruppo ravennate “The Stukas” che suonarono un brano punk, su un testo che era la lettura improvvisata di una pagina dell’elenco telefonico. 

Una serata rock all’Arena Unità

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Sull'onda di tutto ciò si mise in moto anche la FGCI di Alfonsine tramite Massimo Martoni, che ottene da Ilario Rasini, allora segretario FGCI, di avere a disposizione il ciclostile per fare i volantini e ad intercedere con la gestione del Dancing Milleluci per una concessione, "agevolata". 

Ecco qui a sinistra il volantino dove era scritto anche (c.i.p. marzo 80, c.so matteotti, 52, sede del PCI di Alfonsine).

L'autore del volantino fu Evilio Folicaldi di Villanova.

Alfonsine 1981

L'incontro di calcio fra le due gruppi di Corso Matteotti

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Il gruppo punk o comunque amanti della nuova musica emergente 
(foto di Domenico Guerrini)

 

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Il gruppo degli amanti dal vecchio rock-psichedelico
(foto di Domenico Guerrini)

 

Alfonsine 1982

E poi una serata al Milleluci chiamata “Rude Boy”

col manifesto delle Pankine Riunite

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 Erano passati alcuni anni, dopo che con l’aiuto dell’Assessore Zanzi si erano fatte le diverse iniziative coi giovani di Alfonsine. Anche qui uno zampino ce l’avevo messo anch’io insieme a Loris Pattuelli e Domenico Guerrini. All'epoca il rifugio di molti giovani rimaneva ancora le panchine, ma proprio in seguito a tutte queste iniziative cominciarono ad essere disponibili e a farsi coinvolgere in qualcosa di creativo.

E poiché l’unione fa la forza, si cominciò a unire i giovani delle due panchine, prima con una partita di calcio gli uni contro gli altri e poi con una squadra di calcio unificata detta “Pankine riunite” che sfidò un altro gruppo di giovani che si era formato in zona: quelli che facevano riferimento alla Parrocchia e a Comunione e Liberazione, che venivano chiamati “quij de crucifess” (“quelli del crocefisso”), oppure CIATTOS, dalla congiunzione della particella "CIAT" di "ciaté" e "OS" come desinenza finale rubata a CIPPOLS, altro gruppo storico di quegli anni. Questa denominazione piacque talmente tanto a tutti che gli stessi giovani di chiesa piaceva auto-definirsi "CIATTOS".

Formalizzato così il nuovo gruppo “Pankine riunite”, ci si propose di organizzare una festa rock: che fu dedicata nel nome a “Rude Boy” un film-documentario coi Clash. Il tutto si svolse al Milleluci.

Passammo per la prima volta una serata con tanti ragazzi e ragazze riuniti in un'iniziativa autonoma e comune (ancora con il sostegno economico e patrocinio dell'Assessore alla Cultura Giovanni Zanzi). 
Io proposi a Danilo Moretti di fare il Direttore di Sala, e lui stette al gioco e quella sera venne tutto ben vestito e gestì egregiamente l'accompagnamento della gente ai tavoli-divano, spostava poltroncine ecc... insomma era entrato nella parte. A me questa cosa piacque tantissimo, e ancora oggi la ricordo. Ho anche il vago ricordo, ma non ne sono certo che Giorgio Pappi preparasse all'ingresso tisane fatte da lui, perché ne era un appassionato.

Alfonsine 1983

La squadra di calcio unificata, per andare incontro alla vita: 
la partita questa volta fu contro la squadra dei CIATTOS 
(quij de' crucifess)

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