Alfonsine

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Alfonsine segreta

 I  pilastri e il muro individuati dalle foto 

sono lì dal 1856. 

Scoprite dove si trovano e cosa delimitavano.

 

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Il mercato del bestiame ('e marchè dal besti')

di Luciano Lucci

 

Dalla fine del ‘700 ad Alfonsine vi era un’area per la vendita di bovini collocata nella zona alla destra del guado del Senio (zona ponte nuovo, che allora non c’era ancora).

Nel 1839 (da "Le Alfonsine il volto e l'anima" pag. 29) fu attrezzata un’area nuova per tale mercato: 'il Campo Boario' ‘e marchè dal besti” in Corso Garibaldi, dove ora c'è la ditta Marini con i suoi capannoni, da tenersi al lunedì, mentre la vendita di  commestibili e merci, fu stabilita di domenica nel piazzale della chiesa, e poi su piazza Monti (dal 1874).

I due pilastri dell'ingresso e quelli del muro, furono costruiti nel 1856,...
 e ci sono ancora (vedi foto sopra)

mercato_bestiame2.jpg (676147 byte)Il Campo Boario: cioè il  mercato del bestiame era un punto importante dell'economia del paese.
I pilastri e il muro sono quelli delle foto sopra

Abbondantemente alberato, il ‘Foro Boario’ ebbe grande affluenza di bestiame nei giorni di mercato, fino alla guerra del 1914-18. In certi mesi l’affluenza fu così grande che l’ampio spazio non era bastante per contenere tutto il bestiame che vi concorreva, cosicché doveva stendersi anche su parte del Corso Garibaldi. Mentre era sempre stato uno dei primi mercati del circondario, dopo la citata guerra venne declinando fin quasi alla completa scomparsa.

Per evitare il passaggio del bestiame da Corso Garibaldi fu approntato il progetto di un ingresso al Campo da Via Roma mediante un piccolo tratto di strada. L’autorità tutoria non diede l’approvazione. (Da una testimonianza in mio possesso, scritta a mano, di Vincenzo Ballardini, maestro di Alfonsine, 1941).

Nel 1931 su proposta del Podestà Scopinelli, il Prefetto, con un suo decreto stabiliva che anche il mercato delle merci fosse tenuto il lunedì. 
Per motivi igienici e perché oramai quel mercato bovino era in totale declino, la maggior parte del terreno fu quindi spianato, con una spesa di lire 12.000, e trasformato in Campo Sportivo.  

Nel dopoguerra qui le truppe canadesi avevano lasciato parecchie baracche in legno che vennero utilizzate da famiglie povere alfonsinesi fino gli anni cinquanta. Due in fila con quattro famiglie perpendicolari al Corso, una abitata dalla 'Guargiona' col figlio', e una con due famiglie, in fondo al campo parallela al Corso, una abitata da Amadei ‘Barini’ con il figlio Otello nuora e nipoti (Brunella e Giacomo). Poi eliminate le baracche, rimase in uso come campo sportivo fino a quando si inaugurò il 'Bendazzi'. 

Rimasto come spazio libero per i ragazzi che volevano giocherellare a calcio, ancora fino al 1960, e  si diceva "Andiamo a giocare sul campo del mercato"
Nel 1960 il Comune vendette il terreno alla Ditta Marini che doveva allargare la fabbrica, visto il boom di attività legata soprattutto alla realizzazione dell'autostrada A1.

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