Alfonsine

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Archeologia 
Gloria al martire G. Oberdan

Una sbiadita scritta di vernice rossa scoperta su un vecchio muro di Alfonsine.
Fu realizzata in occasione dell'impiccagione del giovane studente irredentista Guglielmo Oberdan avvenuta il 20 dicembre del 1882.

Ora è stata eliminata dopo l'avvio della ristrutturazione del caseggiato del 2014-15

di Luciano Lucci

Spesso i bambini più curiosi tolgono le crostine alle cicatrici facendo riemergere qualche goccia di sangue, così certi adulti hanno rimasto nel cuore l’idea che scrostando le cicatrici di vecchi muri possa uscire l’anima di un paese. 
Anche ad Alfonsine è possibile fare scoperte insolite e curiose. Lungo via Mazzini, detta il Borghetto, sotto l'intonaco rovinato e ammuffito di un vecchio muro, si notava prima del 2015 una labile scritta color rosso-ocra. 
Con un po' di impegno e di attenzione si poteva riuscire a decifrare quella lieve macchia sbiadita. 
La sorpresa era garantita

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Casa Martini (Pliché): nel punto indicato dalla freccia
c'era la scritta


Dove fu fatta la foto

La scritta era in via Mazzini al numero 35. 
Si tratta della casa della famiglia Martini (Pliché). Nell’800 era di proprietà dei Lanconelli, e fu sede di municipio, magistratura, scuole e carceri, fino al 1874. La freccia, nelle foto, indica dove si doveva guardare. 

Nella foto a destra la freccia indica dove si intravede la scritta

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GLORIA 
AL MARTIRE 
G. OBERDAN

GLORIA 
AL MARTIRE 
G. OBERDAN

Nel 2015 lavori di ristrutturazione del palazzo hanno distrutto l'intonaco e la scritta

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Chi  era Guglielmo Oberdan?

Il 20 dicembre del 1882 un giovane studente triestino, irredentista e repubblicano, fu condannato a morte e impiccato dagli austriaci, con l’accusa di aver ordito un attentato a Francesco Giuseppe I, imperatore d’Austria e Re d’Ungheria.

Forte fu la mobilitazione degli italiani contro quella condanna a morte, e Guglielmo Oberdan fu ritenuto un martire.

Chi scrisse su quel muro?

Il movimento irredentista italiano era sostenuto dai repubblicani, dai socialisti e dagli anarchici. L’obiettivo era l’annessione all’Italia del Trentino e della Venezia Giulia, incluso Trieste. Alla notizia dell’impiccagione di Guglielmo Oberdan si ebbero ovunque manifestazioni e scontri con la polizia. 

Ad Alfonsine erano presenti molti anarchici, repubblicani e socialisti: qualcuno raccolse la bandiera di Guglielmo Oberdan e scrisse sul muri quella frase a lui inneggiante.

Sappiamo anche che nel 1933 Mussolini volle che fossero rese onoranze solenni in ogni centro, dalla capitale fino al più piccolo villaggio, al “Martire d’Italia Guglielmo Oberdan”. 

Quel graffito sul muro potrebbe risalire quindi all’anno 1933 invece che al 1882? Essendo la scritta in color ocra rosso si può ragionevolmente dubitare, data la repulsione al “rosso” che avevano i fascisti. Le scritte sui muri del periodo fascista erano rigorosamente in nero. Inoltre la vernice fu coperta da una spatolata di sottile stucco di calce: nel 1882 i proprietari erano i Lanconelli, che forse non gradirono quella scritta compromettente sulla loro casa. Se fosse del 1933, quando proprietario della casa era  Martini (Pliché), forse non ci sarebbe stato motivo per cancellarla.  

 

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