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Via Mameli 3 Alfonsine

Palazzo Fernč (o Villa Fernč)
(ricerca ancora da completare)

di Luciano Lucci

Il cosiddetto ‘Palazzo Fernč’ che si trova ad Alfonsine in via Mameli, proprio di fronte alla passerella in legno che attraversa il fiume Senio, č attualmente (2016) disabitato, e di proprietā degli eredi Pirazzoli, dopo la morte della sig. Iris Pirazzoli che lo abitō fino a pochi anni prima.

  
Dalle mappe catastali napoleoniche (e poi gregoriane), risalenti alla prima metā dell’800, il palazzo risulta essere giā costruito e di proprietā di Massaroli Paolo, con n° mappale 486.

E il nome "Fernč"?

 

Il nome “Fernč” con cui dal ‘900 a oggi (2016) fu chiamato, fa riferimento a una ricca famiglia che ebbe un certo radicamento giā nell’800 nel Comune di Conselice. I Ferné, proprietari di vaste tenute e di una villa a Lavezzola, si dedicavano soprattutto a produzione e commercio di vino. Due furono anche sindaci di Conselice: Gaudenzio (1866/67) e Vincenzo Fernč (1871/72).  Un figlio di Vincenzo Fernč, di nome Ferdinando Fernč sposō nel 1890 una figlia di Massaroli di Alfonsine, di nome Diana Anna Cristina detta anche Aunita nata nel 1870. Per loro fu arredata la villa che era dei Massaroli e donata come dote alla nuova famiglia. Nel dicembre del 1890 nacque il primo ed unico figlio a cui fu dato il nome di Vincenzo Enzo Fernč. La villa era dotata di uno spazio adibito a cantina per le botti di vino e pare anche di una grande vasca sotterranea dove veniva depositato il vino prodotto e da smerciare a commercianti vari. 

Enzo Fernč, nato ad Alfonsine nel 1890...

Nato ad Alfonsine, nel Palazzo ancor oggi detto "Fernč", fu inviato giovanissimo agli studi a Bologna. Appena ottenuta la laurea in ingegneria nel 1914, Enzo Fernč  divenne maggiore dell'esercito nell'Arma del genio durante la Prima guerra mondiale 1915-1918, dove fu decorato con la Croce di guerra; squadrista della prima ora, partecipō alla marcia su Roma. Membro del Direttorio del Pnf bolognese, fu un facoltoso industriale, (non sappiamo di cosa), ma fu delegato al Direttorio dell'Unione fascista degli industriali meccanici e metallurgici, consigliere delegato e direttore tecnico della societā Bonariva, amministratore unico di una Societā immobiliare, presidente dell'Azienda comunale del gas, presidente della Societā bolognese di Scherma.

Fu uno dei 9 ‘ducetti’ che governarono Bologna: infatti fu nominato Podestā di Bologna nel 1939. Dagli Atti della Consulta municipale, conservati presso l'Archivio storico del Comune di Bologna, risulta che il podestā Fernč tra il 1942 e il 1943 non presiedette le sedute in quanto aveva richiesto di combattere sul fronte orientale. Partito con il corpo di spedizione in Russia (Armir: Armata italiana in Russia), presiederā al suo ritorno la seduta della consulta del 16 giugno 1943, pronunciando un lungo discorso in cui descrive la sua esperienza di guerra. Enzo Fernč si dimise il 26 agosto 1943 in seguito ai fatti del 25 luglio 1943.

Morė a Bologna nel 1976.

.... E LA VILLA  "FERNČ"?

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Nei primi del ‘900 era ancora di proprietā della famiglia Fernč, (Ferdinando Fernč appare nel 1928 tra i donatori di 350 lire per il nuovo impianto di radiologia dell'ospedale, pag 425 Storia di Alfonsine di Romano Pasi). 
Pare (ma qui non ci sono riscontri chiari) sia rimasta in disuso diversi anni anche prima della guerra.

Durante la guerra lo scantinato della casa fu usato come ricovero di pronto soccorso, come pure la cantina della casa Argelli, che si trova dietro della villa. Le gestiva il cosiddetto "Comitato Cittadino", che era in realtā un Comitato gestito dalla Resistenza.

Nell'immediato dopoguerra, subito dopo la liberazione, vi si installō il C. L N. (Comitato di Liberazione Nazionale) di Alfonsine, e poi la casa fu adibita in alcune stanze a sede provvisoria del Comune di Alfonsine.  Fu quindi acquistata da Luminč (Augusto Pirazzoli) che si sposō  ed ebbe un figlio. Poi la moglie morė e Luminč sposō Irma, la sorella  di sua moglie, da cui ebbe una figlia.

Cartolina del 1905

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All'interno la villa presenta un aspetto signorile ancora oggi (2016), come si puō notare dalla foto a fianco.

Dopo la morte della signora Irma Pirazzoli, che ha abitato la casa negli ultimi decenni da sola, dopo aver perso il marito, la villa č rimasta totalmente disabitata e di proprietā di sua figlia.

č in vendita.

 

Le ultime due foto sono tratte dal libro 

Vita in villa: le ville storiche del Lughese 
e della bassa Romagna

a cura di Giovanni Baldini,Giorgio Sangiorgi

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