Alfonsine

| Alfonsine | Ricerche sull'anima di Alfonsine |

Uno dei dodici alfonsinesi, piloti di aereo sulla scia di Baracca

PELLEGRINO PEZZI, l'aviatore che 'volava basso'

(1914-1995)

  di Luciano Lucci

 

Quando eravamo bambini (o già ragazzini) ogni tanto arrivava una sorpresa sopra il cielo di Alfonsine del dopoguerra: 

si sentiva il rombo di un aereo a bassa quota che con due o tre acrobazie volava sopra le case, soprattutto una di via Mameli. "L'è Piligré, che va a salutè ca' su..." ("è Pellegrino che va a salutare casa sua").

Era un altro dei miti di Alfonsine, uno dei vari piloti di aereo nati proprio qui in paese, come Ugo, l'aviator, Fino e Pirì d'Cesti

 

Pellegrino Pezzi nato ad Alfonsine

Serg. pilota Pellegrino Pezzi

Era nato ad Alfonsine il 3 ottobre 1914

Studente al Liceo classico, Pellegrino Pezzi era coetaneo ed amico di Serafino Faccani e di Vittorio Ghini, altri due giovani alfonsinesi che con lui dividevano uno sviscerato amore per il volo. Insieme si recavano all'aeroporto della Spreta, che raggiungevano quasi sempre spingendo sui pedali per tre ore buone, fra andata e ritorno, per godersi quei cinque o dieci minuti di volo. 

Pellegrino Pezzi con il carro degli studenti alla Festa dell'Uva di Alfonsine del 1934

 Pezzi lo ottenne però dopo gli altri due, il 25 febbraio del '37. 

Ottenuto il brevetto di pilota civile di primo grado, concluso il corso di pilotaggio continuò a frequentare l'aeroporto ravennate volando su vari tipi di aerei. 

Il 5 maggio del 1937 fu chiamato alle armi, al Centro di reclutamento dell'Aeronautica a Ferrara proprio perché già in possesso del brevetto civile. 

Il 10 luglio successivo venne iscritto nei ruoli del personale navigante e un mese e mezzo più tardi richiamato in servizio, fu destinato alla Scuola di pilotaggio di Foggia per il conseguimento del brevetto di pilota militare. 

Il 2 settembre fece il "volo ambientazione" sul Breda 25: tre giri campo con altrettanti atterraggi a doppio comando. Il 23 dello stesso mese decollò da solo e il 9 ottobre iniziò i voli di addestramento acrobatico ai comandi del Breda 28. Il 19 novembre passò al 2° reparto della stessa Scuola di Foggia e affrontò la fase di istruzione propriamente militare sui Fiat CR.20. 

Il periodo sull'aeroporto pugliese si chiuse nei primissimi giorni del '38, con la promozione a sergente pilota e l'assegnazione alla 150° Squadriglia del 6° Stormo Caccia, schierata a Ravenna.

 Alla Spreta, oltre all'ambiente divenutogli familiare nei mesi del corso di pilotaggio, ritrovò numerosi romagnoli. 

Poi fu trasferito a Vicenza. La permanenza qui fu tuttavia molto breve: poche settimane dopo l'assegnazione al nuovo reparto fu collocato 'in congedo come sottufficiale della Riserva'. 

 Dopo l'entrata in guerra dell'Italia fu richiamato in servizio. Il 20 ottobre dei '41 fu inviato all'aeroporto di Gela, in Sicilia, dove restò fino ai primi di febbraio dell'anno seguente quando fu trasferito all'aeroporto di Marsala; poche settimane poi nuova assegnazione, questa volta a Palermo e un mese dopo, il 3 aprile, ulteriore trasferimento all'aeroporto di Castelvetrano, e poi a Sciacca.

Nel luglio del '43 era di nuovo a Ravenna, il Reparto servizi del campo della Spreta. Qui lo colse l'8 settembre.

L'8 settembre1943

Tornato a casa, vi restò fino al passaggio del fronte e alla fine della guerra senza subire pressioni o minacce da chicchessìa. II 7 maggio del '45 si presentò al CAR di Forlì ed fu definitivamente congedato. Nel corso del conflitto era stato decorato con due concessioni della Croce al merito di guerra. 

Sposatosi ebbe tre figli: Clotilde (Tilde), Antonio, Giorgio. 
Dopo la scomparsa in circostanze tragiche della moglie, Pezzi non era più stato lo stesso, fino a quando nel 1992, un male improvviso lo aveva allontanato definitivamente dalla sua passione.       

Fu trasferito a Solarolo, dove dopo pochi mesi morì, a 81 anni.

 

 


Si sono svolti ieri pomeriggio ad Alfonsine i funerali di Pellegrino Pezzi, l'ottantenne conosciuto in paese e nel Ravennate come quello che "volava basso". Pezzi era infatti un appassionato pilota d'aerei, iscritto all'Aeroclub di Ravenna da 50 anni; pilota di caccia nella Seconda guerra mondiale, aveva ottenuto il brevetto per pilotare gli aerei da diporto a soli 17 anni, cosa inconsueta per quei tempi.

Sicuramente il più anziano degli iscritti all'Aeroclub non solo di Ravenna, ma di tutta la Provincia, Pellegrino aveva mantenuto la passione del volo un po' "spericolato", pilotando in modo divertito e facendosi conoscere da tutti per i suoi voli bassi sui tetti delle case di Alfonsine, il modo di volare sotto i ponti del fiume Senio, il salutare le persone a terra facendo scuotere le ali del suo velivolo a due posti.

"Era una persona divertente e disponibile", ricorda il suo amico Renzo Romagnoli, già responsabile d'officina al Club di volo di Ravenna e compagno di tante scorribande, con il Cessna in dotazione, nei cieli della Romagna. "Ricordo quella volta che per causa sua dovettero sospendere una partita di calcio: continuava a 'parare' con il proprio velivolo le palle lanciate dai giocatori da terra."

Vincitore negli anni '60 di una delle tante 100 km. di volo di precisione insieme all'industriale Citterio, Pezzi aveva frequentazioni con grandi personaggi del volo, ed aveva inculcato la passione dell'aereo nei suoi tre figli e nella moglie, che spesso lo seguiva durante le competizioni. Dopo la scomparsa in circostanze tragiche della moglie, Pezzi non era più stato lo stesso, fino a quando 3 anni fa, un male improvviso lo aveva allontanato definitivamente dalla sua passione.       
                              (Raffaella Mariani)

 | Alfonsine | Ricerche sull'anima di Alfonsine |