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Tereo (Terio) e Luigi (Gigì) 

a cura di Luciano Lucci 

(tratto quasi del tutto da uno scritto di Lucia Berti dal libro 'La sera a trèb' pag.117)

Gigì  (1884-1972)                                                             Terio (1889-1974)

Nel quartiere di Destra Senio già da molti anni il bar a fianco dell'antica Farmacia Lugaresi, proprietà dei fratelli Luigi e Tereo Minarelli per lungo tempo, ora non lo è più, da quando, anziani, dopo anni di paziente e scrupoloso lavoro, cedettero gestione e attività ad altri. 

Eppure, per molti quello è ancora "e cafè d'Terio". 

Distrutto dal minamento dei tedeschi l'antico caffè "dla Beatriz", di proprietà di Beatrice, zia dei fratelli, che si trovava sotto il porticato della Casa del Fascio in piazza Monti, fu nuovamente ricostruito nel dopoguerra in Corso Garibaldi, ove attualmente si trova il Caffè del Corso. 

Fu un bar frequentatissimo che gli inseparabili fratelli animavano, l'uno con il senso del comando, lo spirito organizzativo, la squisita gentilezza; l'altro con disponibilità e attenzione per ogni cliente. 

Si comportavano come due gemelli, ma in realtà non lo erano: 
Terio
, minore di qualche anno, aveva il carattere più forte e deciso, più aperto al dialogo, ossequioso con tutti (caratteristiche le sue esclamazioni di compiacente meraviglia: - Ooh! Ooh! Ooh!-). 
Gigì
, cavaliere di Vittorio Veneto, amministratore e cassiere, era più timido.

L'uno riservato nei confronti dell'altro. A Gigì piaceva mangiare una pasta? Lo faceva di nascosto al fratello! A Terio veniva la tentazione di un pezzetto di cioccolato? Doveva essere all'insaputa di Gigì! 

Al loro fianco operavano nel caffè Sintè e Romano (che fu poi l'infaticabile barbiere di Destra Senio): camerieri impeccabili, non da meno di loro per gentilezza e disponibilità. 

Nel locale, oltre al bar, in una attigua saletta adibita allo scopo, si giocava al biliardo e, in occasione di matrimoni, venivano offerti rinfreschi che abilmente Terio organizzava e che lui stesso serviva assieme a Romano. 

Andava, per rinfreschi privati, anche nelle case e sempre ne usciva con tutti gli onori, poiché, con il suo fare cerimonioso, sapeva creare atmosfera di festa. 

Erano quelli i rari momenti in cui Gigì rimaneva solo nel bar a servire gli affezionati clienti. 

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Café dla Beatriz

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Al  caffè del Corso negli anni '60

Prima della guerra, di loro proprietà era anche il vecchio Cinema - Teatro Corso, con gli spettacoli di prosa della locale filodrammatica del Prof. Pasini o di altre compagnie, con la presenza dello stesso Calindri; spettacoli di opere liriche, operette, varietà, veglioni e veglionissimi mascherati. 

Come cinema, si ricordano la proiezione dei "Kolossals" di allora. Terio, ogni settimana, andava a Bologna alla sede cinematografica per scegliere le pellicole, le migliori ritenute più adatte al suo pubblico che amava e per il quale voleva dare sempre tanto. 

NEL 1946 ENTRARONO IN UNA DIATRIBA PIU' GRANDE DI LORO SULLA COSTRUZIONE DI UN CINEMA IN DESTRA SENIO

Si ha notizia di una lettera prefettizia inviata ai fratelli Minarelli Tereo e Luigi, che avendo licenza di gestire un cinema-teatro fin da prima della guerra ("Teatro del Corso"), avevano chiesto di costruire un teatro in Destra Senio. 

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La lettera citata in questo documento del C.C. negava ai Minarelli il permesso di costruire un teatro-cinema, e probabilmente li richiamava a cessare le proiezioni, non avendo il nullaosta del Comune. Va detto che nello stesso periodo il Sig. Armando Polli aveva iniziato a gestire proiezioni cinematografiche nel casone delle macchine in via Tranvia, nella sinistra Senio. La famiglia dei Marini, nonostante la tragica scomparsa del capostipite, prelevato e ucciso il 5 maggio del 1945, con altri tre alfonsinesi, da una banda di presunti partigiani, aveva deciso di investire di nuovo in Alfonsine, anche per amore verso il proprio paese, mantenendo la struttura produttiva di macchinari stradali, e inoltre riattivando il vecchio cinema Corso.

Fu proprio Marino Marini a premere su Prefettura e Governo per avere il permesso, per conto di suo suocero Ernesto Contessi che si era associato ai vecchi gestori del cinema Corso di destra Senio i fratelli Minarelli, di adibire, sistemare e adattare una delle poche costruzioni rimaste in piedi in corso Garibaldi, il vecchio magazzino dei Maré, a uso cinema.

Lo scontro fu durissimo e si ripropose, con una certa forzatura, la contrapposizione che, durante il fascismo, c’era stata fra il cinema del Corso e il vecchio cinema “Aurora”.

Ma del loro affetto per il paese alle prese per la ricostruzione delle case e di tutto il quartiere distrutto dai bombardamenti, diedero grande prova quando, raso al suolo anche il vecchio cinema del Corso, si trattava di mettere in vendita quel terreno per uso privato o di cederlo all'Amministrazione Comunale a minor prezzo per costruirvi l'edificio delle Scuole Elementari, (poi sede de della Scuola Materna Statale, e ora del centro Free-to-Fly). Al maggior guadagno preferirono offrire ai bambini della zona, ormai considerata non più il centro della ricostruita Alfonsine, il vantaggio di una scuola più vicina alle loro abitazioni, cedendo, il terreno al Comune. Pienamente soddisfatti della loro decisione, lui e il fratello. 

Per oltre cinquant'anni rimasero in attività e quando, in età molto avanzata si ritirarono a riposo, affittarono il locale, poi lo cedettero in vendita ai signori Riminucci

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Il caffé del Corso

Troppo grande sarebbe stato il distacco dal luogo dove avevano trascorso la loro vera vita, troppo difficile lasciare e, in accordo col nuovo proprietario, decisero di costruire, dietro il bar, un'abitazione per loro uso fino alla morte. 

Così, più frequentemente li si vedeva uscire insieme, passeggiare lungo il Corso, magari discutendo perché non sempre di parere concorde; oppure fermi a conversare con amici, salutare tutti con gentilezza e cordialità. 

Un triste giorno si sparse la notizia: Gigì, attraversando incautamente la strada per recarsi al vicino forno, era stato investito da una macchina. Non sopravvisse. Era il 1972. Due anni dopo anche Terio, colpito da emorragia cerebrale, raggiunse il fratello. 

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