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(La bottega più antica di Alfonsine si deve a Garibaldi)

La butéga d’Formazala

 Luciano Lucci

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Sebastiano Forlivesi
(1830-1905)

IL GARIBALDINO

 

Sebastiano Forlivesi, nato nel 1830 e morto nel 1905, è il primo dei quattro alfonsinesi che in un modo o nell’altro furono coinvolti nelle varie imprese garibaldine. Partecipò fin dall’inizio alla difesa della Repubblica Romana (1849)

Con l’unità d’Italia ebbe a ricompensa della sua attività garibaldina il permesso (‘licenza’) di aprire una bottega – caffè. Ecco perché si legge nei suoi documenti d’identità di professione “caffettiere”.

Tale bottega fu aperta in Corso Garibaldi dove il Forlivesi abitava con la moglie Matilde Zaccarelli.

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Enrico Forlivesi

Cesira Zannoni
(1870-1960)

Il figlio Enrico Forlivesi (primo maschio tra vari fratelli e sorelle) con la moglie Cesira Zannoni (1870-1960) ereditò l’attività, che passò poi al primogenito Angelo.

Quando poi ai primi del ‘900 suo figlio Angelo sposò la Vera d’Facula (così si chiamava il padre Francesco Dradi, un omone che gestiva un’osteria nella vecchia piazza Monti sotto la rampa del fiume) l’osteria ebbe un salto di qualità.

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Questa casa come quasi tutte quelle di Corso Garibaldi fu ‘minata’ dai tedeschi nell’ultima guerra

La Vera iniziò la vendita del baccalà e del formaggio grana (detto allora ‘forma zala’ cioè forma gialla). Il successo di questi due prodotti rese famosa e redditizia l’attività, tanto che la famiglia Forlivesi acquistò da lì in poi il soprannome di “Formazala”.

NEL DOPOGUERRA

Dopo la distruzione totale di tutte le case di Corso Garibaldi, compresa quindi la locanda di "Formazala", i Forlivesi ricostruirono la loro casa-bottega sullo stesso luogo della prima. 
Nella foto sotto ecco come si presenta nel 2012

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A mantenere alta la qualità del negozio di vendita alimentari, con a fianco anche l’osteria, sono stati Enrico e Andrea, figli di Angelo Forlivesi e della Vera Dradi. Mentre Andrea si è trasferito in un altro paese, Enrico ha sposato Carla da cui ha avuto due figlie: Cesira (Enrica) e Angela (oggi insegnante alla scuola ‘Rodari’ di Alfonsine). “Andavo io col camion – racconta Enrico - a prendere il baccalà a Milano una volta alla settimana. Arrivava dalle  Isole Far Oer”

(Enrico purtroppo è deceduto nel 2015)

OGGI

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Cesira (Enrica) e sua mamma Carla

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Enrica, con la madre Carla, continua con passione e successo la gestione della vecchia bottega, dopo la morte  di papà Enrico avvenuta nel 2015.

Al baccalà e alla formazala si è aggiunta la pasta fatta in casa, cioè i cappelletti. Qui si riforniscono le azdore che non hanno più il tempo e la voglia di tirare la spoglia e creare i cappelletti in proprio. Pare che siano di una qualità eccellente.

L’osteria affiancata al negozio di alimentari è aperta dalle sette di mattina alle sette di sera, ed è frequentata da vecchi clienti e giovani operai di passaggio. Si mangiano ottimo panini e si può bere un liquorino tradizionale romagnolo che non si trova più in nessun bar del paese: il “Gambadilegno”, anice, liquerizia, rum e altro: un sapore d’altri tempi (provare per credere!)

Sebastiano Forlivesi è  immortalato nella lapide che si trova all’ingresso del municipio di Alfonsine insieme ai tanti altri alfonsinesi che ne condivisero le imprese. Ma la sua memoria resta impressa nella bottega d’formazala, la più antica bottega ancora esistente di Alfonsine.

Carla  presenta il “Gambadilegno

 

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