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Video

Video-intervista ad Augusto Masetti nel 1964

Video-intervista davanti alla Prefettura di Ravenna

Video-intervista di un socialista della Settimana Rossa

Video-intervista a due repubblicani di Savio, del comitato rivoluzionario che sequestrò il generale Agliardi

La settimana rossa nei vari paesi di Romagna
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Per acquistare il libro: "Quando Alfonsine divenne famosa - A 90 anni dalla Settimana Rossa" di Luciano Lucci Alfonsine ed. La Voce del Senio 
(tel 3383301531 per acquisto: offerta 5 €)

Foto di Alfonsine

  Foto
Descrizione
Anno
municipio_sett_rossa_gente.jpg (279642 byte) 15 giugno: il municipio di Alfonsine incendiato
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

Si notano a sinistra alcuni edifici in costruzione: erano i lavori di ampliamento del Palazzo municipale. In primo piano gente di Alfonsine in posa, probabilmente molti erano stati attivi manifestanti. La foto fu utilizzata dal periodico  del tempo "L'Illustrazione Italiana" che la mise in copertina.

1914

Questa foto fu scattata da Pierino Bezzi, inviato sui luoghi devastati dall'insurrezione (secondo Ivan Fuschini in "Sovversiva" Longo ed.). Secondo il Lucci ("Quando Alfonsine divenne famosa" ed. la Voce del Senio) fu un fotografo dilettante Antonio Preda di Fusignano, che in quel periodo era impiegato all'Ufficio tecnico del Comune di Alfonsine. 

circolo_monarchici.jpg (44499 byte) Circolo Monarchico di Alfonsine
(Interno)
dopo l'assalto

Questo era il piano superiore della costruzione, dove c'era il Circolo Monarchico.

Al piano terra c'era una monta di cavalli e somari, poi utilizzata anche per deposito di un carro funebre di Tancredi d'Plopi (Tancredi Minarelli)

1914
w-Masetti_originale_RITOCCA.jpg (257936 byte)

Il Circolo Monarchico di Alfonsine dopo l'assalto
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

I carabinieri di Alfonsine a cavallo, usciti per registrare i danni al circolo monarchico. Si nota la scritta "viva Masetti abbasso l'esercito". In terra i resti del biliardo, e dei quadri del Re e della Regina scaraventati giù dalla finestra del primo piano. A destra gente di Alfonsine in posa.

1914
masetti-foto-1964.jpg (17640 byte) Anno 1964

Augusto Masetti ripreso dalla sua finestra nel 1964, durante un'intervista di Sergio Zavoli

1964
 lettera francese di Vezzani pro MASETTI.jpg (255691 byte) Una lettera di Felice Vezzani pro Masetti

 Questa lettera è stata spedita  all'autore di questo sito tramite allegato a una e-mail di un francese di nome Alain.

La lettera del 1913 è di un pittore anarchico Felice Vezzani che era espatriato a Parigi per motivi politici. Fu inviata a Albert Laisant, (1873-1928), che arrivava in quei giorni a Parigi da Nizza. Laisant era un noto anarchico francese a cui il Gruppo Rivoluzionario Italiano di stanza a Parigi chiede di scrivere un articolo nella loro pubblicazione di un numero speciale a favore di Masetti, "inviando la vostra opinione sull'atto compiuto dal nostro compagno e la vostra adesione alla campagna intrapresa per la sua scarcerazione"

1913
MASETTI FRANCIA.jpg (376038 byte) Da un giornale anarchico francese

A metà articolo si accenna a Masetti:

"La reazione in Italia"

"...Ma la nostra forte protesta si alzerà contro la reazione in Italia che non vuole liberare l'eroico Masetti e che alza la sua testa ignobile dopo aver potuto momentaneamente schiacciare l'ammirevole movimento del popolo italiano..."

 

Questo articolo è stata spedita  all'autore di questo sito tramite allegato a una e-mail di un francese di nome Alain.

1914
mussolini-giovane.jpg (61442 byte)
Mussolini  socialista rivoluzionario

 In contrasto con l'ala borghese e riformista del partito, va proclamando a tutti i venti la rivoluzione, ma quando con la Settimana Rossa le masse si accingono a farla non sa dirigerla minimamente.

1914
municipio_settimana_rossa_i.jpg (136267 byte) 15 giugno: il municipio di Alfonsine incendiato
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

Si vede che è stato tolto l'orologio del municipio in alto. Nelle prime due colonne del porticato a sinistra due manifesti: NEL PRIMO SI LEGGE 
"Teatro Alighieri di Ravenna "Mefistofele" Serata popolare
....................................................
Completamente riscaldato
Serata di Gala.
BALDI ZENO

L'altro è un manifesto pubblicitario:
"Per £ 2,50  AL MESE (?)
MACCHINE DA CUCIRE SINGER"

1914

1910unificate.jpg (405871 byte)

 Il piazzale della Chiesa di Alfonsine
(foto in possesso di Luciano Lucci, concessa da Alfonsina D'Amico, nipote Bruto Marini, a Nanda Troncossi e da questa data al Lucci)
Il piazzale della chiesa di Alfonsine dove si svolsero alcuni degli episodi della Settimana Rossa da una foto del 1910

1910 

piazza_monti_est.jpg (143890 byte) Il piazzale della Chiesa di Alfonsine

Il piazzale della chiesa di Alfonsine dove si svolsero alcuni degli episodi della Settimana Rossa da una foto del 1930

1930

chiesa-interno2.jpg (91973 byte)

Interno della chiesa Santa Maria 1930
chiesa_1914.jpg (114445 byte) Chiesa Santa Maria di Alfonsine
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

Interno della chiesa prima del saccheggio della Settimana Rossa.

Si notano i lunotti con vetrate da cui arrivava la luce

1914
bettolino.jpg (132024 byte) E' Betulè di Alfonsine
(La bettola della famiglia Minguzzi detti Ciconi)
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

Questa è una foto dei primi del '900 di vari anni precedente al 1914.

Si notano alcuni tavolini e una tenda per riparare dal sole i clienti dell'osteria.

1901

Questa bettola era di fianco alla chiesa ed è citata da don Tellarini nel suo diario quando dice che passando davanti alla bettola di Ciconi (i Minguzzi) per fuggire lungo l'argine verso Fusignano vide il figlio di Ciconi, Antonio che lo spiava. Antonio Minguzzi all'epoca tredicenne diverrà il papà di Maddalena Minguzzi (maestra) sposata Caravita e mamma di Marinella (maestra) e di Andrea (gestore di osterie varie)

ciconi.jpg (28004 byte)

Antonio Minguzzi di Alfonsine
(Ciconi)

Questa è la foto di Antonio Minguzzi (Ciconi) nel 1930

 

1930

          casetto_stazione.jpg (18116 byte)

Il casetto della stazione di Alfonsine dopo l'assalto dei dimostranti 
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

 

1914
chiesa_incendiata1914.jpg (157880 byte) La chiesa Santa Maria di Alfonsine dopo il saccheggio

Si notano i resti del falò. Gente di Alfonsine in posa per la foto. Nello sfondo la locanda "Al Sole" di Fed (Bonafede Minarelli) e Susanna Garavini (sorella del Sindaco). poco più avanti si intravede la Bettola dei Cicconi (e' betulè): una delle tante osterie della piazza di Alfonsine.

Foto tratta dal Resto del Carlino

1914
madonna_ceramica.jpg (136631 byte) Ceramica della Madonna delle Grazie di Alfonsine

Questa è una ceramica del '500 ancora esposta nell'attuale chiesa parrocchiale Santa Maria di Alfonsine. Durante la Settimana Rossa subì alcuni spari nel tentativo di distruzione da parte dei manifestanti. I colpi lasciarono alcuni segni ancora visibili, ma il quadro non si ruppe. Questo fatto divenne una leggenda alfonsinese.

Il quadro superò anche la distruzione totale della chiesa avvenuta durante la seconda guerra mondiale.

1910
madonna_1914.jpg (39974 byte) Chiesa Santa Maria di Alfonsine

Questa è l'ancona (tabernacolo in legno) al centro dell'altare su cui era incastonata la ceramica della Madonna delle Grazie.

 

 

 

1910
alberani.jpg (539618 byte) Anselmo Alberani di Alfonsine
1914

Bruto Marini di Alfonsine
(Foto di Nanda Troncossi)

 

1914

wpe78.gif (175262 byte)

Alberto Alberani di Alfonsine
(figlio di Anselmo)

(Foto di Nanda Troncossi)

 

 

1914

gruppo socialisti brasulina.jpg (101421 byte)

Alfredo Ballardini di Alfonsine
(Brasulina) con il gruppo dei socialisti nel Circolo Socialista di via Mameli ad Alfonsine
1914
brasulina_camice2.jpg (30445 byte) Alfredo Ballardini di Alfonsine
(Brasulina)

Col camice bianco da barbiere seduto davanti al suo negozio

1914
brasulina_camice.jpg (22141 byte) Alfredo Ballardini di Alfonsine
(Brasulina)

Col camice bianco da barbiere in bici appoggiato al muro del palazzo Lanconelli, contiguo al suo negozio

 

1914

brasulina_negozio.jpg (14319 byte)

Alfredo Ballardini di Alfonsine
(Brasulina)

Il negozio da barbiere di Brasulina, nel piazzale della chiesa ad Alfonsine. Brasulina (Alfredo Ballardini) è quello a destra.

 

1930
brasulina con figlio.jpg (20068 byte) Alfredo Ballardini di Alfonsine
(Brasulina)

Qui col figlio nei primi anni '30, nel piazzale della chiesa dove aveva il negozio.

In fondo si vede l'ingresso al teatro parrocchiale e al cortile della canonica, dove avvennero i primi incidenti con i due cappellani.

1930
prima_auto_alfonsine_marini.jpg (42195 byte) La De Dion Buton 
dei Marini
di Alfonsine
1912
garavini_san_marino.jpg (58461 byte) Dirigenti ricercati
fuggiti a San Marino

7 settembre 1914

Brunetti (repubblicano di Fabriano), Camillo Garavini (sindaco di Alfonsine, socialista), Vincenzo Gironzi (repubblicano di Falconara), Umberto Bianchi (socialista di Ravenna) ed infine i fusignanesi Renato Emaldi (studente universitario, indipendente), e Giuseppe Grossi (impiegato comunale, repubblicano)

1914
Gessi.jpg (40350 byte) Giacomo (Mino) Gessi di Alfonsine

 

1914
municipio-e-ciclista.jpg (60893 byte) Municipio di Alfonsine durante i lavori di ristrutturazione

Il sindaco Camillo Garavini, che nel mese successivo vinse le elezioni amministrative, provvide subito a restaurare il vecchio Municipio: la foto sopra fu scattata agli inizi del 1915, col municipio già ristrutturato, ma con ancora i segni dell’incendio

1915
caffe_niculena.jpg (193726 byte) Municipio di Alfonsine restaurato ristrutturato e ingrandito
In primo piano "e' Café dla Niculéna
1915
piazza_monti_garage.jpg (295995 byte) Municipio di Alfonsine ulteriormente  ingrandito 1920
servidei_patvel.jpg (9044 byte) Don Servidei e il cappellano Antonio Pattuelli (Patvél)
1932
villa_marini.jpg (213597 byte) La villa dei Marini (I Maré) di Alfonsine

 

1914
mercato_900_originale.jpg (261167 byte) La piazza del mercato di Alfonsine e il frontale della chiesa
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

 

1901

 

bettolino2.jpg (38048 byte) Il Bettolino dei Ciconi di Alfonsine
(particolare della foto sopra)

 

1901
caserma_reale_carab.jpg (148099 byte)  Caserma dei carabinieri di Alfonsine

 

1914
Foto di Fusignano
fus_gruppo_bottiglieria.jpg (227561 byte) Manifestanti a Fusignano
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

Assembramento davanti all'Arena

 

1908 o (1914?)
fus_albero_liberta.jpg (188823 byte) Albero della libertà a Fusignano
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)
1914
fus_albero_liberta2.jpg (209124 byte) Albero della libertà a Fusignano
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)
settimana_rossa_fusignano1.jpg (122702 byte) Albero della libertà a Fusignano

1914
fus-auto-di-piancastelli.jpg (189722 byte) La storica automobile (quella di destra) di Piancastelli, requisita dai dimostranti della Settimana Rossa

La foto è del 1921

 

1914
fus-barricata1.jpg (137909 byte) La barricata a Fusignano

300 dimostranti andarono nelle case e ville dei privati a sequestrare armi. Tra gli altri rimasti in piazza Corelli si sparse la voce che da Lugo stava arrivando la cavalleria (voce infondata). La folla si agitò e corse ai ripari.

"Facciamo le barricate" propose uno della folla.
E così, memori di antiche battaglie risorgimentali, si crearono barricate prendendo mobili, panche, confessionali dalle chiese S. Giovanni Battista e del Suffragio, dal San Rocco e dell'Orfanotrofio. (testimonianza di Maria Zannoni Amadei)

1914
Foto di Villanova
chiesa_mezzano_distrutta.jpg (180186 byte) Chiesa di Villanova di Bagnacavallo completamente devastata dagli scioperanti (fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

In piedi all'altare il futuro arciprete don Angelo Mazzanti

 

1914
Foto di Mezzano
chiesa_mezzano_distrutta3_small1.jpg (19645 byte) Chiesa di Mezzano incendiata
(fototeca Archivio Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine)

 

1914
chiesa_mezzano_distrutta2.jpg (154019 byte) Interno della chiesa di Mezzano dopo l'incendio 1914
 

 

1914
giacomina-giovane.jpg (140095 byte)

Giacoma Tavolazzi detta 'Mina' all'epoca della 'Settimana Rossa'

Durante la sommossa della "Settimana Rossa" a Mezzano Giacomina Tavolazzi detta 'Mina' si trovò unica donna di 21 anni in mezzo al gruppo dei rivoltosi più determinati e attivi. Partecipò a tutte le azioni dall'incendio del magazzino della stazione, al recupero di armi, all'oltraggio al parroco, al tentativo di assalto alla caserma dei carabinieri, fino all'episodio della distruzione della chiesa di Villanova e della trafugazione delle ostie consacrate.

(Per sapere la storia della sua vita clicca qui)

1914
scolastico-bambino.jpg (110308 byte)

Athos-Joffre Rambelli 
(il futuro don Scolastico)

E' proprio all'epoca dei fatti della Settimana Rossa di Mezzano e Villanova che, benché nubile, la Giacomina rimase effettivamente incinta. Il ragazzo era un ventenne della Rossetta: Emidio Rambelli.

Nel registro dei battezzati di Mezzano (Anni 1914-1930, pag. 4, atto n. 10) alla data 20 marzo 1915 il parroco don Giuseppe Strani scrisse: «Oggi il cappellano don Augusto Tasselli ha battezzato in questa chiesa parrocchiale un bimbo nato in questa stessa parrocchia (sic) il giorno 2 (sic) di questo mese, figlio illegittimo di Rambelli Emidio e di Tavolazzi Giacoma, non sposati, al quale viene dato il nome di Athos-Joffre essendo madrina Montanari Teresa, moglie di Martoni Giuseppe anch'essi di questa parrocchia».  

1914

Ultima foto di Giacomina Tavolazzi spentasi all'età di 87 anni

Giacoma Tavolazzi aveva raggiunto a Pergola il figlio parroco nel 1943 e accanto al figlio passò tutti gli anni che le restarono da vivere, spegnendosi con la benedizione di lui il 7 agosto 1980.  

1980
scoalastico,-sorella-e-giac.jpg (139904 byte) Don Scolastico a Errano con la mamma Giacomina 
e in mezzo la sorella Seconda
1950
Mons. Scolastico Berardi spentosi a 83 anni nel 1998

Nel 1990, aggredito dalla malattia, lasciò l'amata parrocchia e viene accolto nel «reparto sacerdoti» dell'Opera Santa Teresa di Ravenna, il Cottolengo della Romagna: qui, inchiodato su una sedia a rotelle, si consumò nella preghiera e nell'accettazione serena delle sofferenze, finché il 12 febbraio 1998 morì. Riposa ora in terra nel camposanto di Errano, tra i suoi figli. Per trentasette anni don Scolastico Berardi aveva diviso la vita di parrocchia con la mamma.  

1914
Foto di Conselice
sett_rossa_conselice_albero.jpg (118537 byte) Albero della libertà a Conselice

(foto tratta dal libro "Giovecca - anche qui è nata la Resistenza" di Angelo Francesco Babini)

Da una testimonianza di Tarlazzi Silvio:

"Ricordo che per la Settimana Rossa il clima nelle zone vicine era teso.
A Conselice le cose andavano in altro modo. Armi ce n'erano ovunque, pure non le usammo. Levammo solo un pioppo del Canada nelle radici, lo piantammo nella piazza del paese con appeso un cartello su cui avevamo scritto:- Evviva la rivoluzione sociale"

 

1914
Foto di Voltana
la_parigina_voltana2.jpg (54901 byte) La "Villa Parigina!" di Voltana, ovvero lo chalet dei Fratelli Ortolani
(foto pubblicata sul libro "Voltana una comunità particolare" di Atos Billi)

Questa era una villetta come appariva prima di essere incendiata dagli scioperanti

 

1914
settimana_rossa_voltana1.jpg (76772 byte) La "Parigina!" di Voltana dopo l'assalto dei dimostranti
(foto pubblicata sul libro "Voltana una comunità particolare" di Atos Billi)

La concellata è divelta, sui due pilastri qualcuno scrisse "Abbasso i Re"  "Viva la Rivoluzione"

1914
sett_rossa_voltana_parigina.jpg (231871 byte) La "Parigina!" di Voltana dopo l'assalto dei dimostranti
(foto pubblicata sul libro "Voltana una comunità particolare" di Atos Billi)

Sulla sinistra il secondo mulino di Voltana. A destra il "bosco" Giardini.

La villa Parigina col tetto sfondato dall'incendio dei manifestanti della "settimana rossa"

1914
sett_rossa_voltana_carabini.jpg (155038 byte) I 5 Carabinieri di Voltana
durante la "Settimana Rossa"
(foto pubblicata sul libro "Voltana una comunità particolare" di Atos Billi)

Al centro seduto il Maresciallo Manservizi; alla sua sinistra il brigadiere Dozza. La fotografia ormai rovinata è stata rinvenuta tra le carte di Leopoldo Gamberoni.

1914
Foto di Ravenna
settimana_rossa_ravenna.jpg (62763 byte)

La Prefettura di Ravenna dopo l'assalto

 

1914
chiesa_suffragio_ravenna2.jpg (182972 byte) La chiesa del S. Suffragio di Ravenna saccheggiata. I banchi, le statue e le suppellettili furono utilizzate per farne barricate in via XIII Giugno 1914
chiesa_suffragio_ravenna.jpg (135583 byte) La chiesa del S. Suffragio di Ravenna dopo la distruzione dell'altare 1914
chiesa_suffragio_ravenna3.jpg (91725 byte) L'altare della chiesa del Suffragio come si presentava dopo il saccheggio 1914
chiesa_suffragio_ravenna4.jpg (98008 byte) Particolare dell'altare della chiesa del Suffragio, come si presentava dopo il saccheggio

 

1914
Foto di Villa Savio
savio1914.jpg (172635 byte)

Villa Savio vista dal ponte (attuale via Romea Vecchia direzione Ravenna)

La foto è tratta da una cartolina ante 1916 pubblicata nel libro "Un paese nei secoli: Savio" di F. Balsamo. Qui fu arrestato e tenuto prigioniero il Generale Agliardi: a destra la prima casa era l'osteria trattoria caffé Torsani. Quella dopo era il Camerone dei Repubblicani.

1914
corriere-romagna-savio.jpg (84356 byte) Un articolo dal Corriere di Romagna-Ravenna del 13-14 giugno 1914

Era questo il giornale dei conservatori nazionalisti

 

Cronaca dell'arresto del  generale Agliardi e dei sei ufficiali a Villa Savio

 

13-14 giugno
1914

Luigia Bertozzi detta Clodovea
(1887-1968)

Fu la signora Luigia Bertozzi detta Clodovea, a  prendere le briglie dei cavalli incitando i dimostranti. Non servirono le spiegazioni che la delegazione non aveva nulla a che fare con lo sciopero.

1914

Arnaldo Mazzotti

1974

Il Generale Luigi Agliardi

Il generale Luigi Agliardi, nato a Mantova nel 1858 aveva combattuto nella campagna d'Africa del 1895-96, in Cina nel 1900-1902 e in Libia, guadagnandosi numerose onorificenze. Quell'episodio costò al generale Agliardi carriera e onorabilità. Fu infatti collocato a riposo in tutta fretta, non essendo tollerabile per il buon nome del regio esercito che un suo insigne rappresentante potesse così ingloriosamente capitolare nelle mani della "teppa" sovversiva. Nonostante la brutta avventura del giugno 1914, all'entrata in guerra dell'Italia, fu richiamato in servizio, meritandosi una medaglia d'argento nella difesa della testa di ponte di Cadroipo.

 

1914

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