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La piazzetta della chiesa nel paese vecchio

Lì c'è un po' dell'anima di Alfonsine



a cura di Luciano Lucci                      (tutte le immagini si possono ingrandire con un click sopra)

La macchia quadrata bianca che si può vedere nella foto aerea era la vecchia piazza Monti nel 1938. 

La stradina che l'univa al ponte sul Senio era detta la "viuléna", che la divideva dal piazzale della chiesa, (com’è ancora oggi).    

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Foto di Serafino Faccani

 


Ma  di chi è il piazzale della chiesa?

La risposta sembrerebbe ovvia, ma...

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La questione si trascina fin dalla fine dell’800, e sembra essere stata risolta alcuni anni fa (2009) quando l’Ing. Ravaioli per conto del Comune di Alfonsine fece fare una ricerca a uno Studio di Professionisti del settore. Lo scopo era di ratificare una convenzione di comodato d’uso della piazza, con il parroco dell’epoca padre Renato, ma  occorreva essere certi che la proprietà fosse della Chiesa e non del Comune: e alla fine (2009) fu messo tutto nero su bianco. 

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La convenzione firmata tra il Comune e la Parrocchia nel 2009

(cliccare sull'immagine per averne un ingrandimento leggibile)

 

LE LITI TRA COMUNE E PARROCCHIA ERANO INIZIATE GIÀ DAL 1890

1° - Nel 1890 il parroco don Giovanni Battista Ricci Bitti aveva contestato l'utilizzo di tale piazzetta come mercato. 
Il comune per legittimare i suoi diritti sulla piazzetta probabilmente si rifaceva a un  documento 
  O anche  a mappe catastali varie (vedi sotto). In una si trova la dicitura "Piazzale", e all'indice numerico 5 c'è scritto "Mercato Commestibili". Ma le mappe, anche quelle catastali, potevano aver subito delle modifiche più o meno registrate ufficialmente.

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Legenda: 471 - Corelli Giuseppe,  969 - Camerani Giov. Ant.o, 3 - Luogo nel quale esistono le botteghe di caffé, macelleria, salsami, pescheria,  4 - Locanda unica dell'Abitato,  5 - Mercato Comestibili

 

2° Nel 1914 in un verbale del Consiglio Comunale del 4 ottobre si legge di una “Lite tra il Comune e il parroco Don Luigi Tellarini”. Si era qualche mese dopo i giorni infuocati della "Settimana Rossa", e la polemica nacque dalla piantumazione di alberi fatta dal Comune in una zona del piazzale della chiesa. Tale azione fu ritenuta dal parroco di allora, Don Tellarini, un'indebita ingerenza su un terreno di pertinenza della chiesa. Forse quegli alberi furono tolti ma da lì a qualche anno erano stati piantati di nuovo.

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Anno 1928: il piazzale della chiesa durante la processione di Sant'Antonio. Si notano, a sinistra, alberelli piantumati dal Comune. 

Nel documento "Imposte Dirette Ravenna, "Atti Vecchio Catasto", Compilatore de' Fondi Urbani di Alfonsine", citato da Giovanni Zanzi a pag. 71 del suo libro "Le Alfonsine, il volto e l'anima". Qui risulta che nel 1846 il Comune aveva acquistato una casa che faceva angolo con la Violina e lo Stradone inferiore, che aveva poi in seguito demolita. Poi nel 1866 il Comune acquistò dalla Prebenda Parrocchiale S. Maria il "Piazzale avanti la Chiesa". 

Il n° di mappale – scrive Zanzi - di entrambe le acquisizioni fatte dal Comune di Alfonsine, e registrate agli atti, è il 630, che è registrato nelle due mappe catastali qui sotto esposte, anche se poi nella seconda successiva mappa la particella 630 è abbinata solo al casotto d’angolo. 

piazzale-mappa-gregoriana2.jpg (362329 byte) In questo mappale probabilmente antecedente agli altri due pubblicati sotto si vede la chiesa ancora orientata a sud con la sigla 'A'. Tutto il sagrato e il terreno attorno è indicato come particella 'B'. La terza parte è un'unica particella indicata con 'C'. 

La violina è indicata ancora senza allargamento dei marciapiedi.

Col n° 630 è indicato solo il casetto ad angolo Violina-Stradone

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In questo mappale  ( Catasto Gregoriano dal 1835 al 1900) successivo a quello Napoleonico, da cui fu copiato, il piazzale della chiesa è indicato con B, ma non ha di fianco il n° 630, come nel precedente. 

Tale numero rimane comunque abbinato al solo casetto d'angolo tra violina e Stradone. La proprietà fino a quell'epoca risulta della Prebenda Parrocchiale S. Maria. 

Appare qui una nuova particella col n° 453, quella che viene citata nella ricerca commissionata alla Notar Service nel 2009 dal comune di Alfonsine. 

 

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Il numero di mappale del Catasto Napoleonico del 1811, sia del casetto ad angolo Violina-Stradone, sia del piazzale B della chiesa,  è 630.

Anche qui appare una nuova particella col n° 453. Si nota una segnatura rettangolare a fianco dell'intera 'Violina', che taglia la particella 453 e anche parte della piazza della chiesa (B)

 

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Questa mappa del 1873 fu disegnata e progettata dall'Ing. Zampighi.

Si nota la chiesa girata e ma è ancora in piedi la vecchia chiesa. Poi c'è la strada Pia (via della fame).

Non c'è ancora il municipio ma solo il foro annonario. La violina è già allargata.

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Questo è un mappale aggiornato del catasto dove si vede che la chiesa è già stata ruotata, il municipio è stato edificato come pure il foro annonario. Piazza Monti è fatta compreso l'allargamento della Violina. 

Si vede la particella che nelle altre mappe era segnata come n° 453, in parte tagliata. La lettera B sta ancora a indicare il resto del piazzale della chiesa. Con 'E' si indica il campanile. Una X a matita in basso indica che il casetto che faceva d'angolo è stato abbattuto. Appare già la 'via della fame' (realizzata nel 1847-50).

Vi compaiono due rettangoli a matita di fianco alla lettera B, che non si capisce che cosa significhino: forse un ulteriore particella acquisita dal Comune?

 

Da notare che in due mappe è segnata in verde una particella col n° 453

A questo punto  la ricerca commissionata alla Notar Service nel 2009 dal comune di Alfonsine sostiene che introdotta una nuova frazione con la particella mappale n° 453 che poi fu suddivisa in 453-resto e 453-p (quest’ultima venduta al Comune per fare i marciapiedi alla Violina). 

Poi – continua la relazione della Notar Service – dalle risultanze di altre mappe dell’epoca anche la particella B è stata frazionata e parte di essa è confluita nella ‘sede stradale’ (Violina .ndr). Il n. 453-resto, e si presume pure la particella A e la restante porzione della particella B, sono rimaste di proprietà della Prebenda Parrocchiale di Santa Maria delle Alfonsine fino alla costituzione del Nuovo Catasto”….“si presume…”

Poi in  mappe successive del catasto Gregoriano tutte le particelle sono state unite in unica chiamata “B”.

 

Qui c'è lo zampino dell'ing. Antonio Zampighi

Nel progettare e definire meglio la nuova piazza Monti, emerge nelle mappe del vecchio catasto una nuova registrazione di una particella 453 che predispone il sagrato della nuova chiesa, nella sua nuova facciata. 
è certo (secondo il documento citato da Zanzi) che l’Ing. Zampighi avesse fatto acquisire dal Comune in quei 20 anni in cui si progettava la nuova chiesa, una parte di terreno (la particella 630) del piazzale-sagrato della chiesa precedente, l
a cui proprietà fino a quell'epoca risulta ancora della Prebenda Parrocchiale S. Maria.
Il terreno del piazzale della chiesa restò sempre indicato con la lettera 'B', nelle mappe del vecchio catasto leonino-napoleonico e poi gregoriano... 

Per poter allargare per allargare e sistemare la via Violina (che fu chiamata 'via Giordano Bruno') la particella mappale n° 453 fu suddivisa in 453-resto e 453-p, e quest’ultima venduta al Comune per fare una parte di marciapiedi alla Violina, davanti alla chiesa nuova. 

Nei disegni mappali di Zampighi la parte restante del piazzale della chiesa continua ad essere chiamato 'Piazzale della Chiesa', e ben distinto da Piazza Monti.

Dal 1900 con la costituzione del "nuovo catasto" (ancora attuale)
 la particella B fu chiamata 'Piazza' o 'Piazza Monti', e risultò inquadrata come 'partita speciale delle 'Strade Pubbliche'

La relazione della Notar Service fa notare che: “Con la costituzione del Nuovo Catasto, all'inizio del 1900, a seguito di sopralluogo, parte della particella B è stata rappresentata come Piazza senza alcuna indicazione della proprietà e facente parte della partita speciale delle Strade Pubbliche”. …

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Questo è un documento allegato alla ricerca commissionata dal Comune allo studio professionistico  Notar Service. 

Non si capisce chi abbia colorato in azzurro: se l'originale o la Notar Service. Nella mappa sotto si vede che non c'è il colore azzurro, che ingloba anche il vecchio piazzale.mappa-catastale--piazzale-o.jpg (729402 byte)

In questa mappa del 1920 si nota infatti che è stato colorato in marroncino tutto ciò che è inerente a strade pubbliche. E guarda caso tutto il cosiddetto Piazzale della Chiesa rientra in questa categoria, mentre solo il sagrato della chiesa ha colore bianco.

Il nome Piazza Monti si estende fino al 'piazzale'.

Ma dal 1969 
al 1972...

per chiarire definitivamente di chi fosse la piazzetta della chiesa...

 Fu fatta una richiesta di frazionamento presentata il 3 novembre 1969, per stralcio di aree dalla partita speciale delle Strade Pubbliche furono registrati i nuovi mappali n. 395 , n. 396 e n. 397 del foglio 112 ed intestati alla CHIESA ARCIPRETALE DI SANTA MARIA DELLE ALFONSINE. 

Tali porzioni di area stralciate dalla parte speciale delle ‘Strade Pubbliche’ 
furono vendute a rogito notaio Troili di Alfonsine in data 13 aprile 1972 dalla Parrocchia di Santa Maria delle Alfonsine, ai signori Guido e Lavinia Salvatori, Maria Pia Salvatori, e a Ida Lanconelli.

Nell'atto di vendita si leggono queste frasi:
"Si precisa che catastalmente provengono dalla strada ma di fatto sono esclusiva proprietà della parte venditrice"

 
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 che "ne garantisce la piena proprietà"

 

 

 

Nella mappa qui di fianco, uguale a quella sopra, col termine B si indica solo il sagrato davanti alla nuova chiesa, mentre tutta la parte del cosiddetto vecchio piazzale della chiesa non è denominato

 

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Infine dal 1985 al 1991 vi è una registrazione delle variazioni degli intestatari del Piazzale della Chiesa che va dalla Parrocchia Santa Maria (fino al 1985), alla Diocesi di Faenza (1987-1989) e alla Parrocchia Sacro Cuore (1989-1991).

Tali variazioni furono da DECRETO (DISPOSIZIONI DELLE AUTORITà). Così si legge nel documento qui a fianco.

 

 

Visto che.... 
(eppure nel 2009 l'area in oggetto è ancora classificata alla partita speciale strade pubbliche)

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Questo a sinistra è tratto dalla convenzione Comune-Chiesa del 2009)

- L'area dalle visure catastali è classificata alla partita speciale strade pubbliche... 

- da ricerche approfondite sulla proprietà dallo Studio Notar Service tale area risulta di proprietà della Parrocchia SS. Cuore di Gesù...

Per concludere i supporti certi citati dalla ricerca del gruppo Notar Service per l'attribuzione alla Prebenda Parrocchiale di Santa Maria delle Alfonsine dell'area individuata come Piazzale della Chiesa sono solo due:


1)     -  Una registrazione catastale degli intestatari del Piazzale della Chiesa dal 1985 al 1991 
2)     -  Un atto del notaio Troili di Alfonsine col quale la Parrocchia di Santa Maria delle Alfonsine ha venduto nel 1972, "precisando che catastalmente provengono dalla strada ma di fatto sono esclusiva proprietà della parte venditrice" che “ne garantisce piena proprietà”: di una parte di quel terreno cioè “porzioni di area stralciate dalla parte speciale delle ‘Strade Pubbliche’ ed esattamente stralciate da quell'area individuata nella planimetria con lettera B”.  

Varie incongruenze

 Il Comune attesta, in base alla ricerca commissionata alla Notar Service, che la proprietà della piazzetta è della Chiesa. Varie incongruenze farebbero pensare che la proprietà fosse del comune, poi se un Notaio scrive che "catastalmente provengono dalla strada ma di fatto sono esclusiva proprietà della Chiesa" vorrà dire che è così?!

Quindi è solo dal 2009 che ufficialmente  è stato scritto da parte del Comune, in base alla ricerca commissionata alla Notar Service, che la proprietà della piazzetta è della Chiesa, pur essendo denominata ‘Piazza Monti’.

È stata infatti stabilita una convenzione tra Comune e Parrocchia per un comodato d’uso gratuito della durata di 20 anni, “dell’area di proprietà della Parrocchia S. Cuore di Gesù, adiacente alla Parrocchia stessa e denominata “Piazza Monti”’. La manutenzione spetta al Comune, in cambio di un utilizzo pubblico per mercato, parcheggio e altre iniziative di pubblico interesse.

 

 

E ora un po' di storia e di foto

Qui sopra si vede com'era posizionata la Chiesa Santa Maria rispetto al piazzale agli inizi dell’‘800. Sullo sfondo a sinistra la rampa della Violina sul Senio. La croce oggi è all’ingresso del cimitero

(Anno 1884). La chiesa era stata girata di 90° verso la nuova piazza nel 1874. Si nota l'orologio del campanile. La canonica non è ancora costruita.

Nel 1898, a destra della chiesa, fu costruita la canonica.

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(Anno 1910) Il piazzale della chiesa con la nuova canonica (1898). Di passaggio un gruppo di bersaglieri in bicicletta. In estate ogni anno ad Alfonsine stanziava un reparto dell'esercito italiano. Si notano i marciapiedi della 'Violina'

Si nota da sinistra la chiesa, la canonica, l'entrata al cortile e al teatro della chiesa, la casa dei Salvatori con un negozio di biciclette. Poi il palazzo dei Lanconelli e il caffé d'la Niculena (madre di Pietro Altini) 

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(Anno 1914) Il davanti della chiesa durante la 'settimana rossa'

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Anno 1925: piazzale della chiesa. Si nota il primo negozio della canonica con vendita di Macchine per cucire, ricamo e maglieria di N. Pescarini (Natale Pescarini).
D
a sinistra: una ragazza di Milano che veniva in estate ad Alfonsine, Linda Lucci, Silvia Cavazzuti (cugina di Tullio Samaritani), Federica Contessi, Lella Poletti, Vincenzina Lucci.

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Anno 1926:  quattro ragazze alfonsinesi nel piazzale della chiesa. da sinistra Vincenzina Lucci, Lella Poletti, Linda Lucci, Federica Contessi. Nello sfondo si notano i due negozi della canonica, quello di tessuti della Tangana, e quello di ferramenta di Montanari (Marlèn). A destra il portone d'ingresso al cortile della chiesa e al teatro parrocchiale.

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(Anno 1930)

 Nel lato sul piazzale presenta solo qualche cambiamento dal 1910 al 1930, con la conversione di alcune camere a negozi: 

il primo era il negozio di tessuti d’la Tangàna (Ida Bruni sposata Faccani), che fino agli anni ‘20 era stato di Natale Pescarini con vendita di oli e macchine da cucire. 

Poi c’era il negozio di ferramenta d’Marlén (già di Cesare Baldi). 

Nell’angolo c’era l'ingresso al cortile interno della Canonica dove c'era il campanile e il teatro parrocchiale. 

Sul lato successivo del piazzale si incontrava la casa di Ennio Salvatori, con due negozi: il primo dell’orologiaio Zannoni, e il secondo del barbiere ‘Brasulina’. 

A seguire casa Lanconelli (dove abitavano in affitto varie famiglie tra le quali quella del fotografo Luciano Tazzari con la moglie maestra ..........)

Poi casa Altini con un negozio dal 1930, che fu di “Mobili Antichi” e poi di “Barbiere”, quindi il “Caffé Nazionale” detto “d'la Niculéna”, moglie di Pietro Altini, e che in seguito ebbe solo la scritta di “Caffé”.

Note informative:
  • Un figlio della figlia di Sbaragnì, Sina sposata a Renato Valicelli, che si chiama Claudio Valicelli ha sposato la figlia di Valentini che gestisce il negozio calzature in corso Matteotti.
  • L'altra figlia Vera, deceduta, mai sposata, fu sindacalista UIL e cassiera Cinema Corso.
  • L'edificio del teatro parrocchiale era a due piani. Al piano terra c'era la sala cinema-teatro, al secondo piano c'era anche un'abitazione: inquilino la Serafena  e il figlio Mino d'Serafèn.
  • Il Palazzo Lanconelli era abitato oltre che dalla famiglia dei Lanconelli (Idina la maestra ecc...) da vari inquilini: uno era detto Balisarda.
  • La casa Salvatori era stata lasciata in eredità a Ennio col figlio Guido e la sorella Lavinia, da due zie sorelle zitelle: Ricca e Adelina. Vi era anche un negozio da orologiaio gestito dalla Maria Vecia dl'arluierd (orologiaio) che era Maria Pasini, figlia di Luigi Pasini (Luigiò), uno dei primi orologiai di Alfonsine, e da una ragazza Maria d' Brèta, che era sua nipote, perché figlia della sorella Pasini Cecilia, che sposò Antonio Zannoni. Il fratello di Maria, Giovanni ebbe un figlio Gastone che ereditò l'attività di orologiaio, a sua volta tramandata al figlio Antonio Zannoni. Di fianco c'era il negozio di elettricista di Walter d'la Minta e poi uno da barbiere gestito da Alfredo Ballardini detto "Brasulina", già anarchico nominato nel diario di don Tellarini sulla "Settimana Rossa" come colui che ferì col lancio di una pietra alle costole il suo cappellano don Serafino Servidei. In seguito quando l'elettricista si spostò il negozio da orologiaio si trasferì dove prima c'era quello di Walter.
  • Quel negozio e quell'angolo divennero luogo di incontro delle signore sic di Alfonsine: come la Maria Faccani, moglie di Camanzi il capitano (centurione fascista).

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(Anno 1930) Foto aerea del piazzale della chiesa

Legenda dei punti numerati

(1) Gelateria Carioli   (Turòn e Nerina: i Campanè)

(2) Drogheria - Alimentari Zezar d' Bagatè (Cesare Melandri, che abitava in via Reale). La figlia di Zezar sposò il Cav. Ulivò, detto l'om de fròll, che inserì anche vendita di cartoleria.
In seguito sarà solo cartoleria con la gestione di Caplò.

(3) Meccanico bici Filippo, il gobbo, poi il nipote Cortesi (detto Veri). Poi aprì il suo negozio l'arrotino Raflì Martlèna (Raffaele Carioli), zoppo dall'infanzia, investito da un tram in via Tranvia dove abitava.

(4) Quando Veri cessò l'attività di meccanico di bici e il suo negozio fu occupato dal calzolaio Martlèna, aprì un negozio di bici Ettore d'Dumizian, fratello di Annibale (futuro primo sindaco pro tempore dell'immediato dopoguerra)

La luce centrale  non era un negozio, ma solo vetrina del negozio a sinistra della Tangana.

Il piazzale della chiesa da un disegno 
di Tullio Samaritani

Si vede la facciata sud della canonica.
I tre negozi sono il primo di tessuti della Tangàna (mamma di Emma e Fino Faccani), in precedenza era stato il negozio di Natale Pescarini che vendeva macchine da cucire. Al centro non vi era un negozio ma una vetrina della "Tangana". Poi c'era il negozio di piatti e bicchieri di Marlé.  
Si vede di seguito l'ingresso al teatro parrocchiale. Poi c'è una porta che fu un negozio di Luigiò l'arluier (orologiaio), Pasini Luigi.

Nella facciata della casa successiva dei Salvatori, ci sono tre porte: due negozi ai lati della porta centrale d'ingresso. La porta d'ingresso alla casa che era al centro. 
Il primo negozio era di un elettricista: Walter d'la Minta. Quando questi si trasferì, divenne il negozio dell'orologiaio. L'altro negozio era quello del barbiere "Brasulina". In quest'angolo della piazza si trovavano i ragazzini della piazza a giocare a pallone o a "cic e spana" con le monete.

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Anno 1927

La casa della Niculèna con l'insegna "Caffé NAZIONALE".

tra i personaggi sono stati riconosciuti: Alfredo Ballardini (Brasulina), Ottorino Carioli (Turò d'Campané) e forse la sorella di sua moglie Nerina santoni, cioè Rosa Santoni...

Poi qualcuno ha riconosciuto Marino Marini il ragazzotto con la bici da corsa.

1925-30

 

Da sinistra il Palazzo Lanconelli abitato oltre che dalla famiglia dei Lanconelli (Idina la maestra ecc...) da vari inquilini:  uno era detto Balisarda.

La casa della Niculèna con l'insegna "Caffé NAZIONALE".

Nel pezzo di casa bianca subito dopo il Palazzo Lanconelli, c'era Fidalì barbiere.

A destra il Caffé Tavalazzi "d'Frazchè" e i portici nello sfondo.

1930-35

 A sinistra uno scorcio dell'angolo del piazzale della Chiesa con corso Garibaldi

E' la casa della Niculèna con l'insegna "Caffé".
Qui si vede un ingresso nel lato della piazza.

A fianco, a sinistra il negozio di barbiere di Fidalì, che aveva sposato la Nanda Altini, una figlia della Maria Altini, che aveva sposato Pietro Altini, figlio della Niculéna.

A destra una visione di corso Garibaldi Inferiore, verso la Reale.

 

e cafè d'la Niculena
 

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1920
 

 

Il bar d'la Niculèna con l'ingresso da Corso Garibaldi.
La Niculèna (Nicoletta Altini) gestiva questo bar dagli inizi del '900.

Era già il bar degli anarchici durante la "Settimana Rossa"  nel 1914 citato da Don Tellarini nel suo diario "Giunto che fui presso il Caffé degli anarchici, detto il Caffé della Nicolina, scorsi una moltitudine di persone che stava ai tavolini a godersi il fresco, ed a contemplare la scena sorbendo il caffé e centellinando bicchierini di liquori con un'allegria indescrivibile. Appena mi videro fecero un gesto di sorpresa e ricordo uno che disse: Bé! non è mica fuggito! Ma se è ancora qui!, e tutti gli occhi si appuntarono su di me. "

Quando era ormai troppo vecchia la Niculèna lasciò il bar in gestione al figlio Giuseppe Altini (Pinaz) e a sua moglie Maria. Alla morte prematura di Pinaz la vedova Maria continuò a gestire il locale con le figlie Santa, Nanda e Rina.

Fu il primo bar del paese a possedere la macchina per il caffé espresso.

Ritrovo non solo di anarchici ma anche dei giocatori d'azzardo e delle vecchiette che abitavano il vicino "Lazzaretto" (il Carraretto Venturi) e dintorni, che qui si trovavano per fare una partita a briscola o mangiare qualche pasta secca.

 

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1910-15

 

 

Casa della Niculena (Altini) e di Cortesi "Veri" in corso Garibaldi vista dalla torretta di villa Marini-Preda.

Da sinistra il caffé d'la Niculena, detto anche "degli anarchici".

Coperta dall'abete la gelateria Carioli (Turòn e Nerina Campanè), poi si intravvede il negozio di Zezar d'Bagatè, poi di Ulivò e di Caplo.

Un portone di ingresso alle abitazioni del piano superiore, poi la bottega di bici di Filippo il gobbo, poi di Veri e di Martlèna calzolaio.

Dalla guerra al dopoguerra

 

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(Anno 1945) La chiesa e la piazza distrutte dalla guerra

Anno 1948. Piazzale della chiesa: la ricostruzione

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Anno 1960: il piazzale ricostruito con la chiesa del Sacro Cuore, dopo che la chiesa Santa Maria fu ricostruita alla sinistra del Senio nel paese nuovo.

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Anno 1960: foto aerea della piazza Monti e del piazzale della chiesa.

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Anno 2000: chiesa del Sacro Cuore

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Anno 2000: piazzale della chiesa del Sacro Cuore, col mercato del giovedì

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