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Piazza Monti: lato est
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La piazzetta della chiesa nel paese vecchio

Lì c'è un po' dell'anima di Alfonsine

di Luciano Lucci

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La macchia quadrata bianca che si può vedere nella foto aerea era la vecchia piazza Monti nel 1938. La stradina che l'univa al ponte sul Senio era detta la "viuléna", che la divideva dal piazzale della chiesa, (com’è ancora oggi).    Foto di Serafino Faccani



La piaza vècia

Nella vecchia piazza Monti, prima della guerra, si tenevano tutte le feste comandate, la domenica c'era il mercato, e ogni tanto si poteva sentire anche la banda cittadina. In piazza si svolgevano quasi tutte le attività: spacci, drogherie, osterie, caffé, locande, barbieri, macellai, verniciatori di carrozze, negozi di tessuti, ferramenta, officine di meccanici di biciclette, moto, riparazioni e noleggio auto.
Sulla piazza si affacciavano la chiesa, il municipio, le pescherie, il Credito Romagnolo, la farmacia Lugaresi; poco distante il Circolo Cittadino, il mercato del bestiame con le stalle, che ospitavano anche i bovari, i venditori ambulanti e i viandanti, con i loro cavalli e birocci. Nel 1925 arrivò anche la Cassa di Risparmio di Ravenna, e nel 1929 di fianco al Municipio fu costruita la Casa del Fascio.

Di chi è il piazzale della chiesa?

La risposta sembrerebbe ovvia, ma non fu sempre così. In un verbale del consiglio comunale del 4 ottobre 1914 si legge di una “Lite tra il Comune e il parroco Don Luigi Tellarini”. Si era qualche mese dopo i giorni infuocati della "Settimana Rossa", e la polemica nacque dalla piantumazione di alberi fatta dal Comune in una zona del piazzale della chiesa. 

Tale azione fu ritenuta dal parroco di allora, Don Tellarini, un'indebita ingerenza su un terreno di pertinenza della chiesa. Già da tempo c'erano state questioni tra le amministrazioni e la parrocchia sull'uso e sulla proprietà di tale spazio. Il comune si rifaceva a una mappa del 1838 per legittimare i suoi diritti sulla piazzetta. Leggendo questa mappa si trova la dicitura "Piazzale" e all'indice numerico c'è scritto "Mercato Commestibili", ed è probabile che questa dicitura fosse addotta dal Comune per vantare diritti sulla piazzetta.

Questa mappa del 1838 è quella a cui faceva riferimento il dibattito del Consiglio Comunale

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Anno 1925: il piazzale della chiesa durante la processione di Sant'Antonio. Si notano, a sinistra, gli alberelli piantumati dal Comune. 

Un particolare della medesima foto: si tratta della locandina-manifesto del film Matador, in proiezione presso il cinema teatro Aurora, appena ricostruito alla famiglia Gessi dopo l'incendio dell'anno prima, causato dai fascisti.

Solo negli anni ‘50, con il parroco Don Vittorietti, la controversia venne definitivamente risolta con il Comune, ufficialmente e una volta per tutte: la proprietà è della Chiesa, la manutenzione spetta al Comune, in cambio di un utilizzo pubblico per mercato e parcheggio.

Un po' di storia

Qui sopra si vede com'era posizionata la Chiesa Santa Maria rispetto al piazzale agli inizi dell’‘800. Sullo sfondo a sinistra la rampa della Violina sul Senio. La croce oggi è all’ingresso del cimitero

(Anno 1884). La chiesa era stata girata di 90° verso la nuova piazza nel 1874. Si nota l'orologio del campanile. La canonica non è ancora costruita.

Nel 1898, a destra della chiesa, fu costruita la canonica.

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(Anno 1910) Il piazzale della chiesa con la nuova canonica (1898). Di passaggio un gruppo di bersaglieri in bicicletta. In estate ogni anno ad Alfonsine stanziava un reparto dell'esercito italiano.

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(Anno 1914) Il davanti della chiesa durante la 'settimana rossa'

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Anno 1925: piazzale della chiesa. Si nota il primo negozio della canonica con vendita di Macchine per cucire, ricamo e maglieria di N. Pescarini (Natale Pescarini).
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a sinistra: una ragazza di Milano che veniva in estate ad Alfonsine, Linda Lucci, Silvia Cavazzuti (cugina di Tullio Samaritani), Federica Contessi, Lella Poletti, Vincenzina Lucci.

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Anno 1926:  quattro ragazze alfonsinesi nel piazzale della chiesa. da sinistra Vincenzina Lucci, Lella Poletti, Linda Lucci, Federica Contessi. Nello sfondo si notano i due negozi della canonica, quello di tessuti della Tangana, e quello di ferramenta di Montanari (Marlèn). A destra il portone d'ingresso al cortile della chiesa e al teatro parrocchiale.

 

 

1938

Legenda dei punti numerati

(1) Gelateria Carioli   (Turòn e Nerina: i Campanè)

(2) Drogheria - Alimentari Zezar d' Bagatè (Cesare Melandri, che abitava in via Reale). La figlia di Zezar sposò il Cav. Ulivò, detto l'om de fròll, che inserì anche vendita di cartoleria.
In seguito sarà solo cartoleria con la gestione di Caplò.

(3) Meccanico bici Filippo, il gobbo, poi il nipote Cortesi (detto Veri). Poi aprì il suo negozio l'arrotino Raflì Martlèna (Raffaele Carioli), zoppo dall'infanzia, investito da un tram in via Tranvia dove abitava.

(4) Quando Veri cessò l'attività di meccanico di bici e il suo negozio fu occupato dal calzolaio Martlèna, aprì un negozio di bici Ettore d'Dumizian, fratello di Annibale (futuro primo sindaco pro tempore dell'immediato dopoguerra)

 

Note informative:
  • Un figlio della figlia di Sbaragnì, Sina, che si chiama Renato Valicelli ha sposato la figlia di Valentini che gestisce il negozio calzature in corso Matteotti.
  • L'altra figlia Vera, deceduta, mai sposata, fu sindacalista UIL e cassiera Cinema Corso.
  • L'edificio del teatro parrocchiale era a due piani. Al piano terra c'era la sala cinema-teatro, al secondo piano c'era anche un'abitazione: inquilino la Serafena  e il figlio Mino d'Serafèn.
  • Il Palazzo Lanconelli era abitato oltre che dalla famiglia dei Lanconelli (Idina la maestra ecc...) da vari inquilini: uno era detto Balisarda.
  • La casa Salvatori era stata lasciata in eredità a Ennio col figlio Guido e la sorella Lavinia, da due zie sorelle zitelle: Ricca e Adelina. Vi era anche un negozio da orologiaio gestito dalla Maria Vecia dl'arluierd (orologiaio) che era Maria Pasini, figlia di Luigi Pasini (Luigiò), uno dei primi orologiai di Alfonsine, e da una ragazza Maria d' Brèta, che era sua nipote, perché figlia della sorella Pasini Cecilia, che sposò Antonio Zannoni. Il fratello di Maria, Giovanni ebbe un figlio Gastone che ereditò l'attività di orologiaio, a sua volta tramandata al figlio Antonio Zannoni. Di fianco c'era il negozio di elettricista di Walter d'la Minta e poi uno da barbiere gestito da Alfredo Ballardini detto "Brasulina", già anarchico nominato nel diario di don Tellarini sulla "Settimana Rossa" come colui che ferì col lancio di una pietra alle costole il suo cappellano don Serafino Servidei. In seguito quando l'elettricista si spostò il negozio da orologiaio si trasferì dove prima c'era quello di Walter.
  • Quel negozio e quell'angolo divennero luogo di incontro delle signore sic di Alfonsine: come la Maria Faccani, moglie di Camanzi il capitano (centurione fascista).

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(Anno 1930)

 Nel lato sul piazzale presenta solo qualche cambiamento dal 1910 al 1930, con la conversione di alcune camere a negozi: il primo era il negozio di tessuti d’la Tangàna (Ida Bruni sposata Faccani), che fino agli anni ‘20 era stato di Natale Pescarini con vendita di oli e macchine da cucire. Poi c’era il negozio di ferramenta d’Marlén (già di Cesare Baldi). Nell’angolo c’era l'ingresso al cortile interno della Canonica dove c'era il campanile e il teatro parrocchiale. Sul lato successivo del piazzale si incontrava la casa di Ennio Salvatori, con due negozi: il primo dell’orologiaio Zannoni, e il secondo del barbiere ‘Brasulina’. A seguire casa Lanconelli (dove abitavano in affitto varie famiglie tra le quali quella del fotografo Luciano Tazzari con la moglie maestra ..........)
Poi casa Altini con un negozio dal 1930, che fu di “Mobili Antichi” e poi di “Barbiere”, quindi il “Caffé Nazionale” detto “d'la Niculéna”, moglie di Pietro Altini, e che in seguito ebbe solo la scritta di “Caffé”.

 

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(Anno 1930) Foto aerea del piazzale della chiesa

 

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(Anno 1945) La chiesa e la piazza distrutte dalla guerra

Anno 1948. Piazzale della chiesa: la ricostruzione

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Anno 1960: il piazzale ricostruito con la chiesa del Sacro Cuore, dopo che la chiesa Santa Maria fu ricostruita alla sinistra del Senio nel paese nuovo.

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Anno 1960: foto aerea della piazza Monti e del piazzale della chiesa.

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Anno 2000: chiesa del Sacro Cuore

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Anno 2000: piazzale della chiesa del Sacro Cuore, col mercato del giovedì

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