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Alfonsine

 

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La villa Maré

detta poi Palazzo “Preda” o “dell’Ebe”  

 

NEL PUNTO 12, (della mappa a destra), 
PRIMA DELLA GUERRA C'ERA: 

La villa Maré detta poi Palazzo “Preda” o “dell’Ebe”  

Simone Marini  fu il capostipite. Era "livellaro" dei Calcagnini, cioè aveva goduto di una forma di contratto agrario detto "livello" per numerosi terreni dei Calcagnini, che concedevano tali terreni in proprietà a un ricevente o livellario, per un certo periodo di tempo o in perpetuo, a determinate condizioni, come l'obbligo di pagare un canone annuo e di coltivarlo apportandovi miglioramenti. 

Il tutto passò poi ai suoi figli.

 

Oggi 2021

Quello che interessa Alfonsine fu il primogenito Domenico Marini (1802- 1860) nato ad Alfonsine sposò Lucia Massaroli (1805-?). Erano possidenti, cioè grandi proprietari terrieri: avevano 48 poderi. 

Il figlio di Domenico, Francesco Marini, nato nel 1826 e deceduto nel 1898 ad Alfonsine, ma sepolto a Roma, sposò Maria Bartolotti, da cui ebbe 7 figli (tre maschi e quattro femmine, tutti nati ad Alfonsine). 

Il primogenito di nome Bruto sposò a Roma Gertrude, la figlia di Mariano Tittoni e cugina del noto politico e diplomatico Tommaso Tittoni, poi senatore. 

Francesco Marini ottenne, forse con le referenze di tale parente, l'appalto del trasporto pubblico di Roma con tram trainati da cavalli.

La villa di Alfonsine rimase la loro villa di campagna dove tornavano ogni estate con tutta la famiglia per governare i loro interessi e per fare le vacanze. Era dotata di un parco e di un magazzino-cantina con stalle adiacenti, detto "e' cantinò" e anche 'e casarmò'. (mappa punto 11)

Dal 1920 fu venduta ad Arturo Vecchi, che vendette nel 1931 al geometra Antonio Preda. 

Andò distrutto durante la guerra.

Il 17 gennaio 1945 una bomba centrò il palazzo dell'Ebe, in Corso Garibaldi ad Alfonsine

Un giorno, era il 17 gennaio del 1945, alcuni partigiani vennero a sapere che la sera prima era arrivato un importante comandante delle SS e riuscirono a comunicare l’informazione agli alleati. Arrivarono subito tre aerei Speedfire e uno arrivò a bassa quota da nord lungo l’asse del corso Garibaldi e riuscì a sganciare una bomba che colpì in pieno la villa penetrando dal tetto e scoppiando dentro. Crollarono tutti i piani interni e rimasero in piedi solo le mura esterne. Vi furono morti tra i tedeschi, circa sette o otto, compreso il comandante, un maggiore delle SS. Perirono anche alcuni civili, ma molti si salvarono perché erano rifugiati nei sotterranei. 
Perirono Emilia Filippi e Giulia Filippi di 56 anni entrambe.

 

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La villa padronale dei Marini (i Maré) è presente già in una mappa del 1838. 

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Nel dopoguerra

Nel 1950 Romano Gagliardi marito di Flora la farmacista di piazza Monti acquistò il terreno e vi fece costruire una villa che chiamò Villa Flora. Vissero lì la figlia Mariannina sposata con Elio Marini e le loro figlie Rita Stefania e Letizia. Ereditata poi da Mariannina Gagliardi, è ora (2021) abitata al pian terreno da Mariannina, vedova dopo la morte del marito Elio. Al piano superiore vi abita la figlia Letizia col Marito Willer Andraghetti e i figli.

 

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