Alfonsine

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La
"Viulèna" dalle origini alla fine dell'800

VIOLINA
La Viuléna nei primi del '900
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La Viuléna anni '20-'30
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La Viuléna distrutta

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La Viuléna ricostruita
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Chi ci abitava prima della guerra?
(sei qui)

Chi abitava nella "Violina"?

 

Foto aerea della "Violina" (1938)

eseguita da Serafino Faccani (Fino)

 

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Le rampe del ponte

Dal 1863 al 1874 si discusse anche di come sistemare ‘la ponticella’, il vecchio ponte che univa la sinistra Senio alla destra, scendendo lungo la ‘Violina’. 
Zampighi aveva in mente di spostare il ponte, ma dopo varie discussioni e proposte, intervenne Camillo Corelli, alfonsinese che abitava a Bologna, inviando al Prefetto una lettera in cui si invitava il Consiglio Comunale a non attuare alcuna delibera che modificasse la posizione del ponte. Il Corelli citava una vecchia convenzione e una delibera comunale del 1844 tra la sua famiglia (proprietaria della via Violina) in cui il tutta la strada detta ‘Violina’ veniva alienata al comune con le clausole “che il detto ponte fosse mantenuto in perpetuo all'uso e transito come era allora, e che il ponte non potesse essere mai di una larghezza maggiore né minore di quello che aveva a quel tempo"
Il 5 giugno 1874, Dott. Achille Lanconelli F.F. di Sindaco, il Consiglio prende atto dell'obbligo che il Comune ha "a mantenere perpetuamente la ponticella sul Senio in corrispondenza alla via Violino e all'uopo e transito come al precedente dei pedoni e rotabili leggeri".
Il manufatto verrà ricostruito in continuazione alla ‘Violina’, le rampe alla sinistra del fiume saranno due, ma la rampa di destra resterà inalterata. 
Per rendere "più comodo accesso dei pedoni senza impedimento al transito dei veicoli leggeri" l'Ingegner Zampighi progettò due comode gradinate laterali larghe ciascuna m. 1,90. Quelle magnifiche scalinate che qualche scrittore con eccessiva enfasi, negli anni '80 affermò essere "così simili a quelle di Montmartre

 

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Le nuove rampe rifatte meno ripide nel 1960

 

      

Dal ponte sull'argine del fiume

 

La casa sulla sinistra è quella abitata da Ciuculèta e Malgher negli anni '30 e '40. Qui siamo nei primi anni del '900: si nota un negozio di stoffe.

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Stessa visualizzazione nel 2000

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... e nel  2004

 

     

Ciuculèta (Antonio Ghetti)
babbo di
Maurino Ghetti, geometra in Comune nel dopoguerra
 

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Qui abitava Ciuculèta (Antonio Ghetti) con la famiglia negli anni '30 e '40.

Antonio Ghetti, detto Ciuculèta, era commerciante di vermout, liquori, vini e botti. Esponeva solo di lunedì mattina in occasione del mercato settimanale di Alfonsine, proprio davanti alla porta d'ingresso alla casa, sotto la rampa del ponte.  Viveva con la famiglia nell'appartamento soprastante di fianco ai Caravita. Maurino geometra comunale nel dopoguerra era il figlio.

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Antonio Ghetti (Ciuculèta)
(negli anni '30)

 

   

Gigì d’Malgher (Luigi Caravita)
babbo di Graziella e Tina, (moglie di Carlo Soatti)

 

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Qui abitava Gigì d'Malgher (Luigi Caravita) con la famiglia negli anni '30 e '40.

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Tina Soatti alla finestra della casa

Luigi Caravita detto Gigì d'Malgher era commerciante di mobili e aveva il negozio espositivo sotto la rampa del ponte.  Viveva con la famiglia nell'appartamento soprastante. Ebbe due figlie Tina e Graziella. Tina Caravita si sposò poi con Carlo Coatti (d'Fant). Graziella Caravita ha svolto attività di pittrice. 

 

  

Lo spaccio di Emilio Graziani

 

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