Alfonsine

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Una camminata lungo il "Naviglio"

 di Luciano Lucci  

DA UN RACCONTO DI PINO ORIOLI

Poi mi diressi (nel 1939 .ndr) al canale Naviglio che corre tra Bagnacavallo e Alfonsine. Per me quel corso d'acqua è pieno di cari ricordi, ricordi della mia amicizia infantile con Bastianello.

Ben conoscevo il Naviglio! Quante volte vi andavamo a prendere i pesciolini dopo aver avvelenato l'acqua con una miscela che li faceva salire alla superficie, col muso in aria! (Dovevamo avere nove o dieci anni allora, perché più tardi ci mettemmo a pescare pesci più grossi). Di quando in quando anche un'anguilla di rispettabili dimensioni saliva a galla; allora ci divertivamo a cospargerci le dita di sabbia e a tenere il pesce per la coda movendolo su e giù perché smettesse di dibattersi e aspettando lo strano risultato, quasi immancabile. A poco a poco si formava un gonfiore nella pancia dell'anguilla, che si spostava lentamente verso la testa. Poi si apriva la bocca e sbucava fuori una rana, qualche volta viva, altre volte digerita a mezzo.

Ripensai ad altre passeggiate lungo il canale, con Bastianello e il mio cane Poldino, che era speciale per trovare tartufi sotto i pioppi, e a quell'indimenticabile giorno in cui facemmo a piedi la strada da Alfonsine a Bagnacavallo e al ritorno ci scordammo di riprendere i nostri poveri libri di scuola che avevamo sepolti... con disastrose conseguenze per me.”

DA ALFONSINE AL MAGAZZENO 

LUNGO IL CANAL NAVIGLIO A PIEDI O IN BICI

Cosa c’è da vedere? Spettacolari disegni della natura sulle cortecce dei pioppi bianchi che trovate qui sotto, poi la cava dell'ex-fornace Riserva Naturale della Regione Emilia-Romagna, i resti del Magazzeno, la Ca' de Gièval e la Casa dell'Agnese.

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 Il percorso si può fare in entrambi i lati del canale, sia a piedi che in bici, ma il lato sinistro  è più bello perché porta a poter vedere anche la cava ex fornace.

Con l'auto si può parcheggiare sul tratto di strada abbandonato subito dopo la rotonda quasi di fronte all'Haus Bier

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 Si attraversa la via Reale (SS 16) e si entra nel sentiero che è sull'argine destro.

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Poi subito dopo il passaggio sotto la ferrovia c'è sulla sinistra una sbarra e un ponticello che permette di andare nel lato opposto (argine sinistro del Canale Naviglio)

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e proseguendo si fa tutta l'oasi della ex fornace, e dopo attraversata la via Molinazza c'è il tratto che porta alla fine attuale del Naviglio nel Canale detto 'Scolo delle acque chiare' (o Destra Reno). 

Da lì si arriva a Ca de Gièval (Casa del Diavolo) e Casa dell'Agnese, 

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e poi lungo l'argine Reno  al Magazzeno, dove però ci sono solo due case private, con alcuni ruderi di un vecchio Oratorio.

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Se poi si vuole fare solo a tratti più brevi, si può partire parcheggiando sul ponticello del Naviglio, lungo la via Molinazza e scegliere se andare a nord verso Magazzeno o a sud verso la cava ex-fornace

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Tutta percorribile a piedi 

e con qualsiasi tipo di bici.

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