Alfonsine

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LA VITA QUOTIDIANA 

AD ALFONSINE E DINTORNI

TRA IL NOVEMBRE 1944 E L'APRILE 1945

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  LA GUERRA AD ALFONSINE

Per i bambini anche la guerra poteva fornire delle situazioni di gioco e di avventura, come la ricerca dei paracaduti dei bengala. Chi ne trovava uno era molto considerato nel gruppo degli amici. Le donne erano sempre in giro per procurare il cibo, portare delle informazioni e alcune volte anche qualche arma. Quelle più giovani dovevano stare attente, spostarsi a coppie o a piccoli gruppi perché c’era il timore dei soldati  tedeschi. Bisognava aver una bella faccia tosta perché quando i Tedeschi fermavano bisognava dire bugie come se fossero verità.

Con la ferma del fronte cominciarono a mancare i generi alimentari, già da tempo scarsi; solo alcune famiglie, quelle più ricche, avevano fatto grandi scorte. La gente sotterrò i beni di casa  in contenitori e cercò di nascondere ai Tedeschi le riserve alimentari (animali da cortile, frutta, legumi…).

 

BOMBARDAMENTI

Sul paese vennero lanciati migliaia di pezzi esplosivi, bombe da aerei e granate. I testimoni raccontano che si riparavano nei rifugi, ma spesso i colpi arrivavano improvvisi e non era possibile ripararsi. Furono distrutti molti edifici e si contarono 331 morti, oltre a molti feriti.

 

SFOLLAMENTI

Molti civili furono costretti a sfollare perché ebbero le case abbattute dai bombardamenti o fatte saltare o requisite dai Tedeschi per la loro posizione. Chi veniva cacciato poteva portare poche cose che, a volte, venivano requisite dalle truppe tedesche che si trovavano più avanti lungo i percorsi di sfollamento.

 

RASTRELLAMENTI

Per i clandestini italiani e per i soldati alleati che venivano a trovarsi nel territorio di Alfonsine, occupato dai Tedeschi,  i civili provvedevano a nasconderli nei rifugi e a spostarli da un posto all’altro quando c’erano i rastrellamenti tedeschi. Le informazioni venivano date da staffette e da civili che controllavano dal fiume i movimenti dei Tedeschi.

 

LIBERAZIONE

Il 10 Aprile ad Alfonsine iniziò con un bombardamento a tappeto degli alleati, ma i civili erano nei rifugi perché erano stati avvertiti. Gli uomini della Resistenza avevano disarmato i Tedeschi, ancora in paese, e alle 14.00 cominciarono ad arrivare i soldati alleati e quelli della divisione Cremona. Fu una gioia immensa, racconta, commossa, una testimone.

Laboratorio di storia a.s. 2002-2003 Istituto Comprensivo di Alfonsine: 

Ricerca realizzata dagli alunni delle 
Classi 5^ Scuola Elementare Plessi Matteotti e Rodari - Classe 3^A Scuola Media Plesso Oriani
 

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