Alfonsine


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Gli edifici importanti dal '900 ad oggi |  

I teatri e cinema alfonsinesi dall'800 ad oggi

 

Nell'800

Il Teatro Camerani

La sala Massaroli (sei qui)

Il Teatro Calderoni (e baracò)

Nell'900

Il Teatro-Cinema Aurora

Il Teatro-Cinema del Corso

Il cinema parrocchiale 
(scheda in costruzione)
Il teatro parrocchiale "Monti" 
(scheda in costruzione)
Il cinema Gulliver (scheda in costruzione)

La sala"Massaroli": 
il secondo teatro dell'800 alfonsinese

‘Sala Massaroli’

L'edificio antico denominanto 'Locanda' o 'Osteria' in seguito detto 'della Colombina', fu tra il '700 e i primi dell'800 l'unica locanda del paese. (Fu in seguito 'Tabaccheria e Spaccio', oggi ancora in piedi.
Di proprietà di Ercole Calcagnini e della moglie (per questo la locanda era anche detta 'locanda della Marchesa'), fu acquisito da Giacomo Massaroli e gli fu accorpato un edificio
nuovo  (l'attuale Palazzo Marini). 
Un "Fabbricato a due piani con stalla annessavi, sovraposta a questa una sala ad uso di spettatacoli pubblici" a cui si accedeva "per apposita scala', come si legge in un atto notarile del 8 luglio 1888'. Pag. 96 dal libro
"Le Alfonsine, il volto e l'anima" di Giovanni Zanzi e MariaFrancesca Zanzi (2014).

 La cosidetta ‘Sala Massaroli’ fu uno degli 'ambienti dove furono date feste memorabili e rappresentazioni drammatiche da varie compagnie.' Attivo dalla seconda metà dell'800 si trovava in via Roma, (‘oggi magazzino dello Stabilimento Marini – scrive ancora il Ballardini nel 1941). 

Il fabbricato detto "Sala Massaroli" è descritto in un atto testamentario del 30 aprile 1874 del defunto Giacomo Massaroli in favore del figlio Antonio, ancora minorenne all'epoca, e di lui tutrice la moglie madre Francesca Pasi. 
Si legge: 'Locanda e Stallatico detto 'della Colombina' ed attinenze, la parte anteriore del fabbricato costituente la locanda è di antichissima costruzione ... A Mezzodì del fabbricato evvi una corte nella quale il pozzo a metà muro di altro nuovo corpo di fabbrica, contermine alla corte
ed al fin qui descritto ad uso scuderia il pian terreno con scompartimento interno di colonne sostenenti le arcate e volte a vela superiori. 

Sopra vi corrisponde una gran sala con soffitto a ciel di carrozza (a volta n.d.r.) lunettato incompleto per ciò che riguarda gli infissi e la scala per ascendervi".                        pag. 96 dal libro "Le Alfonsine, il volto e l'anima" di Giovanni Zanzi e MariaFrancesca Zanzi (2014)

Il complesso "nelle Mappe Censuarie del Leonino (1811) è demarcata col n° 627 del catasto urbano" e confina "a ponente collo Stradone della Chiesa, a settentrione con altra Strada Comunale detta Pia (la futura via Roma n.d.r.)

Non v’è dubbio che si tratta dell’attuale Palazzo Marini: quindi al pian terreno c'era una scuderia, e gli scomparti per i cavalli erano separati da colonne che sostenevano arcate, e con il soffitto a volte con vela. (Ancora oggi si possono vedere). Sopra la grande sala per feste, rappresentazioni, balli, spettacoli pubblici, e anche sala da biliardo (1914).

I Massaroli sono presenti in Alfonsine fino dai primi anni dell’800. Famiglia di benestanti originari di Bagnacavallo, svolgevano la professione medica: il dottore Giacomo e il fratello dottor Giuseppe, che sposò la Marchesa Giuditta Passari Gallarani. Poi c'era l'altro fratello Don Paolo Antonio, prete e insegnate al Seminario di Faenza, e le sorelle Chiara e Domenica, poi Antonio figlio di Giacomo, divennero col tempo anche proprietari di diversi poderi lungo la via Stroppata, la Guerrina e la Raspona. Giacomo e suo figlio erede Antonio erano proprietari della casa di via Mameli (già casa Camerani, poi detta casa Ferné). Giuseppe invece viveva nella grande Villa in Borgo Sabbioni: in gergo popolare, la villa era detta “dl’ucarò”, per la presenza nel giardino di fronte alla villa di una vasca con fontana a forma di una grande uccello, forse un’aquila. 

La Sala Massaroli divenne poi sede del 'Circolo Cittadino', luogo esclusivo della borghesia alfonsinese dei primi anni del ‘900. Nel 1914 era frequentato dai monarchici e dai conservatori di Alfonsine. Per questo era conosciuto come “Circolo dei Monarchici” dalla gente del popolo.

Quel palazzo fu il primo ad essere assalito e saccheggiato dai rivoltosi della “Settimana Rossa”. Le foto qui di fianco (1914) sono le più vecchie che si hanno del palazzo e furono scattate in occasione di quei fatti.  

Caduto in disuso, fu affittato da Santino Tancredi (d’Plopi) che lo usò come deposito della sua carrozza funebre e dei cavalli con cui apriva i funerali dei ricchi. Negli anni ’30 Giuseppe Marini lo acquistò  per adibirlo a magazzino dell’officina Marini e tale rimase fino agli anni ’80. Donato al Comune dalla nuova società Fayat Group è stato adibito a sala mostre e centro di varie iniziative culturali.

Un'altra testimonianza rimasta a ricordo della sala Massaroli si trova nelle memorie di Vincenzo Ballardini: 
"Vi furono fino a una quarantina di anni fa (fino ai primi del '900 ndr) due sale per spettacoli pubblici: il Teatro Camerani ora fabbrica di Paste alimentari e la sala Massaroli in via Roma, oggi magazzino dello Stabilimento Marini. In questi due ambienti furono date feste memorabili e rappresentazioni drammatiche da varie compagnie".

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La facciata della Sala 'Massaroli' nel 1914, 
dopo l'assalto dei ribelli della 'Settimana Rossa'

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La stessa facciata nel 2010

Qui soprasi vede meglio il numero mappale 627:

È l'attuale Palazzo Marini e consisteva in un "Fabbricato a due piani con stalla anno savi, sovraposta a questa una sala ad uso di spettata pubblici" a cui si accedeva "per apposita scala', com si legge in un atto notarile del 8 luglio 1888'' .
Si tratta di un blocco unico (il 627), separato poi dal 626. Anche questo fu poi acquisito dal Massaroli e affittato all'ing. Zampighi.

Curiosa questa descrizione "A Mezzodì del fabbricato evvi una corte nella quale il pozzo a metà muro di altro nuovo corpo di fabbrica"
Il cortile che separava le scuderie dall'altra costruzione successiva aveva un pozzo a metà muro. Sembrerebbe, del disegno, un quadratino attaccato al muro della scuderia, e non dell'altra costruzione. Chissà... il cortile c'è ancora oggi.

 

Le Mappe Censuarie del Leonino (1811) Catasto Gregoriano

http://www.cflr.beniculturali.it/Gregoriano/mappe.php  

Si vede la Violina la Chiesa. Non c'è ancora quella che sarà Via Pia ('detta anche Via della 'Fame'), poi Via dell'Emancipazione (1904), e durante il fascismio Via Roma.

Si vede l'edificio antico denominanto 'Locanda' o 'Osteria' in seguito detto 'della Colombina', che qui era ancora di proprietà di Ercole Calcagnini e della moglie (per questo la locanda era anche detta 'locanda della Marchesa').

Fu tra il '700 e i primi dell'800 l'unica locanda del paese.

 

Stessa mappa ingrandita dove si vede col numero mappale 627 tutto il complesso denominato 'osteria' che nel sua parte più a est aveva uno 'stallatico'. 

Quando nella metà dell'800 divenne di proprietà di Giacomo Massaroli oltre allo stallatico, sopra vi fu allestita la sala per spettacoli. Alla sua morte passò al figlio Antonio Massaroli (1874) e la sua descrizione si legge nell'Atto Testamentario e in un successivo Atto Notarile del 1888, pubblicati a pag. 96 nel libro "Le Alfonsine, il volto e l'anima" di Giovanni Zanzi e MariaFrancesca Zanzi (2014).

Nell'800

Il Teatro Camerani

La sala Massaroli (sei qui)

Il Teatro Calderoni (e baracò)

Nell'900

Il Teatro-Cinema Aurora

Il Teatro-Cinema del Corso

Il cinema parrocchiale  Il teatro parrocchiale "Monti"  Il cinema Gulliver 

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