Alfonsine

| AlfonsineStrade, ponti e edifici pubblici Antonio Zampighi | Piazza Monti |

Piazza Monti: 
dalle travagliate origini fino ad oggi

 

La mappa qui di fianco fu fatta disegnare dai Conti Calcagnini per la disputa con i Ravennati che ambivano stabilire confini a loro favorevoli per queste terre vallive. 

Vi è disegnato il centro di Alfonsine a quei tempi. 

In mezzo la "Chiesa Santa Maria", a destra si legge "via Reale", sopra c’è il fiume Senio: siamo nella zona dove oggi c’è Piazza Monti.
In verticale si nota una stradina che si snoda lungo l'arginino di un fossato che sarà la futura "violina". Quel fossato che si prolungava lungo tutta l'attuale via Roma serviva da scolo delle acque che si andavano a disperdere nelle terre vallive a sud dette, nella mappa, "benedete bosc. Sig. Conte".
Oltre la chiesa si legge: "fabrica nuova che s'ha da far": una costruzione importante che dal disegno sembra un cimitero. Ancora alla fine del '700, c'era, proprio vicino alla chiesa, il cimitero che era lì da moltissimi anni.
Lo cita anche il Dall'Ara, priore (sindaco) di Alfonsine dal 1831 al 36 e nel 1846, in un suo intervento contrario alla costruzione del nuovo Municipio alla destra del fiume, in un terreno dei Corelli, posto dietro la chiesa: 
"e poi riguardo la natura del terreno non sappiamo quanto possa essere conveniente, e sana avendo servito per moltissimi anni al Cimitero Comunale.
Le altre costruzioni sono denominate "capanno" e c'è scritto chi le abita "sta bruto", "sta prete Domenico", "sta nuova", "sta il corelli", "virgilio", "sta tomasoni", "fabro", "sta bertoli" "luigino", "marchesi Corelli", "casa dove Sta virginio".

L'area dove sorgerà Piazza Monti dal '600 al '700

La mappa è databile fine '600. 
Il fiume Senio è la linea scura grossa in alto.

La Violina è al centro, con i portici Samaritani e Corelli. Lo "Stradone della Chiesa" è la linea diritta orizzontale.

A destra la linea verticale e la via Reale qui detta Strada Pubblica. Si noti che non c'è ancora il ponte. Sarà costruito solo nel 1838.
Poche le costruzioni:

I. La chiesa   
Y. Osteria della Marchesa di Fusignano (Il futuro spaccio di Alfonsine in fondo alla Violina)
H. L.  proprietà del Conte Antonio Samaritani.
M. Capanni

 

Nella mappa del 1735 si può notare il fiume Senio con la Violina e il ponte.

Il passo sul fiume alla via Reale è detto "Vado", ed è senza ponte.

Si vedono già i fabbricati dei Camerani e dei Corelli, la Chiesa col piazzale e la canonica. Dove sorgerà piazza Monti c'è un fabbricato dei Camerani. E al di là dello "Stradone della Chiesa" la costruzione che in seguito ospiterà negozi, spaccio e caffé di Tavalazzi. Nel 1838 questa costruzione è "l'unica locanda dell'Abitato", detta 'La colombina'. Qui c'era anche lo stallatico.

 

 

L'area dove sorgerà Piazza Monti  dal 1817 al 1840

In questa mappa del 1817 si può notare il fiume Senio con la Violina e il ponte.

Il passo sul fiume alla via Reale è detto "Vado", ed è senza ponte.

Si vedono  i fabbricatai di molti possidenti alfonsinesi, lungo lo "Stradone della Chiesa"

(34) La Chiesa col piazzale e la canonica.
Dove sorgerà piazza Monti c'è (32) Casa  Camerani .

A sinistra 
(31) Casa Isani,
(30) Casa Scardovi,
(33) Casa Isani.
(35) Casa Corelli
(37) Casa Salvatori
(38) Casa Bendazzi
(42) Casa Marini

Al di là del Senio la via "Borghetto" con le case (20) Samaritani, (21) Mascanzoni, (22) ........ , (23) Corelli, (24) Isani, (25) Camerani, (26) Lanconelli, (27) Gagliardi, (28) Isani, (29) Lugaresi, (30) Scardovi, (39) Casa Finotti, ( 40) Casa Fuschini, (43) Lanconelli.

Nella mappa del 1829 si vede l'attuale piazza Monti, lo Stradone della Chiesa (oggi Corso Garibaldi), la Violina, via Borse, il Vado di Ravenna. 

Ben evidenziata è la chiesa, con l'abside e la facciata rivolta verso lo Stradone.

La seconda croce, alla destra della chiesa, indica dov'era collocata una croce vera in travertino: essa era stata donata alla parrocchia di Alfonsine da Paolo Massaroli di Bagnacavallo nel 1809. Poi in seguito fu sistemata all'ingresso del cimitero dove si trova attualmente.  E’ una delle mappe commissionata a supporto del cosidetto partito della destra Senio: di quelli che volevano potenziare la zona della piazza e della chiesa.  Qui al centro della mappa c’è la Violina e si vede come tutti gli altri borghi siano disegnati dando una visuale che li direzione tutti verso il ponte sulla Violina. Infatti in quegli anni si è aperto il dibattito se costruire un nuovo ponte al posto del vecchio della Violina o rifarne un altro sul Vado, cioè sulla Reale. Pianta dimostrativa la località del maggior abitato delle Alfonsine; del Ponte che attualmente serve per l'immediata e più facile comunicazione, ed accesso alla Parrochiale, pub.a Piazza, (punto principale di riunione degl' Abitanti;) diverse Botteghe, Caffé, Osterie, come alla Lett.a D.
Lett.a A: Vado cosidetto di Ravenna destinato per l'Erezione di un Ponte carreggiabile, totalmente fuori dell'Abitato. Lett.a B: Ponte attuale non carreggiabile che direttamente mette alla Parrochiale e questa Piazza Lett.a C:.

Il “partito della destra Senio”


La mappa del 1838 ci indica che si era all’inizio di un dibattito e di una serie di proposte fatte per costruire un palazzo Comunale.
Il “partito della destra Senio” aveva proposto di acquistare il terreno A per costruire qui il nuovo Palazzo Comunale. Tale acquisto fu fatto nel 1845.

Il terreno marcato A
Da una nota della Legazione di Ravenna che sosteneva le scelte della destra Senio:
nell’unita Pianta ho marcato la Chiesa Parrocchiale, ed i fabbricati adiacenti al detto Terreno, che confina a levante colle residuali ragioni dell’Ill.mo Sig.r Vincenzo Corelli, a Ponente colla Via grande detta Stradone della Chiesa, ad Ostro con altro tenimento dello stesso Sig.r Corelli, ed a Settentrione colle ragioni del Sig.r Giuseppe Lugaresi
Ma qui il palazzo non si fece mai, anche se alla fine vinsero coloro che volevano costruire il palazzo Comunale nel vecchio centro di Alfonsine.

1848 al 1945

Ai primi del
1848 dopo anni di diatribe e di sordide lotte tra i possidenti alfonsinesi, spesso per interessi privati, prevalse il partito che decise di erigere la sede municipale dove oggi esiste l’Ospedale. 

Ma nella notte del 24 marzo il partito contrario, che lo voleva nel paese vecchio vicino alla chiesa, “portatisi nel fabbricato, appena terminato, un carro di combustibile fu lanciato e incendiato tra gli applausi della popolazione accorsa. Questo primo sacrificio a Vulcano fu di cattivo augurio per gli altri edifici consimili nell'avvenire” (da un manoscritto del maestro Vincenzo Ballardini)

Solo dal 1855, col Priore Pietro Dall'Ara in Magistratura, ( corrispondente all'odierna Giunta Municipale), ad Alfonsine si decise di individuare un centro del paese attorno ad una pubblica piazza. Si era risolto definitivamente il problema della collocazione della chiesa, quella chiesa costruita dai Calcagnini nel 1540 e dedicata a Maria Vergine delle Grazie: si era giunti ad un punto fermo e cioè che l'unica chiesa delle Alfonsine sarebbe rimasta in destra Senio.

 

Nell'agosto del 1858 veniva pubblicato un avviso che invitava "all'esibizione di offerte di terreno per parte di quei Possidenti che ne ritenessero nella centralità del Paese".  

Furono presentati tre progetti: uno da parte di Vincenzo Corelli che offrì un terreno a ridosso del Senio, tra le proprietà Venturi, l'argine del fiume, la chiesa e il caseggiato che costeggiava la Violina, 

con carraia per accedervi ed offrendo anche una ghiacciaia di sua proprietà, altri due da parte di Pietro Lugaresi che offrì terreni situati uno in strada Pia e l'altro in un orto a fianco della proprietà di Francesco Marini con accesso dallo Stradone della Chiesa.  

Anche i fratelli Camerani che possedevano un grande orto con fabbricati posto all'angolo dello Stradone superiore con la Violina, di fronte alla chiesa, furono sollecitati ma non accettarono. 

Il Consiglio Comunale a proposito della scelta del luogo ove erigere "le beccherie e le pescherie", aveva indicato chiaramente la necessità di individuare il centro del paese attorno ad una pubblica piazza da collocarsi adiacente alla chiesa. Il terreno era, anche se non nominato, l'orto dei fratelli Camerani, quello che darà vita a piazza Monti. 

Fu questo l'atto con cui i rappresentanti della città designarono il loro centro. 
Per vizio di forma, anche allora la proposta non fu accettata, ma l'idea restò e crebbe, tanto che il 12 settembre 1861, il Consiglio Comunale, Sindaco Camillo Corelli, nominò "una Speciale Commissione ... per determinare coi Signori Matteo e Giuseppe Camerani le massime riferibili ad una loro proposta di cessione di Fabbriche e terreno ortivo per lo smercio di commestibili e alla costruzione di locali ad uso di Pescherie e Macelleria

Nasce finalmente 
piazza Monti

Il 14 aprile 1862 fu stipulato l'atto di compravendita tra il Comune ed i fratelli Giulio e Matteo Camerani dell'appezzamento di terreno e fabbricati urbani del valore, secondo la stima dell'Ing. Zampighi, di £ 37.942,500.
   I fabbricati urbani erano detti 'case Camerani', due vecchie costruzioni che si trovavano di fronte all'attuale Caffé Bar 105 (ex-Tavalazzi), che si vedono ben contrassegnata nella mappa disegnate qui di fianco. 
   Alcune di quelle casette vicine l'edificio divennero botteghe. L'orto diventò l'attuale piazza, sistemata alla meglio cui fu dato il nome del poeta Vincenzo Monti e la Violina fu allargata e selciata con due marciapiedi laterali.

Il 19 agosto 1862 "il sindaco trasmette al prefetto per l'approvazione l'atto Consigliare con cui è designata la località per l'impianto della Pescheria, Macelleria e per la nuova piazza di mercato in quel comune". 

Il progettista è l'Ingegnere Comunale Antonio Zampighi ed in quella occasione, probabilmente, si decise anche di costruire una "Tettoia nell'area della pubblica piazza" lungo il confine Lugaresi che dalle pescherie giungevano fino allo Stradone della Chiesa, forse adibita al mercato dei bozzoli. Nel tempo quella tettoia verrà in parte inglobata nei locali del palazzo comunale e parte trasformata in botteghe. 

 

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Questo particolare della mappa del centro originario di Alfonsine è del 1552
(Arch. Stor. Com. di RA n° 506)

Fu fatta disegnare dai Conti Calcagnini per la disputa con i Ravennati che ambivano stabilire confini a loro favorevoli per queste terre vallive. 

 

 

 

 

 


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XVII sec.

 

 

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Anno 1735

 

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Anno 1817

 

 

 

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Anno 1829

 

 

 

 

 

 

 

 

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Anno 1838

 

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Anno 1838

Questa mappa del 1838 mostra la proprietà di Giovan Antonio Camerani, che possedeva anche il fabbricato proposto da lui, già all’epoca, come possibile futuro Municipio, nella zona d'angolo tra la "Violina" e "Lo stradone della Chiesa". Fu redatta dall'ingegner Sigismondo Ascani nel 1838 per la scelta del Comune di Alfonsine di acquistare un terreni e un fabbricato dove erigere il nuovo municipio. Questa scelta però generò uno scontro politico all'interno dei possidenti di Alfonsine che si trascinò fino al 1874, anno in cui fu deciso finalmente di realizzare il progetto indicato nella mappa.

Segue la documentazione allegata alla mappa

Zona n° 3
Siamo sotto la rampa del fiume Senio, i cui argini si vedono appena tratteggiati, in alto. A destra i portici Corelli  e a sinistra i portici Camerani. Nella documentazione allegata alla mappa sono descritti come "Luogo nel quale esistono le botteghe di caffé, macelleria, salsami, pescheria". I proprietari erano il sig. Vincenzo Corelli e il sig. Giovan Antonio Camerani, (due famiglie strettamente imparentate: i due sopracitati erano cugini).

Zona n° 969
E' tutta proprietà di Giovan Antonio Camerani, che possiede anche un fabbricato, proposto da lui come possibile futuro Municipio, nella zona d'angolo tra la "Violina" e "Lo stradone della Chiesa": si vedono due fabbricati contrassegnati, proprio nella zona dove verrà nel 1874 costruito il Municipio. Il terreno è coltivato e  è descritto come  "orto". Tutto questo diventerà piazza Monti.

Zona n° 4
E' la casa che diventerà lo spaccio di Ricco e poi di Pitadé. Nella documentazione allegata alla mappa è descritta come "Locanda unica dell'Abitato"

Zona n°5
Qui siamo nel piazzale della Chiesa Parrocchiale. Si vede la pianta della Chiesa, con alcune costruzioni che fungono da canonica. La chiesa ha qui ancora la facciata rivolta verso lo Stradone. Si nota però che è contrassegnata una parte in scuro che sarà la futura nuova Chiesa con la facciata rivolta alla Violina. Nella documentazione allegata alla mappa è descritta come "Mercato Comestibili". Quindi vi si svolgeva il mercato

Zona n° 471
E un terreno che correva a lato dell'attuale Carraretto Venturi, fino in fondo dove c'era il palazzo detto "Ospedale del lazzaretto", perché fu adibito a ricoverare in quarantena gli ammalati della micidiale epidemia di colera del 1855, che durò dal 5 agosto al 23 novembre. Su una popolazione di 7082 abitanti 242 furono colpiti e 127 morirono. Nella mappa quel palazzo esisteva già ed era della famiglia Corelli. Tra le opzioni proposte al consiglio degli Anziani (una specie di giunta comunale) il Camerani e il Corelli avevano proposto che anche questa costruzione potesse diventare il futuro Municipio. Il borgo attorno ancora oggi (2003) è denominato 'e lazarett', da chi parla ancora dialetto.

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Il primo nuovo fabbricato 

"Pescherie e Macellerie"

 

Si può indicare il 1863 come l'anno della costruzione del "nuovo fabbricato Pescherie e Macellerie" per il quale il nuovo Sindaco Vincenzo Samaritani nominò un membro della Deputazione alla sorveglianza dei lavori (23 maggio 1863), lavori appaltati per la somma di £ 39.800 al sig. Giacomo Massaroli (20 giugno).Il 3 settembre il Sindaco trasmise al Prefetto l'atto relativo alla collocazione negli spazi "del pesce e carni fresche ed affittanza delle botteghe a ciò destinate"`. 

Furono costruite prima le due palazzine su disegno dell'ing. municipale Antonio Zampighi.

 In seguito fu costruita tra le due palazzine, più arretrata, una loggia ad arco che servì per qualche tempo ai merciai durante il mercato della domenica e alle truppe di passaggio. Tali ambienti a poco a poco furono trasformati in “foro annonario” e molte botteghe, fino ad allora sparse, si riunirono qui.

Il Dottor Achille Lanconelli, Delegato Scolastico Mandamentale di Alfonsine, scrisse che  "nel 1863 furono edificate a foggia di foro annonario le beccherie e pescherie ... che mirabilmente si prestano coi loro ampi portici interni ed esterni ... e colle botteghe, al commodo ed alle bisogna del pubblico, mentre offrono allo sguardo la gradevole ed allegra forma di un anfiteatro ... 

Al pian terreno numeriamo nella parte dei due edifizi prospicienti la piazza quattro negozi: nella forma semicircolare interna di prospetto vedesi a forgia di tempietto un ben disposto locale a pescheria, e ai lati ben dieci negozi a beccheria"`. 

I due massicci avancorpi erano alleggeriti, al pianterreno, da un porticato scandito, ognuno, da sei colonne, quattro delle quali poste centralmente a coppie e le altre adiacenti ai pilastri laterali, ornati da bugnature, che sostenevano un architrave mentre ai lati il porticato si apriva con un arco a tutto sesto. Al piano superiore scorreva, sopra due linee aggettanti (marcapiano e marcadavanzale), un ordine di finestre incorniciate su una liscia superficie creando così una scenografia di pieni e di vuoti contrappuntati da forme diversamente disegnate che davano ai due gravi edifici un senso di armonica leggerezza. Tra i due edifici era ubicato l'ingresso principale che conduceva alla piazzetta interna circoscritta in forma semicircolare dalle botteghe a cui si accedeva attraverso un porticato le cui colonne erano state edificate con mattoni speciali a quarto di cerchio ed il cui basamento, pure in cotto, era costituito da pezzi speciali sagomati come sagomati erano pure i capitelli in sasso, in un sol pezzo. 

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Il foro annonario con le due palazzine 
e le pescherie e beccherie

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Uno dei due edifici prospicienti la piazza, 
ai lati del foro annonario

 

Le due palazzine 
con le pescherie e beccherie

 

Il nuovo Municipio

Stanziati nel frattempo i soldi per realizzare il progetto di un vero nuovo Municipio, nel 1872 se ne avviò la progettazione, a cura dell'Ing. Zampighi. 

Con la posa del monumento “della pigna”, augurante fortuna e prosperità davanti al “Foro annonario” (più o meno dov’è a tutt’oggi) si avviò la realizzazione dell’opera. 

Per alcuni anni vi furono interventi e modifiche del progetto, dovute a spinte varie, e solo nel 1874 si annunciò la costruzione del palazzo comunale  'in maggior mole', cioè ingrandito. Alla fine risultarono due edifici costruiti: uno 'Fabbricato ad uso Uffici Comunali e Pretura' prospiciente la piazza, l'altro, le 'Carceri Giudiziarie', sul retro, avendo inglobato la tettoia preesistente.

Al palazzo comunale progettato all'inizio come blocco unico a fianco delle due palazzine del foro annonario, si erano quindi aggiunte modifiche successive per realizzare carceri e ufficio pretura. Comunque solo tra il 1876 e il 1877 vengono appaltati i lavori e inizia la costruzione, che terminerà nel 1878.

Da lì a qualche anno un incendio distrusse completamente la vecchia casa Camerani, che nel frattempo era stata adibita anche a sede per la Scuola Femminile. Tale casa fu demolita completamente. 

Nel frattempo anche per la vecchia chiesa si era avviata un’opera di risanamento fino a cambiarne l’orientamento, ruotandola di 90° gradi in senso orario, con la facciata principale rivolta verso il nuovo Municipio.
Nel 1874 la nuova piazza era pressoché definita. 

Ma il dio del fuoco Vulcano soggiornava ancora lì. Il municipio subirà un gravissimo incendio da parte dei manifestanti durante i giorni infuocati della cosiddetta “Settimana Rossa” del 1914. Fu riparato nel 1915, ma 30 anni dopo venne di nuovo distrutto (questa volta definitivamente) dai tedeschi che minarono quasi tutta la piazza Monti.

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1914: il Municipio dopo l’incendio della Settimana Rossa

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1914: il Municipio dopo l’incendio della Settimana Rossa

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Anno 1900, Municipio senza orologio, Palazzine con monumento

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Anno 1900, Municipio con orologio, Palazzine con monumento
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Il Municipio, una Palazzina e a destra, dietro, il loggiato del “Foro annonario”

 

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Qui sopra piazza Monti nel 1884. A sinistra il Municipio e le due palazzine delle pescherie. Si nota anche il monumento della pigna (contassegnato). Questa immagine di piazza Monti è tratta da un quadro disegnato nel 1884, E' un disegno dal vero  realizzato da Giuseppe Marzocchi; è di proprietà di Luigi Mariani. 
Al centro la "Violina" con i pilastrini o fittoni. A destra la chiesa senza ancora la canonica.
Nel campanile c'è ancora l'orologio.
In fondo sulla sinistra una ciminiera da dove esce fumo (una fabbrica di carbone o di mattoni o un'industria di produzione liquori ?) Il futuro Palazzo Santoni è costruito solo per metà.

Qui sotto lo stesso punto di vista nel 2004.

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Piazza Monti nel 1945

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Piazza Monti nel 1945

Piazza Monti nel 2004

 

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