Alfonsine

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Approfondimenti

Il "lazzaretto" anno 1938 

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Approfondimenti

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Il 'Lazzaretto' (sei qui)

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Piazza Monti 19
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Come venne distrutto tutto il paese vecchio

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Alfonsine dopoguerra

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La chiesa Santa Maria

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Casa del fascio

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Qui si vede la zona detta "lazzaretto" o Carraretto Venturi.

Foto scattata nel 1938 dall'aereo dell'alfonsinese Serafino Faccani, pilota dell'areonautica militare dell'epoca. 
Dall'alto verso il basso, nella parte a sinistra: le scuole elementari, l'asilo parrocchiale, già Circolo dei Repubblicani, poi il Teatro Aurora di Eugenio Gessi, i gabinetti pubblici, varie abitazioni. In basso al centro il Palazzo de' Ciné. Proseguendo a sinistra dal basso verso l'alto: orto di Giasò, Casa Bosi, la chiesa Santa Maria, il teatro parrocchiale, abitazioni varie.

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piazza Monti distrutta
Piazza Monti distrutta

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Il Municipio distrutto

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Casa Lugaresi

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Dal ponte vecchio alla piazza Monti

 

 

e' Lazarett

 

C’è un piccolo quartiere nel paese vecchio che si chiama e’ lazarett (il lazzaretto). 
Ufficialmente la via su cui si distende è chiamata via Carraretto Giuseppe Venturi.

La foto qui sotto è tratta da Google Earth nel 2012

Qui sotto com'era prima dell'ultima guerra da una foto scattata nel 1938 dall'aereo dell'alfonsinese Serafino Faccani, pilota dell'aeronautica militare dell'epoca. 

 

L'ORIGINE DEL NOME

Dal 5 agosto al 23 novembre del 1855  ci fu ad Alfonsine un’epidemia di colera che aveva colpito tutta Italia. Su una popolazione alfonsinese di 7082 abitanti 242 persone furono contagiate e 127 morirono. Nel terreno che correva a lato dell'ancora presente Via Carraretto Venturi, in fondo c'era una costruzione ("Casino") che, come si deduce da alcune mappe, esisteva già alla fine del ‘700. Proprio in questo in questo locale vennero ricoverate in quarantena gli ammalati della micidiale epidemia.

Fu chiamato quindi "Ospedale del lazzaretto", e da allora a tutta la zona è rimasto il nome di “lazzaretto”, anche se poi quella costruzione non servì mai più a quello scopo.

GIà NEL 1552...

La mappa sotto mostra il centro originario di Alfonsine nel 1552 (Arch. Stor. Com. di RA n° 526).  

Fu fatta disegnare dai Conti Calcagnini per la disputa con i Ravennati che ambivano stabilire confini a loro favorevoli per queste terre vallive. Dietro alla Chiesa Santa Maria, si legge: "fabrica nuova che s'ha da far": cioè una costruzione importante che dal disegno sembra un cimitero. Infatti qui, vicino alla Chiesa, c'era il cimitero ancora alla fine del '700, da moltissimi anni.  Lo cita anche il Dall'Ara priore (sindaco) di Alfonsine in un suo intervento a sfavore della costruzione del nuovo Municipio alla destra del fiume: "e poi riguardo la natura del terreno (quello del Corelli, dietro la chiesa ndr) non sappiamo quanto possa essere conveniente, e sana avendo servito per moltissimi anni il Cimitero Comunale." (da "Quaderni Alfonsinesi" N° 13 pag 7).

 

Quindi quella zona era ancora alla fine del ‘700 adibita a  cimitero, quando poi con Napoleone ci fu l’obbligo di spostare i cimiteri fuori città, il terreno divenne proprietà dei Corelli e ci costruirono un casotto e ci fecero un orto.

Nella mappa successiva del vecchio centro di Alfonsine, alla destra del Senio si nota il fiume Senio e lo 'Stradone della Chiesa". Qui è disegnato il vecchio ponte della Violina sul Senio che fu costruito per la prima volta nel 1760; mentre il nuovo ponte del "Vado", sulla via Reale, non c'è ancora.

Alfonsine alla Destra del Senio
(Archivio Storico Comunale di Ravenna mappa n° 571)

La mappa qui a sinistra è dotata di una legenda e di una didascalia, che permette di capire che sul terreno contrassegnato con la “L” dietro la chiesa c’è un ‘orto e "Casino"’ e che all'epoca era del Conte Samaritani. In seguito sappiamo che fu di  Vincenzo Corelli. 
Il "Casino" è quella costruzione che nel 1855 fu adibita a ospedale per i malati di colera in quarantena. Diventò poi alla fine '800 primi '900 il Palazzo di Ciné.

 

Questa mappa a sinistra è del 1828 e ci dice che il terreno che confinava a nord con la Chiesa è del sig. Vincenzo Corelli. Con la freccia rossa abbiamo indicato la costruzione già apparsa nella mappa precedente
Nella mappa sotto del 1829, così come nella successiva del 1838, tratte da ‘Quaderni Alfonsinesi’ n°12, si nota tratteggiato il Carraretto Venturi e in fondo già alcune case di cui la più grande è la casa di Corelli che sarà adibita a ospedale nel 1855 (con un click sopra le mappe, si avrà un ingrandimento)

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Il Lazzaretto negli anni ‘30

Non abbiamo notizie di come e quando gran parte della zona sia diventata proprietà di un signore di nome Antonio Martini, detto Ciné. Fatto sta che molti edifici furono qui costruiti e affittati a numerose famiglie proprio da questo signore.

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(con un click sopra le mappe, si avrà un ingrandimento)

La casa di ‘Ciné’ (Antonio Martini)

Il primo "Ciné" era un Martini sposato con Marianna (d'Teraciossa), da cui ebbe tre figli. Il 'Ciné' noto ai vecchi alfonsinesi del 2000 era il figlio Antonio detto Toni d’Ciné

Il Palazzo di Ciné  è quello dove abitò Antonio con mamma Mariana. Un fratello viveva a Bologna. Aveva anche una sorella. In quella casa abitavano altre tre famiglie: Zalambani che erano in tre; i Pagani in tre; i Ravaioli erano in due.

(con un click sopra le foto, si avrà un ingrandimento)

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La casa de’ Ciné, andata distrutta con la guerra (foto 1936)

 Casa ‘Ciné’ (Antonio Martini) in un disegno di Tullio Samaritani

 

Gente del lazzaretto negli anni '30-40

(con un click sopra le foto, si avrà un ingrandimento)

 

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I ‘servizi’ in comune degli affittuari delle case di ‘Ciné’ da un disegno di Tullio Samaritani

Moglie di Gordini (Banditò), sorella di Pezzi (Pedro), Pinuccia, Buzzacchi, Vanda, Ventiglia, Teresa (Sina) Contessi, Elsa, figlia della Ginevra e di Frazcò d'Preda che sposerà Contessi, Ina Mazzanti.

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Il suo nome era Carlina (Gigiò era il marito): venditrice di frutta secca, liquerizia e gazzose; poi lupini e le caldarroste d’inverno. 
Ogni mattina piazzava la sua bancherella nell’angolo di corso Garibaldi con Carraretto Venturi.
La foto di sinistra è degli anni '30. A destra la Gigione, da un disegno di Tullio Samaritani.

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Da sinistra: Gigliola Guadagnini, nipote di Amleto, Pinuccia Filippi (sarà maestra di danza), Ugo Guadagnini nipote di Amleto,  Luigi Seganti (Gigì), Vincenza Corelli-Grappadelli

(con un click sopra le foto, si avrà un ingrandimento)

Com'è il lazzaretto oggi?

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Lazzaretto 2012

Lazzaretto 1945 dopo  la distruzione di quasi tutto il paese vecchio

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Il Lazzaretto nell'anno 2012

Il Lazzaretto negli anni '30 nello stesso punto della foto di sinistra

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Ex-forno "Erculì", poi Sciopp, poi nel dopoguerra Bragonzoni. 2012 Forno Chilino Toschi.i

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Casa di Pia Lippi e di Facciotto-Lippi (dove c'era il teatro parrocchiale)

 Teatro Parrocchiale (anni '30), con ulteriore deposito di biciclette

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2012: ex asilo, ex-campetto del prete

Asilo Parrocchiale anno 1930

 

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Teatro 'Aurora'

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L'Asilo
Parrocchiale

 

La Pia d’Dindané (Pia Battaglia in Lippi) anni 100 ( nel 2004)

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