Teatro Calderoni (e' Baracò) 1924 dopo l'incendio

Alfonsine

                         

Un libro su Alfonsine
"E' Café d'Cài" 

(clicca qui, è tutto sul web)

Questo sito è ideato e gestito interamente da Luciano Lucci             

      cerca  in questo sito 

 
          

 

 

 L'origine del fascismo  e dell'antifascismo  ad Alfonsine
(clicca qui per tornare all'indice di questi contenuti)

FINE DEL 'BIENNIO ROSSO'

E AD ALFONSINE? 

... ancora scontri con feriti tra socialisti e repubblicani per la questione dell'''Umana'.
24 ottobre elezioni amministrative ad Alfonsine: netta vittoria dei socialisti. 

Il 28 febbraio il proprietario Piancastelli vendette al Consorzio Autonomo delle Cooperative (repubblicano) tutti gli 800 ettari della tenuta 'Umana' per 1.250.000 lire.
Ai braccianti repubblicani furono dati anche i lavori di terra per il Consorzio Canal Vela e Filo-Longastrino. I socialisti, che avevano un numero di braccianti di 1200 contro i 150 repubblicani, occuparono le terre e cacciarono i braccianti repubblicani. per vari giorni ci furono manifestazioni e scontri tra gli operai delle due Leghe.

Il 23 marzo si riunirono a Roma vari deputati e rappresentanti delle due Federazioni bracciantili. Fu ratificata una mediazione che però non accontentò i repubblicani.

La tensione crebbe e in maniera drammatica.

Il 1° maggio del 1920 ci furono gravi scontri violenti tra braccianti socialisti e braccianti repubblicani. Ad Alfonsine un gruppo di socialisti  si imbattè in uno di repubblicani e nacque una discussione sulla questione dell''Umana'. Ci furono feriti da entrambe le parti: Angelo Guerrini (repubblicano) di anni 23 e Aristide Pattuelli (socialista) di anni 29.

Avlè l'Umana/si no agli è bot,/ abbasso Mazzolani/ Ch'l'è un puliziott/'

Mazzolani era un deputato repubblicano che aveva tentato la mediazione tra le Federazioni.


Dopo il 23 luglio data del Congresso dell'Internazionale Socialista a Mosca,  si formò nel Partito Socialista alfonsinese una corrente 'comunista'.

AD ALFONSINE ELEZIONI AMMINISTRATIVE  

municipio.jpg (131419 byte)

Il Municipio di Alfonsine com'era nel 1920

Il 24 ottobre ci furono ad Alfonsine le elezioni amministrative, dopo due anni di Commissari Regi. Nel 1916 il sindaco socialista di allora (che era Camillo Garavini) appena eletto nel 1915, era stato commissariato in seguito a denunce, delazioni e una lettera anonima (pare di Eugenio Gessi), per cui era andato a processo e condannato, e l’Amministrazione sciolta.

Comunque nel 1920 col sistema maggioritario i socialisti (massimalisti) ottennero 24 seggi su trenta; unica minoranza espressa fu quella dei repubblicani con 6 eletti, cinque dei quali ex-combattenti.

I socialisti: Lanconelli Filippo, Calderoni Paolo, Marocchi Tommaso, Dradi Francesco, Galletti Domenico, Gamberini Gaetano, Bonora Giovanni, Rossi Giovanni, Dragoni Luigi, Calderoni Luigi, Burzacchi Vincenzo, Taroni Angelo, Dari Ettore, Montanari Dante, Taroni Vincenzo, Tambini Primo, Faccani Alberto, Bernabè Antonio, Faccani Giuseppe, Garaviní Camillo, Graziavi Antonio, Pagani Bruno, Bini Giovanni, Minguzzi Andrea.

I repubblicani: Margotti Giuseppe, Galvani Giuseppe, Garanti Natale, Errani Guido, …., ….

Il Consiglio Comunale si riunì subito ed elesse la giunta e il nuovo sindaco che fu di nuovo Camillo Garavini (Camilé d’Pirocia’).

DISCUSSERO DI  QUANDO "il proletariato medesimo si impadronirà del potere politico instaurando la propria dittatura"

Il Consiglio si espresse con vari ordini del giorno contro il Governo di Roma che “sembra voglia cedere a quel nefasto nazionalismo e militarismo che ha rovinato la nazione” Garavini (socialista).

Margotti (repubblicano) presentò un ordine del giorno: “il Consiglio comunale protesta energicamente contro l’infierire della reazione borghese, coadiuvata da pochi democratici e dai fascisti reazionari. Manda un saluto a tutte le vittime della reazione e specialmente alla splendida figura dell’agitatore Malatesta (capo anarchico ndr)

Taroni Vincenzo (per la maggioranza socialista massimalista) presentò un altro ordine del giorno: “Il C.C. eleva la sua fiera protesta contro il governo che, colpisce nei rappresentanti del proletariato rosso d’Italia, le conquiste ottenute mercé sacrifici enormi. Invia una parola di commovente condoglianza alla moglie del compagno Arul assassinato dai sicari assoldati dai baroni siciliani, ed una promessa ed un augurio ai carcerati; da Malatesta a tutte le vittime politiche predicando fra le masse lavoratrici la necessità di armarsi per fustigare gli eventuali palesi tentativi di reazione antilibertaria

Il sindaco invitò il consigliere Margotti a ritirare il suo o.d.g perché in sostanza uguale a quello di Taroni. Margotti aderì e venne approvato all’unanimità quello socialista, anche con i voti repubblicani.

Poi si aprì la discussione su un intervento del sindaco che citava il ruolo dei Comuni in mano alla sinistra come base “per il momento in cui il proletariato medesimo si impadronirà del potere politico instaurando la propria dittatura…”. 
Ribattè il repubblicano Margotti “I repubblicani sono con il popolo russo e ne desiderano la rinascita, ma contro Lenin e la dittatura del proletariato, perché il partito repubblicano è contro tutte le dittature.” 

Bernabè socialista intervenne dicendo che “anche il socialismo è contro tutte le dittature come fine, e che invece è favorevole alla dittatura proletaria come mezzo

Intanto nel resto d'Italia, durante il 19 e il ‘20, contestualmente alla nascita dei Fasci italiani di combattimento, si erano andate formando varie squadre militarizzate di destra e di sinistra: le ‘squadre d’azione’ (fasciste) e le ‘Guardie rosse’, formazioni di difesa proletaria. Vari e diffusi gli scontri che avvennero tra loro.  

Alle provocazioni fasciste studiate e organizzate in modo scientifico, le reazioni delle 'Guardie Rosse' furono sempre militarmente dilettantesche e incapaci di valutare gli effetti politici delle loro azioni. 

La pubblicistica fascista costruì ben presto il mito del “biennio rosso” e della rivoluzione sovietica alle porte per accreditare il fascismo come unico salvatore della libertà (s’intende della libertà degli industriali e degli agrari) e dell’ordine. 

I fatti, però, sembrano smentire questa mitologia fascista e, conseguentemente, la contro mitologia antifascista che ingigantì come momento rivoluzionario l’occupazione delle fabbriche, dilatandone la dimensione sindacale.

guardie rosse.jpg (2204895 byte)

Guardie rosse (socialisti)

Squadre d'Azione (fascisti)

 L'origine del fascismo  e dell'antifascismo  ad Alfonsine
(clicca qui per tornare all'indice di questi contenuti)