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Casa Monti all'inizio del '900.

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Omicidio a Casa Monti

La famiglia Bagnara abitava nella casa natale di Vincenzo Monti, che aveva acquistato da un nipote del Monti, Giovanni Monti,  che dopo essersi allontanato dalla Romagna, la vendette nel 1822 al sig. Cassiano Bagnara, che fu poi ereditata dal figlio Giovanni sposato con Lucia Garavini.
La notte della tragedia il  figlio di Giovanni, Cassiano Bagnara, fu bloccato sull'uscio di casa per farsi consegnare i trenta scudi vinti alla tombola di S. Pietro in laguna, a Faenza.

Nella sera dalli 20 novembre dello stesso anno (1862) fu assalito Cassiano Bagnara e quel tentativo se non raggiunse l'effetto voluto dai grassatori, la depredazione di somma ingente, ebbe gravissime funeste conseguenze, portando nella famiglia di Giovanni Bagnara il lutto della perdita del figlio Cassiano, e di un servitore fedele Gian Maria Marabini. 

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Lapide posta a sinistra dell’ingresso principale nella chiesa cimiteriale di Alfonsine che ricorda la famiglia Bagnara

Sulle ore 8 di quella sera Cassiano Bagnara in vicinanza della sua casa venne aggredito da due sconosciuti che gli appuntarono contro i loro fucili e gli chiesero il denaro. Disse Cassiano che si prendessero quello che aveva, ma gli risposero che ci volevano migliaia di scudi. Cassiano più spaventato soggiunse che seco lui entrassero in casa, che suo padre avrebbe dato tutto il denaro che possedeva. Fu spinto da quei due ribaldi verso la porta. Fu obbligato di battere ad una finestra e di farsi da essa consegnare il denaro. La famiglia inconsapevole dell'insidia spedì il servitore Gian Maria Marabini ad aprirgli la porta, ma tosto uno dei malfattori dipartitosi dall'assalto, l’investì col fucile, ed impegnatosi seco lui in breve lotta venne l’infelice Marabini fatto segno di una esplosione nel petto, per la quale immerso nel proprio sangue cadeva al suolo, e dopo brevi ore aveva spenta la vita. Cassiano Bagnara lasciato per un istante da entrambi gli assalitori cercava scampo nella fuga, ma era egli pure colpito dai proiettili di una seconda esplosione nel braccio destro sì gravemente che dopo due giorni non ostante i soccorsi dell'arte salutare, cadeva estinto. I grassatori allora per l'allarme della famiglia e dei vicini si allontanarono dalla casa Bagnara, nella quale avevano lasciato traccie sì sanguinose e funeste dell'infruttuoso tentativo della loro cupida nequizia”.

(Tratto dal Supplemento a "Le Ultime Notizie", Corte d'Assise di Ravenna - Rendiconto della causa promossa dal Pubblico Ministero per associazione di malfattori in Alfonsine - 1866).

Gli atti di morte stilati dal Parroco per il domestico dei Bagnara e per Cassiano sono questi: in data 20 novembre 1862 «Joannes Maria quondam Dominici Marabini, conditione famulus, proditorie a latronibus graviter vulneratus obivit aetatis suae an: 48…». (Giovanni Maria del fu Domenico Marabini, di condizione servitore, proditoriamente da ladroni gravemente ferito, morì all'età di anni 48)

In data 20 novembre 1862 «Cassianus viv: Joannis Bagnara et Luciae Garavini... praediciti Marabini vulneratus ipse paritar ut sopra...». `' (Cassiano del vivente Giovanni Bagnara e di Lucia Garavini... come il predetto Marabini ferito egli egualmente come sopra).

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il Dottor Cassiano Meruzzi

Ora quel luogo è oggi detto“Casa Monti”, ed è adibito a parco. La casa infatti appartiene al Comune di Alfonsine a seguito della donazione del Dott. Cassiano Meruzzi, noto e simpatico medico condotto ad Alfonsine nei primi del '900, cugino dello sfortunato Cassiano Bagnara, dalla cui famiglia aveva poi ereditato il tutto. 

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